Politiche 2018: quella intercettazione che inguaia Nicolò, uomo “forte” di Forza Italia

Nell’aula bunker di Reggio Calabria continua ad andare in scena il processo “Gotha” ovvero una delle grandi inchieste dell’attuale procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, che vede tra gli altri alla sbarra l’avvocato Paolo Romeo, considerato capo della cupola massonica della ‘ndrangheta calabrese insieme all’ avvocato Giorgio De Stefano.

Romeo infatti avrebbe potuto contare su una rete fittissima di relazioni con senatori della Repubblica come Bilardi, Caridi e Scilipoti ma soprattutto avrebbe avuto pieno sostegno da burocrati e politici reggini che vanno dal centrodestra al centrosinistra: tutti indistintamente avrebbero avuto almeno un contatto con l’avvocato Romeo. Anche il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa, imputato nello stesso procedimento, faceva di Romeo un ospite d’onore nel palazzo della Provincia. E a molti non è sfuggito che Romeo nel 2014 è entrato da pascià finanche al Senato per parlare con la signora Finocchiaro, che adesso fa finta di non conoscerlo…

La testata giornalistica “Il Dispaccio”, diretta da Claudio Cordova, segue da vicino le vicende del processo e proprio in queste ore ha pubblicato un articolo molto importante dal quale emergono anche gli intrecci del clan di Paolo Romeo con l’uomo forte di Forza Italia ovvero Alessandro Nicolò, del quale ci occupiamo molto spesso e che sembra ormai sicuro di essere candidato al Parlamento.

Ma ecco cosa scrive “Il Dispaccio”.

Come il suo caro amico Paolo Romeo, anche l’avvocato Antonio Marra sarebbe riuscito a districarsi attraverso una serie molto ampia di relazioni, tanto con il mondo criminale, quanto con quello istituzionale. Il legale, recentemente scarcerato dopo un anno e mezzo circa di detenzione preventiva, resta comunque imputato nel processo “Gotha”, come membro della associazione segreta che avrebbe governato Reggio Calabria e dintorni.

Se, infatti, il collaboratore di giustizia Nino Lo Giudice indica Marra come uomo vicino alla famiglia Condello, agli atti dell’inchiesta vi sono i suoi rapporti con soggetti istituzionali, come il generale Angiolo Pellegrini, con il sottosegretario Elio Belcastro, ma anche con il prete di San Luca, don Pino Strangio, imputato nel medesimo procedimento. A riferirlo è il commissario di Polizia, Angela Corigliano, rispondendo alle domande del pm antimafia, Stefano Musolino. Marra avrebbe intrattenuto rapporti anche con i carabinieri Davide Pati e Anastasio Fichera: un rapporto di confidenza reciproca che sarà oggetto del racconto delle prossime udienze, davanti al Tribunale presieduto da Silvia Capone.

Nell’ambito dei propri rapporti, Marra parla tanto al telefono, forse sicuro di non incorrere in intercettazioni telefoniche. E don Pino Strangio è uno di suoi interlocutori preferiti: anche don Pino è imputato, al pari di Antonio Marra, Paolo Romeo, Giorgio De Stefano e altri di fare parte dell’associazione segreta in contatto con la ‘ndrangheta. Molto forte la capacità di Marra di interloquire con la politica e di tentare, evidentemente, di portare l’acqua al mulino dell’associazione segreta. In tal senso, interessante la conversazione in cui Marra racconta di essere in compagnia di Alessandro Nicolò, uomo forte di Forza Italia, in quel periodo vicepresidente del Consiglio Regionale e oggi in predicato di una candidatura in Parlamento. Ecco la conversazione del 3 marzo 2011.INTERLOCUTORI: MARRA Antonio: M STRANGIO Giuseppe: S

Inizio della conversazione:

M: Pronto!//

S: Si… Antonio…//

M: Don Pino?…//

S: Dimmi…//

M: Ti chiamavo che ero con il vice presidente della regione…//

S: Si…//

M: E parlavamo…ha detto…ah… incomprensibile… gli ho detto…dice parlavamo della Locride…delle cose…gli ho detto…da là c’è don Pino…c’è il vescovo…che sono interessati molto alle vicende della Locride… e mi ha detto…e perché non chiami…facciamo l’incontro…ci incontriamo…vediamo quali sono le esigenze…quello che possiamo fare…//

S: Io sono qui all’assessorato che dovevamo elaborare un passaggio di un nostro candidato all’assessorato alla cultura e ce l’ho fatta…insieme all’assessore Bartolo della fondazione…//

M: Va bò…dico…questa era la cosa per cui ti chiamavo…//

S: Eh…eh…//

M: Se tu ritieni…io gli ho detto…ne parlo con don Pino vediamo lui…glielo dico…//

S: Incomprensibile…tu digli che la facciamo con lui…Nicolò era….//

M: Ah?…//

S: Nicolò?…//

M: Uh…//

S: Eh…perfetto…//

M: Gli ho detto… don Pi… glielo deve dire…se poi il vescovo è disponibile… e…//

S: Si…si…//

M: …organizziamo una cosa…//

S: Organizziamo…organizziamo quello che vogliamo hai capito….e poi vediamo…//

M: No…tu glielo dici se lui è disponibile a questo incontro poi lo facciamo…no?…//

S: Intanto domani sono per… presentare i centri di aggregazione ai calcetti in prefettura che li fanno…che li realizzano con i Por sicurezza dal ministero… eh…ci vediamo domani…//

M: Va bò…ok…//

S: Io ora sono a Catanzaro…ciao…//

M: Ciao…//

Fine della conversazione.

Sempre a proposito di Nicolò, La Festa del Mare e il Circolo Posidonia erano argomenti che al Romeo interessavano tantissimo e infatti non perdeva occasione per chiedere finanziamenti. Alessandro Nicolò, tuttora capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia, così come si evince dalla foto che pubblichiamo in copertina, era un assiduo frequentatore della Festa del Mare e infatti lo stesso veniva invitato in ogni edizione e da vicepresidente del consiglio regionale si sarà certamente interessato a ricercare finanziamenti. Ricordiamo che il rapporto tra Romeo, De Stefano e Nicolò risulta essere molto forte anche in virtù del fatto che lo stesso Nicolò – come abbiamo già scritto – assunse per parecchio tempo la signora Anna Martino nella sua struttura dopo che Alberto Sarra (altro uomo di Romeo e della cupola, ex consigliere regionale e delfino di Scopelliti, tuttora in carcere) decise di non ricandidarsi. La signora Martino – ricordiamolo – è la consuocera dell’avvocato De Stefano. Casualità? Insomma, attendiamo con curiosità quando arriverà anche il turno di Nicolò. oltre che dei vari Sebi Romeo, Nicola Irto, Nino De Gaetano e tutta l’altra famazza reggina (e cosentina).