Politica&Padroni, gli affari de iGreco in Umbria: splendore e crisi del Gruppo Novelli

TRIBUNALE DI TERNI
RICORSO EX ART. 702 BIS C.P.C.
Per: la società Gruppo Novelli S.r.l. in concordato preventivo

A partire da oggi pubblichiamo l’esposto-denuncia (in gergo tecnico ricorso ex articolo 702 bis del codice di procedura civile) che il Gruppo Novelli aveva presentato al Tribunale di Terni per chiedere l’annullamento della cessione delle aziende al gruppo iGreco. Il Tribunale di Terni su questa denuncia doveva emettere una sentenza nel novembre 2017. Siamo a marzo 2018 e non si è ancora pronunciato a riguardo… I maligni dicono che l’insabbiamento è dovuto all’arrivo di un giudice già “famoso” per aver snaturato l’inchiesta “Mafia Capitale” a Roma… Ma passiamo senz’altro alla denuncia. 

IL GRUPPO NOVELLI

1.La storia del gruppo di società un tempo facente capo alla famiglia Novelli (di cui – in sintesi – Gruppo Novelli S.r.l. era la principale società operativa, mentre Novelli Partecipazioni S.p.A. era la Holding del gruppo e Novelli Service S.r.l. la società che si occupava dei servizi logistici – di seguito anche cumulativamente il “Gruppo”) risale ai primi del 1900, allorché Ferdinando Novelli, capostipite della famiglia, iniziò a produrre farina in un piccolo mulino a pietra, attività cui affiancò, successivamente, la produzione di pane cotto nel forno a legna.

2.Grazie alle successive intuizioni imprenditoriali ed alla determinazione anche degli altri componenti della famiglia, nel corso degli anni e poi dei decenni successivi, Novelli iniziò in breve tempo quella che poi sarebbe diventata la tradizione del pane ternano.

3.Dalla prima produzione di pane fresco cotto in forno a legna la Società è poi passata a produrre e commercializzare una vasta gamma di prodotti, quali pane e prodotti da forno a marchio “Interpan”, attraverso le proprie sedi produttive site in Latina, Amelia e Muggiò.

4.Nel corso degli anni ‘80 l’attività del Gruppo iniziò a diversificarsi anche nel settore della produzione di uova fresche, grazie all’acquisizione di una piccola azienda agricola con annesso un allevamento di galline. Tale ulteriore mossa imprenditoriale consentì anche l’affermarsi del marchio “Ovito” sul territorio nazionale soprattutto grazie all’apposizione, su ogni uovo, della “firma” e della data di deposizione, così da consentire all’acquirente di verificarne la freschezza, nonché la scelta di un confezionamento con materiali completamente ecologici e biodegradabili.

5. Il Gruppo – grazie alla dedizione e allo spirito imprenditoriale dei componenti della famiglia, con il passare del tempo e solo fino a qualche anno fa, è arrivato a:

(i) possedere sette siti produttivi, quattro dei quali dedicati alle uova e tre al pane;
(ii) gestire direttamente due mulini, di cui uno a pietra e (iii) due mangimifici, uno dei quali dedicato in esclusiva alla produzione del mangime per le proprie galline ovaiole con materie prime c.d. “OGM free”;
(iv) diversi vitigni e cantine dedicate alla produzione e commercializzazione del vino da tavola di alta qualità.

6. Per meglio specificare le aree di business del Gruppo, si tenga presente che le attività afferenti alla produzione e commercializzazione di uova fresche e ovoprodotti nonché pane fresco e prodotti da forno venivano considerate il core business del Gruppo mentre quelle afferenti a produzione e commercializzazione di mangimi, pet food e vino il business
no core.
7. Infine, con oltre 700 dipendenti, il Gruppo è col tempo diventata una delle più importanti realtà del settore agroalimentare italiano, apprezzata moltissimo anche all’estero.

B. BREVI APPROFONDIMENTI SULL’ASSETTO DEL GRUPPO ED IN PARTICOLARE SULL’ATTIVITÀ DELLA SOCIETÀ ATTRICE.

8. Il Gruppo, nel corso degli anni, si è “arricchito” della presenza di molte società, ognuna con un proprio core business dedicato ed una specifica “funzione” all’interno del Gruppo medesimo. Per evidenti ragioni di economia processuale sarà sufficiente in questa sede specificare quanto segue:

(i) Novelli Partecipazioni, la holding finanziaria del gruppo, deteneva il 100% della Gruppo Novelli, nonché l’intero capitale sociale di Spiga S.r.l. e Cantine Novelli S.r.l. (la società più patrimonializzata del Gruppo, cfr infra) ed il 49% del capitale sociale della Novelli Service
S.r.l.);
(ii) Gruppo Novelli S.r.l., la società operativa del Gruppo e odierna attrice, deteneva il 51% di Novelli Service S.r.l., il 100% di Molino d’Amelia S.r.l. e di Nuova Panem S.r.l.

