Polizia stradale e procura di Cosenza: tutti gli intrecci. Il caso Tignanelli-Facciolla

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L’inchiesta di un gruppo di poliziotti onesti della Polizia stradale riserva ancora molte sorprese e traccia un quadro incredibile di corruzione.

Eravamo rimasti al profilo di Angelo Straface, comandante della sezione Polstrada di Cosenza nord ma sottomesso a tutti gli effetti al comandante Provenzano, il “ras” indiscusso della Polstrada. Diciamo pure che Straface è solo una pedina della più autorevole “cabina di regia” capitanata dallo stesso PROVENZANO.

Di fatto il PROVENZANO “comanda” non solo la Sezione di Cosenza ma anche la polizia stradale di Cosenza nord. In questo scenario, da quasi un decennio, il PROVENZANO ha collocato i suoi uomini in punti nevralgici del potere per avere il polso della situazione anche su quanto accade nel palazzo del Tribunale.

Muovendo le fila e nascondendo la mano, la cricca è riuscita anche nella procura di Cosenza a piazzare i suoi uomini fidati … tanto da garantirsi anche un certo “occhio di riguardo” in caso di denunce, davanti ad indigesti reati a loro stessi imputabili e tra l’altro non sono neppure mancati procedimenti, naturalmente tutti archiviati da quei buffoni dei sostituti del buffone capo Granieri.

Quel trombone di un Cozzolino
Quel trombone di un Cozzolino

Nella segreteria del pm COZZOLINO prende posto un uomo di STRAFACE, quindi di PROVENZANO, tale MARRELLI Gianluca, poliziotto che fa da anello di collegamento fra Polizia stradale e procura.

Ancora altro uomo (CARPANZANO Pietro) è inserito nella procura in pianta stabile: anch’egli è la persona giusta per tale compito perché si presta ai voleri del PROVENZANO pur di compiacere il monarca e per poter svolgere quei servizi che aprono la porta ad una miriade di privilegi. Insomma un altro “signorsì”.

Ritornando allo STRAFACE, nel corso del tempo si è guadagnato sul campo, nell’ambiente interno, grazie al suo “coraggio da leone”, il calzante appellativo di “Schettino” e c’è davvero poco da aggiungere quando uno viene chiamato così. 

polstrada generica

Altro anello di congiunzione con la procura, non di Cosenza ma di Castrovillari, è l’Assistente Capo TIGNANELLI Vito la cui moglie, AQUINO Marisa, è titolare di una fiorente attività d’investigazione e noleggio apparecchiatura elettronica, “S.T.M. s.r.l.”, attività queste di cui si servono le varie procure (anche quella di Cosenza … e si può agevolmente intuire che lo farà presto anche quella di Castrovillari) per i costosi servizi d’intercettazione ed altro.

Il TIGNANELLI quindi, che presto si potrà scommettere sarà assegnato alla Procura di Castrovillari, è noto nell’ambiente interno per essere l’assenteista “autorizzato” per eccellenza … Questi infatti spessissimo si accompagna con l’attuale procuratore capo di Castrovillari, Eugenio FACCIOLLA.

Tale influente conoscenza, certamente non casuale o per mera simpatia, lo ha blindato sul campo, permettendosi il lusso di assentarsi soventemente, forse per dare una mano (o più di una) alla moglie. Tutto questo nonostante risulti, tra un periodo di malattia e l’altro, falsamente presente ovvero firmatario regolare del foglio delle presenze giornaliere mentre invece va a concludere contratti per centinaia di migliaia di euro anche fuori dalla regione Calabria, anche quando risulta in servizio ovvero in malattia.

polizia-stradale

E’ stato collocato oggi ad hoc, non prima d’aver girato, nel corso degli anni, i diversi uffici privilegiati della stessa Sezione di Via Popilia, sotto l’ala protettrice del PROVENZANO. Oggi è nell’appropriato “ufficio segreteria” dove, quand’anche qualcuno dovesse muovere delle improbabili doglianze sulle sue continue assenze, si è immediatamente pronti a modificare il servizio, come è già stato fatto, effettuando i dovuti “aggiustamenti” del caso.

I più maliziosi giurano che sia opera del TIGNANELLI l’installazione del sistema di video sorveglianza presso la villetta di Castrolibero di Provenzano. Anche in Roma, dove studia la figlia del PROVENZANO, si è preoccupato d’installare un altro sistema di video sorveglianza. Anche per mettere a tutto punto questa residenza romana si è servito di altri poliziotti dipendenti, per diverse altre forniture.

Ci sono altri poliziotti invece, soggiogati dallo strapotere del monarca che, a vario titolo, soddisfano, essendo riconducibili a diverse altre attività commerciali, attraverso servizi e forniture varie, le diverse esigenze della residenza di Castrolibero del PROVENZANO, tutti rigorosamente assoldati in posti di privilegio con la garanzia delle 55 ore mensili di straordinario.

Insomma, con una disponibilità estrema di risorse economiche e umane il PROVENZANO, per il deviato soddisfacimento dei suoi insaziabili desideri di vendetta diffusa, nonché avvolto nel proprio delirio di onnipotenza, nella sua folle corsa verso il POTERE ASSOLUTO, riesce a risultare imbattibile proprio perché le forze in gioco sono nettamente sbilanciate a suo favore.

Ovviamente tutto questo disagio, va a discapito del servizio da svolgersi a favore della cittadinanza, posto che l’intero orario lavorativo suo e del suo entourage più stretto, in particolare quelli operanti nel suo quartier generale, ossia al 2° piano, (in talune circostanze di particolare esigenza, sempre deviata, si rimane anche sino a tarda sera), piuttosto che lo spreco del denaro pubblico mediante le ore di straordinario di tale personale, viene utilizzato per il perseguimento di interessi personali e per soddisfare tali illegittime attività.

E qui chiudiamo anche la sesta puntata.

Evviva il conflitto d’interessi, verrebbe quasi da dire: siamo tutti poliziotti… Se non fosse che a scrivere queste sofferte parole sono proprio quei poliziotti onesti che non ne possono più del “sistema Provenzano”.

6 – (continua)