Parola del giorno: Cuddruriaddri, ecco come farli in casa

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Parola del giorno: Cuddruriaddri o cullurialli, il nostro tradizionale piatto cosentino, preparato in casa soprattutto nella vigilia dell’Immacolata.

Il loro nome deriva dal greco «κολλυρα» = «collura», ovvero ciambella, pane grossolano, focaccia o pane biscottato. La pronuncia “cuddruriaddru” è tipica della nostra città, Cosenza.

L’esatta pronuncia di questo termine, per la doppia “ddru” , pronunciata in modo simile all’inglese “drug”, è particolarmente complessa anche per gli stessi calabresi non cosentini.

Come accade spesso quando si affronta una ricetta tipica regionale, le versioni dei cuddruriaddri o cullurialli cambiano da paesino a paesino, come cambia il loro nome e alcuni passaggi della preparazione. Quindi le preparazioni variano molto in base alla località calabrese, dal tipo di farina usata (0,00 semola di grano duro) alla percentuale di patate sulla farina (100%,50%, nessuna in alcune zone), dosi di lievito e tempi di lievitazione, formatura dei panetti etc.

Per fortuna sono buoni tutti, noi comunque vi proponiamo la ricetta tipica cosentina.

Ingredienti: 
1 kg. di farina “00” bianca
20 gr. di lievito di birra
500 gr. di patate
sale un pizzico
zucchero un pizzico

Preparazione:

Lessare le patate (non le novelle), pelarle, passarle allo schiacciapatate e unirvi il lievito di birra disciolto in mezzo bicchiere d’acqua tiepida. Impastare fino ad ottenere una pasta morbidissima, aggiungere allora la farina, altra acqua tiepida e un pizzico di sale e zucchero.

Lavorare accuratamente la pasta e modellare bastoncini del diametro di poco più di un centimetro e della lunghezza di una trentina di centimetri. Riunire le estremità di ogni bastoncino formando una ciambellina, u cuddruriaddru.

Fare lievitare, coperti da un canovaccio per un paio d’ore, poi friggere in abbondante olio bollente fino a quando saranno ben gonfi e avranno raddoppiato il loro volume.

Infine friggere in olio bollente olio e buon appetito a tutti!