Politiche 2018: la Svampita di Lorica, le “fake news” e il giro di soldi al Parco Nazionale della Sila

Sonia Ferrari

L’articolo sulla Svampita di Lorica, al secolo Sonia Ferrari, sta ricevendo decine di migliaia di clic. La sua candidatura al collegio senatoriale di Cosenza è semplicemente scandalosa. Stiamo parlando di un soggetto che non ha nessun tipo di credibilità e ormai da anni occupa la casella di commissario del Parco Nazionale della Sila per coprire vergogne che tutti conoscono (segreti di Pulcinella), per arricchirsi e per piazzare e distribuire soldi agli amici degli amici.

Per farvi capire quanto è bugiarda e falsa questa donna basta leggere un suo post su Fb risalente al 24 gennaio, ovvero a pochi giorni dall’ufficializzazione della sua candidatura. Bene, nonostante la Svampita stesse mettendo in atto tutte le manovre possibili per arrivare alla candidatura, accusava un quotidiano di regime (certamente imbeccato da qualche pappone della nostra politica) di scrivere fake news quando, in tutta questa storia, l’unico vero fake è proprio lei…

Ma andiamo avanti, perché dopo lo strepitoso successo della prima puntata delle avventure della Svampita di Lorica (http://www.iacchite.com/politiche-2018-signore-signori-la-svampita-lorica/), oggi siamo in grado di darvi altre chicche ed altre perle sulla sua gestione del Parco Nazionale della Sila, che si riferiscono a circa otto mesi fa.

Precisamente al mese di maggio 2017, quando l’attenzione di molti era concentrata sulla riserva Valli Cupe di Sersale. Testate giornalistiche, anche nazionali, davano ampio spazio e risalto alla questione mentre Palla Palla si affannava a difendere la modifica che doveva apportare alla legge regionale da poco da lui approvata per la gestione di questa riserva di qualche ettaro (seicento circa). Oliverio era preoccupatissimo della gestione della stessa, dell’applicazione della legge 394/91 e della legge regionale 10/2003, tanto da sentire il Ministro dell’Ambiente per un affrettato parere. O forse cercava solo di difendere il suo pupillo, sindaco di Zagarise, capostruttura Urbanistica per sua nomina, responsabile del distretto urbano della valle del Crocco. Una riserva – come accennavamo – di poco più di 600 ettari.

E così, in tutto quel trambusto, nessuno parlava più del Parco Nazionale della Sila, 74.000 ettari (altro che 600!), dal 2014 commissariato dalla signora Sonia Ferrari, che noi (ma non solo…) abbiamo ribattezzato la Svampita di Lorica, da sempre prossima alla scadenza ma sempre puntualmente riconfermata, perché i suoi scagnozzi (chissà perchè!) riescono sempre a raccogliere le firme di tutti i sindaci per farla confermare.

Ed il buon Palla Palla, per ripagare la candidatura del marito della Svampita (tale Antonio Armentano) alle comunali di Cosenza del 2016, per volere del buon Nicola Adamo, in questo caso non si disturbava (come per Valli Cupe) a chiamare il Ministro per avere un presidente.

Sì, perché tutto è funzionale… altro commissariamento… ed intanto il Parco diventa un tutt’uno con l’area MAB (riconoscimento del Parco e di tanti altri comuni) tanto che lei, sempre Sonia Ferrari la Svampita, lo promuove anche a Buongiorno Regione (tanto alla RAI sono tutti raccomandati…), portando avanti le attività con non si sa quali fondi (forse quelli del Parco, forse soldi spesi allegramente quando in questa Fondazione i soggetti pubblici, che dovrebbero gestire il MAB, del quale non si ha traccia di nulla, dovrebbero attivare le risorse).

