Praia a Mare, sanità depressa: le ultime “follie” di Faccia di Plastica

Raffaele Mauro, direttore generale dell'ASP di Cosenza

Del depresso cronico Raffaele Mauro, alias Faccia di Plastica, divenuto direttore generale dell’ASP di Cosenza, la seconda ASP italiana per ampiezza di territorio, siamo costretti a scrivere spesso per cercare di capire da dove escano le sue iniziative che spesso sfociano nella illegittimità a cui nessuno, al momento, pare voglia dare la giusta importanza visti i danni che provocano.

Oggi ci occupiamo ancora di lui perché sembra che il suo stia diventando sempre più un atteggiamento bipolare. Il disturbo bipolare rientra nei disturbi dell’umore e si caratterizza per gravi alterazioni delle emozioni, dei pensieri e dei comportamenti. Chi ne soffre può essere al settimo cielo in un momento e alla disperazione in un altro senza alcuna ragione apparente, passando dal paradiso della fase maniacale o ipomaniacale all’inferno della fase depressiva anche molto frequentemente.

Incomprensibile è il suo atteggiamento a riguardo della cosiddetta riapertura dell’ospedale di Praia a Mare. Infatti contribuisce ad organizzare finte riaperture, come il 3 novembre 2017, insieme ai sindaci di Praia e Tortora, illudendo una zona vasta di avere di nuovo un ospedale e funzionante, quando, ad oggi, non c’è un posto letto, mancano medici, infermieri, oss, e si paga il personale che non fa nulla come nel caso del direttore sanitario che, peraltro, si è anche denunciato per questo ed ha denunciato tutte le persone che hanno contribuito, secondo lui, ad abusare della credulità popolare finalizzata al voto di scambio, per cui la magistratura dovrebbe indagare anche per associazione per delinquere visto che, sempre secondo il direttore sanitario, al reato avrebbero partecipato più di tre persone in associazione tra loro.

Vedremo se e quando la magistratura dirà qualcosa su questa questione visto che la denuncia è datata immediatamente dopo la fantomatica riapertura e se la competenza appartenga alla procura di Paola o a quella di Cosenza. Certo, una denuncia di tale gravità andava affrontata immediatamente e non a delitto elettorale compiuto. Ma si sa i tempi della giustizia non sono immediati e non riescono a colmare la sete di giustizia dei cittadini.

Ma tornando a Faccia di Plastica che dice di voler riaprire l’ospedale di Praia a Mare, emblematico è l’atteggiamento preso a proposito di alcuni trasferimenti adottati dal direttore sanitario aziendale dr. Giudiceandrea che, sollecitato ad occuparsi della grave carenza di personale della struttura che dovrebbe diventare ospedale, ha inteso trasferire dalla struttura ospedaliera di Cetraro a quella di Praia un biologo ed un tecnico di laboratorio analisi.

Tenendo presente, inoltre, che l’ospedale di Paola e quello di Cetraro distano tra loro solo 15 km, tenere due laboratori analisi è uno spreco indegno che la dice lunga sui bilanci disastrati dell’ASP di Cosenza. Bene, il depresso cronico bipolare, non ha inteso comunicare con quello che dovrebbe essere il suo collaboratore principale, alias il direttore sanitario aziendale dr. Giudiceandrea, chiedendogli il motivo dei trasferimenti che, si immagina, non abbia preso tanto per prenderli, ma lo fa fare, addirittura, al direttore dello spoke di Cetraro/Paola, tale dr. Labruna, nominato illegittimamente, che blocca i trasferimenti per conto (sic!) del direttore generale.

Riassumendo: il DG non intende parlare col direttore sanitario aziendale. Sarà per il cognome Giudiceandrea? Vuoi vedere che l’ordine è partito dai soliti noti dopo che il consigliere regionale Giudiceandrea ha proposto di bandire i privilegi dei consiglieri regionali, scendendo in polemica con Nicola Adamo? Siamo a questo? La rivolta morale delle recenti elezioni non ha insegnato evidentemente nulla a questi signori. Insomma, signor Faccia di Plastica: lo vuoi riaprire o no l’ospedale di Praia?