Potestio-Cozzolino-Caputo: ecco cosa si sono detti in quella cena

Ancora è poco, ma come si dice: meglio questo che niente. Una interrogazione parlamentare con la richiesta di un’ispezione ministeriale al porto delle nebbie di Cosenza è un primo risultato, che comunque va accoppiato anche ad un altro risultato, ottenuto qualche mese fa. Il Gattopardo Spagnuolo infatti aveva già allontanato (e non poteva più farne a meno!) il pm Cozzolino da tutte le inchieste che riguardano la pubblica amministrazione.

Che non è cosa da niente, visto che Cozzolino è stato fino ad oggi colui il quale, più degli altri, si è adoperato a boicottare tutte le inchieste dov’è coinvolto il duo Occhiuto/Potestio. Infatti Potestio e il pm Cozzolino sono molto amici. Un’amicizia che non è mai piaciuta al sostituto Manzini, che non si è mai fidata di Cozzolino. Chiedendo ed ottenendo, ad esempio, il suo allontanamento dall’inchiesta sull’ex segretario del sindaco Occhiuto, Giuseppe Cirò, accusato dallo stesso di aver truffato l’economato comunale impossessandosi di oltre 60mila euro per finti viaggi di rappresentanza e missione del sindaco, taroccando documenti e firme. Infatti l’inchiesta è stata affidata al pm Giuseppe Visconti, sempre con la supervisione della Manzini.

Era da tempo che la Manzini si era accorta che tutto ciò di cui si discuteva in ufficio, in merito all’inchiesta veniva, sistematicamente, spiattellato agli indagati. Che organizzavano le contromisure.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la pubblicazione da parte nostra della famosa foto che ritrae il pm Cozzolino insieme a Potestio (ex capogabinetto del sindaco) e l’attuale presidente del consiglio comunale Pierluigi Caputo. Una decina di giorni prima del blitz della Manzini contro gli appalti spezzatino in comune.

Ci siamo sempre chiesti cosa ci facesse a quella cena il presidente del consiglio comunale Caputo. Ed ora ve lo possiamo dire: è notizia di qualche mese fa l’ennesima visita della Guardia di Finanza a palazzo dei Bruzi. I finanzieri questa volta hanno sequestrato documenti relativi alle “missioni di servizio” svolte sia dal personale che da consiglieri comunali e collaboratori del sindaco Mario Occhiuto. Un sequestro che parrebbe essere in continuità con il lavoro investigativo sul caso Cirò. Che evidentemente, nel corso dell’indagine, si è “allargato”  mettendo in luce un vero e proprio sistema truffaldino, che va avanti da anni, sui rimborsi per viaggi e missioni istituzionali, e che coinvolge tutti. Una specie di bancomat per i furbacchioni: sindaco, consiglieri, dipendenti, dirigenti, collaboratori.

La Manzini, scoperto il verminaio, ha deciso di andare fino in fondo acquisendo tutti gli atti dell’economato e non solo quelli relativi al caso Cirò. E a firmare le richieste dei consiglieri per missioni e viaggio chi è? Il presidente del consiglio comunale Caputo. Ed è proprio di questo che, nella famosa cena, si parlava.

Cozzolino, all’epoca ancora titolare dell’inchiesta sul caso Cirò, aveva capito dalle prime risultanze che il caso era destinato ad allargarsi, e aveva capito dove la Manzini voleva andare a parare. E dell’intenzioni della Manzini, Cozzolino informò subito il suo amico Potestio dicendogli di dire a Caputo di “guardarsi a manu”.  Potestio preoccupato, chiama Caputo ed organizza la cena. Cozzolino informa Caputo della volontà della Manzini di acquisire anche tutti gli atti da lui firmati per missioni e viaggi dei consiglieri, specie quelli di maggioranza che non fanno altro che andare in giro per missioni relative all’“ANCI”. Insomma gli spiffera che la Manzini sta indagando anche su di lui ed altri. E di organizzarsi.

Dalle “carte risulta” un via vai di consiglieri tra Roma e Cosenza, che manco li cani. E tutti che devono fare qualcosa per l’ANCI. Una stranezza che salta agli occhi. E che la Manzini ha deciso di approfondire. Cozzolino dice a Caputo di regolarsi e di stare attento, ed informa i due che la Manzini lo ha sgamato per via anche del tanto clamore fatto da Iacchite’, e che lui non può fare più niente. E che quella era l’ultima informazione che poteva passargli.

Ecco perché Cozzolino è stato allontano da queste inchieste, e la foto da noi pubblicata ha confermato alla Manzini che lo spione era lui. Una questione che adesso è stata sollevata anche dal Movimento Cinquestelle e che potrebbe preludere alla tanto attesa pulizia nel porto delle nebbie.