Perché vigili e digos difendono gli intrallazzi di Occhiuto?

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Sacco e Cipparone aprono la loro campagna elettorale con il botto. O meglio rischiano le botte in una loro legittima visita all’ufficio del dirigente esterno firma tutto Cucunato (solo quello che gli dice Occhiuto ovviamente), per compiere le loro funzioni di consiglieri comunali.

Il motivo per cui i due consiglieri si sono recati dal dirigente più corrotto del Comune di Cosenza, dopo Pecoraro, è per chiedere conto della mancata manutenzione di diversi alloggi popolari abitati da cittadini che versano in condizioni disastrose.

sacco cipparrone

L’annuncio preventivo della visita presso l’ufficio di quel mascalzone di Cucunato lo aveva dato il giorno prima il consigliere Cipparrone sul suo profilo FB. Com’è suo stile, Cipparrone, annuncia fuoco e fiamme se il dirigente più intrallazzato, dopo Pecoraro, della storia del Comune di Cosenza, non avesse fornito le dovute e doverose risposte ai cittadini sul mancato intervento manutentivo degli alloggi in questione.

Così, letto il post, Cucunato allerta subito il suo capo Occhiuto, che a sua volta mobilita, attraverso il comandante Scaramuzzo, le milizie e i pretoriani al suo servizio, chiedendo loro di presidiare l’ufficio del bustarellaro Cucunato, onde evitare l’ingresso ai due consiglieri.

Il comando dei vigili di Cosenza, che evidentemente non ha altro da fare che servire Occhiuto, ricevuto il messaggio dal suo padrino politico, subito dispone il servizio, inviando l’ispettore capo Tricò, accompagnato da diversi pretoriani a presidiare l’incolumità di quel faccendiere di Cucunato.

cucu

E, forti anche della venuta della digos, chiamata dagli stessi vigili a loro difesa – qui bisogna capire che ci facevano i questurini in Comune, e perché si sono recati anche loro a presidiare l’ufficio di quell’ affarista di Cucunato – si schierano, manganelli ara manu, a presidio dell’imbroglione di Cucunato.

Invece di essere in giro per le strade, i vigili, magari a sanzionare gli incivili che buttano la spazzatura per strada, oppure a regolare il traffico, o a tutelare il patrimonio urbano e paesaggistico della città, si mettono, impropriamente, al servizio di tutela del sindaco e dei suoi affiliati.

vigili urbani

Come dei guardaspalle di un qualsiasi malandrino di un certo livello. Impedendo ai due consiglieri di interloquire con il dirigente, violando palesemente i diritti dei due, solo ed esclusivamente per tutelare l’imbroglio.

Perché quel furfante di Cucunato sa bene che dare le carte in mano dei lavori non effettuati, ai consiglieri, significa far scoprire i suoi ‘mmualici, ed è per questo che in barba a regole, leggi, norme, e regolamenti si fa scudo dell’autorità dei vigili e della digos, che ovviamente si prestano, per difendere i suoi (quelli di Occhiuto) loschi interessi.

Insomma, invece di aiutare i due consiglieri nella loro legittima richiesta di visionare la documentazione, vigili e questurini aiutano il truffatore a sfuggire dalle sue responsabilità. Come sempre si fa in Comune. Una prassi. Chiunque voglia chiarimenti in merito ad atti pubblici dal Comune di Cosenza, viene sistematicamente picchiato, denunciato, vilipeso e offeso.

Poi, in aggiunta come mera considerazione, avrei capito se a lanciare la visita a quel turbante di Cucunato fosse stato il califfo del sedicente Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi, per cui è meglio tutelarsi, ma ritenere Sacco e Cipparrone pericolosi al punto di approntare una difesa militare preventiva dell’ufficio, mi pare troppo. Capite anche voi che c’è qualcosa che non va.

Evidentemente hanno molto da nascondere, altrimenti perché non fornire ai due consiglieri le dovute spiegazioni? E’ così che va al Comune, e questo episodio conferma l’attività oscura e truffaldina di questo dirigente che con i nostri soldi si sta cunzannu iddru, Occhiuto, e tutta a razza sua.

Per meglio comprendere la dinamica di questo increscioso avvenimento abbiamo inteso chiamare il comandante dei vigili urbani di Cosenza il dottor Gianpiero Scaramuzzo per porgli qualche domanda. Ma, come spesso avviene in questi casi, quando non sanno come giustificare l’abuso, inizia la melina. Prima lo cerchiamo in ufficio e per qualche secondo, a detta dell’operatore, non lo becchiamo, perché già fuori dall’ufficio.

potestiobis

Poi, dopo esserci sbattuti per oltre un’ora alla ricerca del suo numero d’ufficio (non quello personale) finalmente lo rintracciamo, e capita l’antifona ci rimanda ad un appuntamento telefonico intorno alle 15,40. Ritelefoniamo, precisi all’ora dell’appuntamento telefonico, ma il comandante Scaramuzzo è diventato latitante. Questo è il loro senso del dovere e il rispetto che hanno dei cittadini. Il Comune è casa loro e non devono dare conto a nessuno. Questa è la situazione. Comunque di seguito le nostre domande al comandante Scaramuzzo, che dovrebbe essere ben lieto di rispondere a chi come noi per diritto/dovere di cronaca lo ha educatamente contattato.

Comandante come mai invia i suoi uomini, in maniera preventiva, a presidiare l’ufficio del dirigente Cucunato?

E’ uso dei vigili, o previsto dal regolamento, presidiare gli uffici dei dirigenti in attesa di colloquiare, per motivi d’ufficio, con consiglieri e cittadini?

Come mai a questo presidio illegale era presente la digos?

Chi ha autorizzato gli agenti della digos a porsi a scudo di Cucunato impedendo ai consiglieri di svolgere le loro funzioni?

Cosa intende fare per chiarire pubblicamente la vicenda?

GdD