Piazza Fera/Bilotti, storia di un appalto (mafioso): Clini, Barbieri e Mario

L’interlocuzione avviata con Giacomo Fiertler frena in qualche modo la veemenza di Katya Gentile. Che decide ingenuamente di dare una “tregua” a Mario. Senza però rinunciare alle sue legittime rivendicazioni.

Lascia correre e fino a quando non sarà chiuso il capitolo assegnazione “bocciodromo”, ha deciso di tenere un profilo basso (ci ritorneremo). Mario usa la debolezza di Katya per i propri fini, e come sempre ci riesce con “‘l’elargizione” della cosa pubblica. Elargizione che in questo caso, come vedremo, non solo si rivelerà farlocca, ma addirittura si scoprirà essere una trappola organizzata ad arte da Occhiuto per sistemare Katya e Giacomo, che più di altri ne pagherà le conseguenze.

Mario è riuscito ad attagnare con Katya e ordina a Cucunato di rifare la gara il prima possibile, i lavori vanno assegnati e il cantiere va aperto. Ma restano ancora degli “intoppi” che vanno rimossi. Oltre a me e alla giornalista Rosamaria Aquino che ci interessiamo direttamente di questo appalto, anche diversi consiglieri dell’allora minoranza si danno da fare. In particolare gli ex consiglieri Giuseppe Mazzuca e Sergio Nucci danno battaglia alla giunta Occhiuto e in particolare attaccano l’allora assessore Martina Hauser, compagna del plenipotenziario ministro Corrado Clini.

I due ex consiglieri, oltre ad aver denunciato in aula diverse anomalie nell’appalto, presentano come gruppo legato a Paolini anche un esposto in procura in cui manifestano una serie di “perplessità” sull’aggiudicazione e sulla gestione dell’appalto di piazza Fera/Bilotti. Ma i due non si fermano qui: rimproverano anche alla Hauser di non essere mai presente in Comune e di essere stata nominata solo per compiacere al ministro Clini, intimo amico di Occhiuto.

Mario e Corrado, una storia disonesta

Mario all’epoca (2004) era un architetto fallito con debiti enormi da coprire, come oggi del resto. Tutti i suoi progetti si erano rivelati alla fine dei veri e propri fallimenti economici. Ed è in cerca di qualcuno che gli dia una mano. E attraverso gli amici degli amici arriva a Clini. All’epoca super potente direttore generale del ministero dell’Ambiente. Che subito comprende le enormi potenzialità truffaldine di Mario che in quel momento sono proprio le qualità che servono a Clini per concludere una serie di intrallazzi che sta attuando in giro per il mondo.

A cominciare dalla Cina. C’è da spendere una montagna di soldi per costruire il ministero dell’Ambiente a Pechino, il padiglione espositivo a Shanghai e altro. Siamo nel lontano 2005 e Mario ha da poco avviato alla rovina il suo studio: il mOa archietture, di cui si sono perse le tracce anche su internet (ha cancellato il sito).

Dopo i vari incontri con Clini e stabilito il peso delle bustarelle e come devono girare i soldi, i due stringono un patto di collaborazione truffaldina ai danni dello stato. Clini gli consiglia, per darsi un tono e per meglio maneggiare la guagna, di aprire anche un ufficio in Cina (Pechino) e per sbrigare carte un altro a Roma.

A partire dal 2005, i due si daranno da fare in operazioni di ladrocinio per quasi un decennio fino alla tragica conclusione della storia criminale di Clini. Che di seguito riassumiamo.

Nell’ottobre 2013 viene ascoltato dalla procura di Ferrara in merito a un’indagine sul progetto di cooperazione ambientale internazionale “New Eden in Iraq”. Il progetto «Immediate Action Plan for Water Resources Management in post war Iraq – New Eden» era nato nel 2003, quando Clini era direttore generale del ministero dell’Ambiente, e prevedeva una serie di finanziamenti – 54 milioni di euro – destinati al risanamento ambientale dell’Iraq: riduzione dell’inquinamento, riforestazione, protezione della fauna, gestione dei bacini idrografici del Tigri e dell’Eufrate.