10. La Gruppo Novelli è stata costituita in data 15 febbraio 1990 ed è operante nel settore della produzione e commercializzazione di beni di largo consumo. In particolare, la Gruppo Novelli produceva e commercializzava, principalmente a marchio “Ovito” (marchio leader a livello nazionale), le uova fresche provenienti dai propri allevamenti e dai fornitori esterni.

11. La Società si occupava altresì della trasformazione delle uova in ovoprodotti per l’industria dolciaria, i grandi trasformatori, le pasticcerie ed i negozi di pasta fresca.

12. La Gruppo Novelli produceva con grande successo inoltre – a livello industriale – pane fresco e pane a lunga conservazione; la gamma di prodotti offerta a marchio “Interpan” era poi completata attraverso l’acquisto da fornitori esterni di dolci ed altri prodotti da forno. In relazione alla produzione di pane, la società è stata fortemente impegnata nella
commercializzazione, sia in Italia che in alcuni paesi esteri, rivolta non solo alla grande distribuzione, ma anche agli operatori del canale catering quali farcitori, ristoratori, ecc.

13. La Società produceva anche mangimi, sia per galline ovaiole che per altri animali, tra cui equini, bovini, suini, ecc. La produzione di mangimi veniva in parte destinata all’alimentazione delle galline degli allevamenti interni e dei fornitori, permettendo un elevato controllo della qualità dellafiliera, trattandosi di mangimi c.d. “OGM free”.

14. La Società produceva inoltre, attraverso l’apposita divisione “petfood”, mangime secco per animali da compagnia, principalmente cani e gatti. La commercializzazione dei relativi prodotti, che avveniva con i marchi “Slyfriend”, “Actioncat”, “Actiondog” e “Toneup”, era rivolta principalmente a petshops e rivendite

C. LA CRISI DEL GRUPPO

15. Il Gruppo, negli ultimi anni ha iniziato a risentire di in una situazione di crisi abbastanza marcata, scaturita non solo da una congiuntura economica mondiale che ha messo in ginocchio moltissime realtà produttive ma vieppiù da una contrazione dei margini economici, determinata da un significativo incremento nella struttura dei costi e
anche di molte materie prima, cui non è però corrisposto un equivalente incremento del valore della produzione.

16. Tale crisi è stata causata, piùspecificamente da:
(i) un significativo aumento del costo delle materie prime (prezzo dei cereali), stimabile in misura pari a circa il 42% solo nel biennio 2009-2011, che il Gruppo non è riuscito a fronteggiare prontamente, mediante una politica industriale e commerciale tale da contenere in maniera sopportabile la riduzione dei margini industriali;
(ii) significativo incremento dei costi commerciali, derivante da un aumento degli sconti e delle promozioni applicati dalla Grande Distribuzione Organizzata, nonché per l’eccessiva onerosità della logistica secondaria e dei trasporti primari;
(iii) lancio di alcune nuove linee di business, molto distanti rispetto all’attività storicamente svolta dal Gruppo (produzione e commercializzazione di pane fresco) che, a causa della loro ridotta redditività, hanno comportato una compressione dei margini economici;
(iv) aumento dei costi fissi sostenuti dal Gruppo per il lancio dei suddetti nuovi business;
(v) marginalità netta molto bassa che caratterizza il business della produzione di mangimi, in relazione al quale i costi della materia prima incidono in misura pari al 75% del totale;
(vi) eccessivo indebitamento, in crescita costante anche a causa dell’effettuazione di investimenti per cifre consistenti, che tuttavia non hanno generato i risultati sperati.

17. La situazione di crisi apparentemente irreversibile
ingeneratasi, dunque, ha portato le società del Gruppo a intravedere in una specifica proposta concordataria, lo strumento ideale per superare lo stato di impasse e riportare nel giro di qualche anno il Gruppo (in un assetto societario ridisegnato e più “snello”, come si vedrà) a riprendere la strada di crescita interrotta e riportare la marginalità su valori importanti; ciò, anche al fine di tutelare gli interessi del ceto creditorio e dei centinaia
lavoratori coinvolti.

1 – (continua)