Intanto il MAB va… ed il tutto è coordinato dal nuovo direttore, dott. Luzzi, pupillo di quel “galantuomo” del generale Graziano nonché uomo di fiducia nonché faccendiere di nuova generazione del grande ex direttore generale del Parco della Sila Michele Laudati, che contrariamente a quanto uno pensa non era andato in pensione, ma aveva traslocato, guarda tu un po’, proprio al MAB… Circa un mese fa – ahilui – Laudati è passato a miglior vita ma non c’è dubbio che le manovre da lui orchestrate stiano andando avanti lo stesso.

Giuseppe Graziano

Era stato talmente bravo il nuovo direttore (Luzzi, il pupillo del generale Graziano), da guadagnarsi la riconferma. Conosciuto sull’altopiano per essere vicino agli agricoltori, allevatori e, perché no, anche alle ditte boschive, in prima persona faceva sopralluoghi per i danni procurati dai lupi e dai cinghiali fino ad accompagnarle, le povere vittime, alle banche, per la riscossione degli indennizzi, secondo un tariffario consacrato.

Facilmente lo si incontrava, sigaro in bocca (ah, quando non si pensa alla salute!) e occhiali da sole, stile Furgiuele ‘O Principale (con il quale avevano in comune il datore di lavoro, Laudati), scorazzare con le macchine del Parco, anche i fine settimana. I più fortunati lo possono trovare anche al centro di Cosenza. Erano stati tanto bravi, tutti quanti, ad inabissare la candidatura Unesco del Parco della Sila, facendo apparire (prima volta nella storia dei riconoscimenti) che era stato lo… Stato italiano a ritirare la candidatura. Ma Palla Palla, il generale Graziano e Jole Santelli (sì, anche lei, come primo sponsor della Svampita tanto lo sanno tutti che centrodestra e centrosinistra sono la stessa cosa) hanno lavorato a lungo sottotraccia e proprio qualche giorno fa, in pieno trambusto elettorale, ecco che come per magia è rispuntata la candidatura Unesco del Parco della Sila e finanche la candidatura al Senato della Svampita! Per non parlare dei prossimi fondi strutturali dell’Ambiente (Regione): 500.000,00 euro di incarichi già assegnati dal Direttore sul territorio, sempre per il bene del territorio … e di questa difficilissima campagna elettorale nella quale hai qualche speranza di passare solo se… paghi!

Ma parliamo – attenzione – di profili alti. Da poco tempo la Svampita e il nuovo direttore Luzzi (sempre lui, il pupillo del generale Graziano) sono stati insigniti dall’Accademia italiana di scienze forestali con sede a Firenze (guarda un po’, l’unico socio calabrese era Laudati) con ben due riconoscimenti. Ed ancora il libro che hanno presentato in pompa magna all’Unical o il dottorato di ricerca in: “Biologia Applicata ai Sistemi Agro Alimentari e Forestali” a Reggio Calabria. Ma a pensar male spesso uno c’azzecca… Se solo fosse possibile verificare gli atti di cui il titolo è pubblicato sul sito o gli accordi pubblicizzati da anni con l’orto botanico dell’Unical, con la facoltà forestale di Reggio Calabria o con l’Accademia di scienze forestali, ci faremmo quattro risate. E non è detto che non ci riusciamo, prima o poi.

Intanto il Parco va in giro, con missioni pazze, gira filmini, pubblicizza Tuttofood, Biofach a Norimberga, BIT a Milano e cose simili (per diffondere la biodiversità), porta in giro gli studenti della Svampita, allestisce mostre fotografiche, ah sì, perché la Svampita condivide con Antonio Armentano (suo marito) la passione delle foto. Lui, in arte Atheron, è l’ideatore del libro fotografico, finanziato ovviamente dal Parco, “Sila Dono Sovrano”. Si si, Parco della Sila, dono Sovrano, rende meglio l’idea. E anche lei di recente ha pubblicato una mostra fotografica, chissà con quali fondi… Ma vi rendete conto? E siamo solo alla punta dell’iceberg…

2 – (fine, per il momento… la campagna elettorale sarà molto lunga!)