Comprendeva inoltre corsi di addestramento sui metodi, sui programmi e sulle attrezzature di lavoro per la popolazione locale. Il finanziamento faceva parte dell’impegno italiano all’interno degli accordi internazionali di Kyoto sull’ambiente firmati nel 1997 e nel progetto era coinvolta anche l’organizzazione statunitense Iraq Foundation. La Iraq Foundation, nel 2006, cedette la gestione del progetto a una ONG con sede in Iraq (la Nature Iraq) che aveva come referenti tecnici in Italia lo studio Galli Ingegneria SGI di Padova e una società di Ferrara, la Med Ingegneria, con basi operative a Padova, Ravenna, Cagliari, Genova. La Med Ingegneria era rappresentata da Augusto Calore Pretner( anche lui arrestato). L’accusa è un classico: mazzette e tangenti a dire basta.

Nell’ambito di questa indagine, il 26 maggio 2014, Corrado Clini viene arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di peculato. Nei suoi confronti furono disposti gli arresti domiciliari.

Il giorno dopo il suo arresto, la procura di Roma rende noto che l’ex ministro è accusato di far parte di una associazione per delinquere finalizzata alla corruzione.

A giugno dello stesso anno arriva l’accusa di riciclaggio internazionale di denaro, che viene contestata in Svizzera, per i soldi trovati in un conto cifrato alla Ubs di Lugano. Per questo l’imputato è stato interrogato a Ferrara con rogatoria internazionale richiesta dalla procura di Lugano.

Il 12 marzo 2015 è iniziato il processo con giudizio abbreviato: l’ipotesi di reato è che egli abbia ricevuto una tangente da oltre un milione di euro, solo in questo caso.

Nel mentre i due si danno da fare (Mario diventa l’architetto che firmerà tutti i progetti proposti da Clini in Cina) si avvicinano per Cosenza le elezioni amministrative del 2011. E Clini dice a Mario che se lui fosse diventato sindaco di Cosenza gli affari  e gli intrallazzi si sarebbero potuti triplicare. Un’occasione che andava organizzata. E già i presupposti, con la costituzione della paranza a Cosenza con a capo Occhiuto, si erano creati.

Oltre alla possibilità di avere Mario come sindaco si faceva sempre più largo la voce che vedeva Clini come papabile ad occupare una poltrona da ministro in un governo tecnico, visto il traballare dell’allora governo Berlusconi. E questo nella saga degli intrallazzi non è cosa da poco. Avere un ministro che ti fa arrivare direttamente a guagna… è come fare 13 al Totocalcio di una volta.

Clini dice a Mario che sarebbe stato opportuno sentire un po’ di amici romani per capire cosa ne pensassero di questa sua eventuale candidatura a sindaco. E fu in una di queste occasioni che Clini presentò don Barbieri a Mario.

Caro Mario, disse Clini, don Barbieri è la chiave di volta ai nostri problemi: lui ti assicura la giusta copertura mafiosa con annessi voti a Cosenza e in cambio tu sarai generoso con gli appalti con  lui. Un affare per tutti. E i due brindarono al patto. Si sarebbero ritrovati da lì a poco per concludere l’affidamento mafioso dell’appalto di piazza Fera/Bilotti. Una scena che, come vi abbiamo già raccontato, fu filmata ed intercettata dalla Guardia di Finanza cosentina.

Un incontro che convinse subito Mario. Ritornato a Cosenza, iniziò la sua campagna elettorale sottobanco facendosi forte di queste amicizie. Siamo agli sgoccioli del 2010.

La fibrillazione in città è palpabile, la vittoria per i pretendenti alla carica di sindaco non è scontata per nessuno. Quello che si profila è un ballottaggio. E la vittoria di Mario e lì che si gioca. Bisogna dunque essere sicuri ed arrivarci con le giuste e necessarie “risorse”. Tant’è che Clini decide di fare una serie di incontri clandestini in città per convincere qualche riottoso a fidarsi di Mario perché solo la sua vittoria avrebbe potuto garantire l’arrivo di denaro in città a suo favore, e solo da sindaco avrebbe potuto far fronte ai tanti debiti che nel corso degli anni aveva contratto. Una visita ed un argomento che mise d’accordo tutti.

3 – continua (lo so che è lunga la storia ma non si può raccontare in poche battute)

GdD