Porto di Diamante, senza il prefetto Tomao chi salverà don Magorno?

Rimosso il prefetto di Don Magorno

Gianfranco Tomao era il suo prefetto e lo usava come meglio credeva di fare. Don Magorno lo si vede all’opera per costringere il suo ex amico sindaco Gaetano Sollazzo ad accettare una trattativa con l’amico concessionario Santoro, padrone assoluto di un pezzo di territorio di Diamante. Quello del porto e della sua telenovela infinita.

Il tentativo di far cadere l’amministrazione comunale ritirandone l’appoggio attraverso il suoi consiglieri del Pd-famiglia (una è la moglie, l’altro è il suo amico d’infanzia, l’altra è la sorella del portaborse di Santoro, eletta segretaria del partito famiglia dove c’è il cognato, il cugino, la sorella, il nipote, l’avvocato portaborse che ha riempito di emolumenti pubblici quando fu sindaco di Diamante) è miseramente fallito.

I due dell’opposizione Diamante Futura non sono caduti nella trappola e sono rimasti ad appoggiare esternamente il sindaco Sollazzo. L’ultima spiaggia di Don Magorno restava quella di far arrivare un commissario suo amico e gestire così le clientele sue fino alle prossime elezioni comunali. Fallito questo tentativo ecco le minacce al sindaco. Se non tratti con Santoro ti costringo a farlo tramite il prefetto Tomao. Ma il prefetto è andato via e un’altra volta Magorno è rimasto col cerino in mano. L’operazione del prefetto comunque era stata messa in evidenza dai due consiglieri comunali che così avevano scritto a Tomao ed al ministro dell’interno Salvini rivelando le mosse del senatore Magorno che mai ha fatto qualcosa per il suo paese, né da sindaco, né da deputato, né ora da senatore. Ma adesso, senza Tomao, chi si prenderà la briga di salvarlo?

Ecco cosa scrive Diamante Futura al ministro Salvini ed all’ormai ex prefetto di Cosenza, Tomao:

Egregio sig. Prefetto,

Ministro dell’Interno

Sindaco di Diamanteil ns. gruppo consiliare siede nei banchi dell’opposizione insieme al gruppo consiliare del P.D. e a quello di “Diamante e Cirella Per una Diamante migliore”.
Con grande rammarico abbiamo appreso che Lei ha convocato, per il 12 luglio p.v. alle ore 10.30, una riunione alla quale sono stati invitati il Sindaco e tutti i consiglieri comunali di Diamante, per discutere del porto con il RUP, con il Direttore dei Lavori e con l’ATI ICAD- Diamante Blu Srl, a cui il Sindaco, in modo irrituale, dovrebbe estendere il Suo invito.
Riteniamo che, per come è nata, tale decisione rappresenti una grave inusuale ingerenza nei poteri che la legge attribuisce esclusivamente al Sindaco ed agli Uffici comunali, soprattutto in tema di lavori pubblici.

Per una migliore comprensione del problema, Le segnaliamo che, a nostro giudizio, sia il Senatore Magorno che gli altri due gruppi consiliari d’opposizione stanno tentando di politicizzare i problemi tecnici inerenti i lavori portuali di Diamante, al solo scopo di creare nuove ancore di salvataggio per il Concessionario inadempiente.

Sia il sindaco che il Consiglio si sono già espressi pubblicamente assumendo, con regolari atti amministrativi, la decisione di non partecipare più a ulteriori tavoli tecnici, in attesa che vengano emessi i provvedimenti che il RUP deve, per legge, emanare entro il 26.08.2018, data di ultimazione dei lavori.

La Regione Calabria riveste l’autonomo ruolo di Stazione Appaltante dei lavori portuali, ma il Consiglio ha più volte deliberato, all’unanimità, che non dovrà essere concessa alcuna proroga per l’ultimazione dei lavori e che l’area dell’opera portuale, a terra ed a mare, dovrà rientrare nella disponibilità comunale.Anche il RUP, ing. Zinno, si è già espresso con una specifica nota, inviata al Sindaco, sull’inutilità di effettuare altre riunioni con il Concessionario.
Peraltro, la riunione fissata presso il Suo Ufficio, per il 12 luglio, appare anche un’ingerenza inopportuna nelle indagini che la Procura della Repubblica di Paola sta certamente operando a seguito dell’esposto-denuncia trasmesso dal Senatore Magorno sui fatti che riguardano la mancata esecuzione dei lavori portuali.

Dopo anni di omertoso silenzio da parte degli Organi istituzionalmente preposti all’osservanza delle leggi che regolano gli appalti pubblici, proprio ora che il 26 agosto si potrà rescindere, per decorrenza dei termini, il contratto attualmente in essere con il Concessionario inadempiente, Sua Eccellenza il prefetto ha messo in atto azioni amministrative che di fatto, anche se involontariamente, agevolano esclusivamente gli interessi privati del Concessionario, contro quelli generali.

Non rientra nei nostri poteri, ma se avessimo potuto farlo, avremmo trasmesso una nostra interrogazione al Ministro degli Interni, per conoscere in base a quali leggi il Prefetto di Cosenza ha potuto convocare una riunione tecnico-politica per discutere, su richiesta di alcune minoranze, dei problemi già affrontati e regolarmente definiti, con atti amministrativi, sia dal sindaco che dal Consiglio.

Chi ricopre un ruolo istituzionale ha il dovere di ricercare la verità vera.
Noi di “Diamante Futura”, per onorare il ruolo che ci appartiene, sentiamo il dovere di segnalare a Sua Eccellenza il prefetto che il caso che ci riguarda sta sollevando pubbliche riflessioni e negativi giudizi sull’uso strumentale di ruoli istituzionali posizionati a supporto degli interessi politici di alcuni gruppi impegnati in una campagna elettorale comunale che a Diamante, per i noti fatti accaduti, è già iniziata da qualche settimana.

Dopo gli accertamenti eseguiti, S.E. ha ormai cognizione di come le segnalazioni operate dagli altri due gruppi d’opposizione non siano risultate veritiere.
Il sindaco e il Presidente del Consiglio si sono comportati in modo encomiabile sia nel giorno in cui è stato tenuto il Consiglio in cui sono state segnalate le inesistenti e non precisate minacce nei confronti del consigliere Amoroso, sia per aver tenuto  il 27 giugno, in forma aperta, il Consiglio richiesto e disertato dalle altre due opposizioni.

Forte delle verità acquisite tramite i canali istituzionali disponibili al Suo Ufficio, S.E. il prefetto dovrebbe, forse, riflettere sull’opportunità di dare corso alla più che opinabile convocazione effettuata senza che sia stata operata alcuna concertazione preventiva con il sindaco.
Affinchè ci sia una migliore e più approfondita ricerca della verità sui gravi fatti che sono stati segnalati nella relazione redatta dalla Commissione consiliare di indagine sul porto, ci pregiamo di trasmetterLe, quale Responsabile della Sicurezza e dell’Ordine Pubblico, il testo integrale che il Consiglio del 27.12.2017 ha approvato all’unanimità, facendo propri gli atti da cui si evince lo stato finanziario del Concessionario e la sua dichiarata impossibilità di realizzare l’opera portuale nei tempi e nei termini contrattualmente concordati con la Regione Calabria e con il Comune di Diamante.
Certi di aver operato per i migliori interessi dei cittadini amministrati, porgiamo referenti Ossequi
“Pascale Giuseppe n.q”- “Savarese Giuseppe n.q “. 

Ma ormai Tomao se n’è andato via.