Praia, Centro sportivo: le domande alle quali il Comune non risponde

COMUNE DI PRAIA A MARE: FARE E DISFARE

Hanno avuto inizio da qualche settimana nel comune di Praia a Mare i lavori presso lo stadio Mario Tedesco, ed area circostante, per la realizzazione di un unico Centro Sportivo  polifunzionale attraverso l’assunzione di un mutuo con il Credito Sportivo – Bando Sport Missione Comune – per far fronte ad un intervento dell’importo complessivo di € 1.400.000,00.

I lavori hanno preso l’avvio all’interno del Parco Onda Sud, il recintato unico parco cittadino realizzato dal comune di Praia a Mare a metà degli anni 80 dotato di un’ampia area verde con grandi alberature, area giochi per diverse età, aree sosta e percorsi pedonali, campo di calcetto e punto ristoro. Insomma una struttura per il tempo libero per giovani e meno giovani che con gli opportuni, necessari correttivi gestionali avrebbe potuto benissimo continuare ad assolvere al proprio compito ancora per anni. Una struttura inoltre che si presentava ben fatta, gradevole, integrata nell’ambiente circostante, uno spazio aperto pieno di verde, confinante con la spiaggia e vicino ad una zona intensamente edificata.Si presentava, infatti, perché ora una gran parte di questo Parco cittadino è stata interessata dall’opera delle ruspe: via le alberature, i grandi pini, i percorsi, le zone di sosta, il prato erboso, il campo di calcetto, gli spazi liberi. Il tutto verrà occupato da un unico centro sportivo di cui conosciamo solo le immagini riprodotte sul cartello di cantiere, in cui si vedono alcuni campetti ed una struttura, perché il Comune di Praia a Mare non ha inteso condividere anzitempo  con i propri cittadini i progetti che intende realizzare in tale area esponendone i grafici e raccogliendo eventuali suggerimenti, malgrado nel Documento Unico di Programmazione 2018-2020 approvato dall’Amministrazione in carica si affermi che la “partecipazione” viene prima di tutto, prima ancora dello stesso programma di mandato.

Ma proprio in virtù di questo principio partecipativo vogliamo porre alcune domande cui è doveroso rispondere se si ritiene che  la “Cosa Pubblica“ sia di tutti e che va dato conto ogni giorno e non solo a fine mandato della sua gestione.

Perché non impegnare gli stanziamenti ricevuti dal Credito Sportivo predisponendo gli interventi per completare le opere progettate ed  iniziate nell’area della Cittadella dello Sport, un’ opera a dir poco imponente che avrebbe dovuto occupare una vasta area in località Santo Stefano ed essere di richiamo turistico-sportivo per tutto il territorio, lasciando così alla fruizione del pubblico l’intero parco Onda Sud, un’area verde costata ai cittadini di Praia a Mare decine e decine di milioni, ancora perfettamente efficiente?

Tutto ciò non aveva una sua motivazione nell’uso razionale del territorio e delle sue risorse naturali ed ambientali che non possono essere sottoposte ad un continuo “fare e disfare”?

Chi si reca in località Santo Stefano e percorre la strada sterrata a destra, un po’ più avanti dell’Ospedale di Praia a Mare, troverà ancora, all’inizio di un’ampia zona collinare disseminata di ulivi anche secolari, un cartello di cantiere con su scritto Concessione di costruzione e gestione della struttura : Palazzetto dello sport – Mutuo Credito Sportivo € 2.478.531,91, parco ragazzi, percorso vita, gioco del calcio ed atletica leggera, Struttura pluri uso, costruzione e gestione parcheggi e viabilità, nonché affidamento della concessione unitaria di un complesso alberghiero e relativi servizi della struttura stadio del nuoto e/o sanitaria e servizi complementari”.Innanzitutto chiediamo: tale mutuo è stato erogato ed incassato? E’ stato completamente ripagato dal comune di Praia a Mare al Credito Sportivo? Come è stato eventualmente utilizzato il mutuo concesso se l’opera non è stata ultimata? E a fronte di tale eventuale spesa cosa ci rimane? Vediamolo.

Seguendo la strada sterrata si troverà sulla destra, quasi al confine con l’edificio dell’Ospedale, un’ ampia area cementificata costellata nei due lati  da grandi colonne in cemento armato, qualcuna ancora nelle casseformi di legno, e travi centrali a terra e ciuffi di ferro arrugginiti, insomma l’incompiuta del Palazzetto dello sport completamente abbandonato da anni, esposto alle intemperie ed al progressivo degrado.

Proseguendo più avanti proprio in fondo sulla destra, si troverà un enorme scavo di gran parte nella roccia, asportata e raccolta in tanti cumuli più a monte. Lo scavo era forse l’area del campo di calcio, ma a ben vedere sembrerebbe più lo scenario ideale per accogliere un teatro greco con sullo sfondo il mare. Un’area bellissima ricoperta di ulivi e querce che ancora per quanto tempo dovrà convivere con tali opere incompiute, delle vere ferite  ambientali ad un territorio di non comune bellezza?

All’interno del complesso delle opere incompiute, l’unica struttura ultimata è stata quella del gioco della pallavolo, il “Palatenda”. Tale opera realizzata tra il 2002-2004 con un finanziamento della Provincia di Cosenza per un importo di  € 480.000,00 é di proprietà della stessa Provincia / Regione ed in gestione al Comune di Praia a Mare. E’ scarsamente o per nulla utilizzata data la sua collocazione ormai isolata in un contesto sportivo  inesistente, priva di fatto di una strada facilmente percorribile, asfaltata ed illuminata e di parcheggi. Lo è ancor di più ora che la Palestra delle scuole medie è stata resa idonea per le competizioni agonistiche della pallavolo e sarà difficile vederne in futuro un adeguato e produttivo utilizzo, cosa ben diversa nel caso in cui l’intero complesso della Cittadella dello Sport fosse stato realizzato.

Per non parlare infine del  contenzioso tra Comune e proprietari dei suoli, di cui nulla si sa.

Ecco, su tutte le questioni accennate, il comune di Praia a Mare ha il dovere di fornire la massima informazione ai cittadini e di fare chiarezza sulle ricadute ambientali che una tale vicenda potrebbe avere ancora per anni ed anche sulle ripercussioni finanziarie riguardanti le casse comunali e quindi l’insieme dei cittadini praiesi che fino a prova contraria mantengono con i vari esosi tributi che gravano su ognuno di loro una corpulenta e costosa macchina comunale che a ben vedere  è di gran lunga  la prima ”azienda di collocamento” del territorio di Praia a Mare.

Italia Nostra – Sezione Alto Tirreno Cosentino