Paterno, il parroco annulla la processione e i fedeli la fanno senza di lui

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PATERNO CALABRO E LA FESTA VOTIVA DEL 12 FEBBRAIO: IL PARROCO ANNULLA LA PROCESSIONE MA I FEDELI FANNO UN BREVE CORTEO FINO IN CHIESA PER RINNOVARE UN RINGRAZIAMENTO CHE VA AVANTI DA 163 ANNI.

Era il 12 Febbraio del 1854 quando vi fu un importante evento sismico che coinvolse gran parte della provincia di Cosenza e della Calabria Centrale. Non a caso proprio oggi Cosenza festeggia la Madonna del Pilerio per aver salvato la città proprio quel giorno.

La fortissima scossa di magnitudo 6.2 colpì di pomeriggio, verso le 17:50. Il terremoto ebbe il suo epicentro a Piane Crati e creò notevoli danni anche a Paterno Calabro: la chiesa di Tutti i Santi, una delle quattro parrocchie del tempo fu infatti rasa al suolo e le case subirono ingenti danni. Ma non ci furono vittime.

I paternesi per ringraziare San Francesco di Paola per la protezione offerta in quell’occasione, portarono il Simulacro in processione e da quella data, ancora oggi, questa giornata viene vissuta con grande fede.

A ben 163 anni di quel tragico evento una nuova “scossa” si è riversata sulla popolazione paternese: l’annuncio del nuovo parroco Padre Marco Gagliardi, appartenente all’Ordine dei Minimi, che cancellava la processione attraverso la pagina FB del Santuario Paternese.

I fedeli questa mattina sono accorsi numerosi da tutti i paesi limitrofi cosi come accade ogni anno: ognuno per un motivo personale ha infatti sempre partecipato alla processione, chi per voto, chi per devozione; la fede personale non ha bisogno di essere giustificata e allorquando si vede un’anziana signora avvicinarsi al simulacro del Santo in lacrime non bisogna giudicare ma rispettare quel gesto devoto.

Sono forti le parole di Papa Francesco quando invita i fedeli ad avere il coraggio di andare controcorrente: cosi è stato per un gruppo di fedeli che alla fine della Santa Messa si è recata ugualmente in processione insieme al sindaco e senza il parroco, verso il monumento che si trova in piazza.

Una processione silenziosa in cui ognuno ha posto nella preghiera la speranza e la pazienza per un mondo che va a rotoli e nel quale le tradizioni cristiane man mano scomparendo. La processione è poi proseguita verso il Santuario e all’interno della chiesa è partito un grosso applauso seguito dall’inno a San Francesco.

Momenti forti ricchi di commozione poiché tutti hanno sempre vissuto questa giornata con grande devozione e la processione rappresenta un elemento marcatore del territorio.

Siamo nel 600° anniversario della nascita di San Francesco di Paola, colui che lottò contro le ingiustizie e che amò questo paese in cui fondò il suo secondo eremo. A 600 anni della Sua Nascita non è proprio possibile rinunciare a queste tradizioni votive che si tramandano da quasi due secoli.

Lettera firmata