Politiche 2018, Cosenza: il “regista” grillino dai mille tentacoli

Si chiama Valerio Canonaco, è il marito dell’europarlamentare Laura Ferrara e chi frequenta gli ambienti del Movimento Cinquestelle di Cosenza e Rende è pronto a giurare e spergiurare che sia proprio lui il “capo”, sì insomma il regista politico delle operazioni pentastellate a Cosenza e a Rende.
La Ferrara non veniva neanche alle riunioni, tanto gliene fregava della politica e a “battagliare” c’era solo lui, il marito, allora amico del senatore Francesco Molinari e del deputato Sebastiano Barbanti e sempre in coppia con Vittorio Bruno.

Già, Bruno. Il cognome non è per niente nuovo a chi segue la politica cosentina. Vittorio è il rampollo dell’onorevole Paolo, bandiera del Partito socialdemocratico ma soprattutto massone della vecchia guardia del Goi. Il suo punto di riferimento era Costantino Belluscio (socialista, segretario generale del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, tre legislature da parlamentare, per chiudere la sua lunga carriera da sindaco del suo Comune, Altomonte) ma Paolo Bruno (socialdemocratico appunto, Sottosegretario al Tesoro prima e alla Sanità poi) presto ne aveva raccolto il testimone. Belluscio e Bruno oltre ad essere fratelli, erano entrambi accomunati dalla macchia nera d’essere accusati di far parte di quella loggia nominata Propaganda 2, maestro venerabile Licio Gelli. Ma poi tutto finì in una bolla di sapone e il “particolare” non aveva impedito loro negli anni successivi al 1981 di continuare la scalata. Anzi…

Dettagli, si può dire. Ormai lo sanno tutti che la massoneria corteggia i grillini e a Cosenza, città da sempre ad altissima densità massonica, è inevitabile fare i conti con i cappucci. Ne sappiamo qualcosa noi cosentini, che ci siamo ritrovati il “cavaliere mascherato” di Morra (al secolo Gustavo Coscarelli) tra i candidati a sindaco. Ma torniamo a Canonaco e ai 5stelle. Incombono le Europee del 2014, che si svolgono in contemporanea con quelle di Rende. Canonaco sperava nella candidatura ma di concerto con Bruno decidono di attuare il piano B: la candidata doveva essere Laura Ferrara, la moglie. Avendo lei un buon profilo, laureata, bella presenza, decisero di candidarla. Fu a quel punto che Canonaco marito presentò la moglie agli attivisti pentastellati. Laura Ferrara aveva fatto pratica da avvocato nello studio legale di Marcello Manna, candidato sindaco a Rende. Ma non è un problema. Anche il candidato sindaco del M5S Domenico Miceli, grande sostenitore di Valerio, è vicino ad una collaboratrice di Manna. Ma il lavoro è lavoro.

E se è per questo, Canonaco ha un fratello che si chiama Giorgio e lavora alla Regione. Ha sposato Barbara Blasi, che è parente della moglie di Ennio Morrone ma soprattutto è una delle candidate della lista Forza Rende che sostiene la candidatura di Marcello Manna a sindaco di Rende. Dettagli, direte voi, tanto più che non è stata eletta.

E invece no: la stessa Barbara Blasi è addirittura in lizza per le Politiche 2018 nel listino proporzionale di Noi con l’Italia-Udc dietro all’immarcescibile Pino Galati, con il quale notoriamente Morrone ha un feeling particolare. E qui siamo ben oltre i dettagli ma proprio nel cuore dell’organizzazione politica di Ennio Morrone, politico decisamente impresentabile.

Il Meetup di Rende era in lite col Meetup Cosenza. Rende era legato a Molinari e Barbanti, Cosenza a Morra, ma con molti dissidenti e così il senatore ne formò anche un altro, un terzo. Anche ora tra Cosenza e Rende esistono tre gruppi e quello di base di Canonaco è proprio Rende. Il terzo è formato da altri tipo Malgeri, che stanno un po’ da una parte e un po’ dall’altra. Segni particolari: molte liti per le poltrone.

Ma Valerio Canonaco è il più fortunato di tutti. Dopo il colpaccio con Laura sua moglie, adesso se ne profila un altro, altrettanto importante e strategico. Morra si è ripreso il collegio senatoriale con relativo paracadute ed è a posto, tocca alla Ferrara allora e quindi a Canonaco esprimere il candidato per il collegio camerale. E ancora una volta la candidata se la trova in casa, visto che Anna Laura Orrico è una grande amica di Laura. Morra non fa storie e si associa. Certo, non è facile fare ingoiare il rospo agli attivisti che si sono sbattuti in questi anni e si ritrovano rappresentati da una signora che non solo appartiene alla cerchia di Pippo Callipo ma spesso e volentieri è anche entrata in conflitto con i grillini ed è impossibile non ricordare. Eppure, con grande tenacia, Valerio e Laura continuano a tessere la loro tela. Poche parole, nessuna tentazione di cadere in inutili provocazioni, vanno avanti per la loro strada fiduciosi di poter realizzare un altro “colpaccio” e continuare la scalata. Che male c’è? Così fan tutti.