Politiche 2018, Reggio. “Nicolò uomo dei clan”: i verbali del pentito Enrico De Rosa

Se il centrosinistra piange non possiamo certo dire che il centrodestra ride. Almeno se parliamo di… mafia. Eh sì, perché in Calabria non ci facciamo niente e se non bastasse il deputato di Diamante don Ernesto Magorno, affiliato al clan Muto per come spiegano ampiamente le intercettazioni che Gratteri e i suoi scagnozzi si ostinano a non voler “vedere”, anche a Reggio la situazione non è idilliaca nonostante l’impegno di un grande magistrato come Cafiero De Raho.

Ciccio Cannizzaro, per quanto attenzionato e indagato per le sue frequentazioni mafiose e notoriamente braccio destro del senatore Caridi, ha già firmato la candidatura per il collegio 7 di Reggio Calabria.
Il senatore di stretta osservanza cinghialesca (per i reggini nuovi di Iacchite’ il Cinghiale di Cosenza al secolo è stato registrato come Antonio Gentile) Bilardi, campione in ruberie per Rimborsopoli, ci ha sperato fino alla fine ma non ce l’ha fatta e, dulcis in fundo, il capogruppo alla Regione di Forza Italia Alessandro Nicolò è stato depennato proprio in extremis, grazie a gente col sale in zucca come Romani e Ghedini perché ormai tutti sanno che è stato nel cerchio magico di Paolo Romeo, Peppe Scopelliti e tutto il cucuzzaro.

La sua esclusione sta facendo rumore e addirittura settantasei (!!!) dirigenti e amministratori di Forza Italia della Provincia di Reggio Calabria considerano non competitive le scelte delle candidature nei collegi della provincia partendo proprio dall’esclusione di Nicolò..

Noi, dal canto nostro, per dimostrarvi e per suffragare tesi che sosteniamo ormai da mesi, sottoponiamo ancora alla vostra attenzione questo documento inoppugnabile che lo inchioda. Checché ne dicano i suoi lecchini…

Il consigliere regionale Alessandro Nicolò era un uomo nella disponibilità di Mico Tattoo Sonsogno e per questo Enrico De Rosa (mafioso oggi pentito) per anni è riuscito a lavorare con la Regione Calabria. Lo mette a verbale in maniera chiara proprio il pentito, che interrogato dal pm Stefano Musolino afferma: «Ricordo che Sonsogno aveva progettato di ricattare Sandro Nicolò (consigliere della Regione Calabria) perché faceva uso di cocaina e allo stesso modo altri. Allo scopo si era procurato delle microcamere che si faceva dare da mio cugino, Enrico La Rosa, di Taurianova, che a sua volta le recuperava dal compagno di sua sorella, che è un poliziotto di nome Salvatore che lavora al porto di Gioia Tauro».

Se il progetto sia mai stato realizzato o no, allo stato non è dato sapere. Ma su un punto De Rosa è sicuro: «In merito ai miei rapporti con la Regione, ricordo che Sandro Nicolò, unitamente ai Berna, mi concedeva la possibilità di effettuare con Frascati tutte le pubblicità all’interno del palazzo della Regione». Rapporti formalmente inesistenti grazie a un trucchetto. «Io fatturavo a una società che a sua volta fatturava alla Regione. In una circostanza, mi hanno fatturato pagandomi meno».

Ma ad aprire a De Rosa le porte della Regione, non sono stati semplicemente i traffici di Sonsogno. «Spesso Francesco Berna (titolare dell’omonima ditta di costruzione e presidente di Ance Calabria, ndr) sponsorizzava unitamente a Demetrio Berna (ex assessore comunale al Bilancio di Reggio Calabria, ndr) la mia figura con Sandro Nicolò». Certo, ricorda il collaboratore, nonostante appoggi e sponsorizzazioni lavorare in Regione non era per nulla facile.

«Progetto cinque – come mi disse Sonsogno – aveva rapporti direttamente con Scopelliti, l’ex governatore, con il quale prendevano direttamente accordi». E, a detta di De Rosa, c’era un patto di ferro fra l’ex governatore e la Progetto cinque, che nessuno poteva mettere in discussione. «Allorquando io mi interessai a effettuare ulteriore pubblicità, mi consigliarono di lasciar perdere perché i Frascati erano appoggiati da Scopelliti. Tale legame, garantito dai Libri, non si poteva bypassare». Un rapporto che già aveva fatto discutere quando l’ex governatore amministrava Reggio da sindaco.

 

Nicolò inoltre a Reggio è chiacchieratissimo per il suo rapporto di ferro con Romeo, De Stefano e Sarra avendo fatto lavorare loro congiunti nella sua struttura. Basterà per non vedere la sua faccia tra i candidati? Poche ore e sapremo.