Praia a Mare, sequestrato lo storico Aquafans: chi è il patron Maurizio Ruggerini

di Francesca Lagatta (http://www.francescalagatta.it/)

Giovedì mattina le sirene delle forze dell’ordine hanno svegliato gli abitanti dell’alto Tirreno cosentino di buon mattino. Il motivo è da attribuirsi alla vasta operazione ‘Matassa’, che ha visto scattare le manette per 14 persone ora indagate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e commissione di reati fiscali.

Tra queste, anche mister Maurizio Ruggerini, imprenditore del Modenese e titolare della struttura Aquafans, il più grande parco acquatico della Calabria, nonché simbolo storico del divertimento della città di Praia a Mare. La struttura, messa in funzione più di un ventennio fa, sorge su un’area da diverse migliaia di metri quadri a pochi metri dall’imponente e suggestiva Isola di Dino. Gli inquirenti, coordinati nell’operazione dalla procura di Paola, l’hanno messa sotto sequestro perché nell’inchiesta è coinvolta anche Gestioparchi srl, la società che gestisce la struttura.

Ma non è la prima volta che il parco dei divertimenti Aquafans e il suo proprietario finiscono nella bufera mediatica. A settembre del 2014, un elettricista rimane coinvolto in un incidente che solo per miracolo non è sfociato in tragedia. L’uomo è stato infatti folgorato da una scossa elettrica pari a 380 Volt mentre lavorava alla manutenzione del parco acquatico, nonostante il dispositivo al quale stava lavorando fosse apparentemente sprovvisto di elettricità. In quella occasione fu solo il quadro elettrico a finire sotto sequestro su disposizione della Procura della Repubblica di Paola.

Qualche tempo prima invece, l’Aquafans balzò alle cronache per una singolare protesta di un dipendente, salito pericolosamente fino a un gabbiotto posizionato a un’altezza elevata poco prima della fine della stagione estiva. Per qualche ora il lavoratore, di origini rumene, volle protestare minacciando lo sciopero della fame o di buttarsi giù nel caso non fosse stato ascoltato.

Stando alle notizie della stampa che allora si occupò della vicenda, il giovane contestava le pessime condizioni di lavoro alle quali erano costretti lui e i suoi colleghi di lavori, tanto per i turni massacranti, tanto per un insolito metodo con la quale si veniva “puniti” per i ritardi o per gli errori commessi durante lo svolgimento della proprie mansioni. La punizione sarebbe consistita nella decurtazione dallo stipendio di cifre che a lungo andare avrebbero fortemente compromesso il salario. Ma poi Ruggerini pare che accettò di parlare con il dipendente, anche per mettere fine al via vai di gente venuta ad assistere alla protesta, e la vicenda fu sepolta dall’inesorabile scorrere del tempo.

Ma oggi per lui le accuse sono ben più gravi e la vicenda appare decisamente più ingarbugliata.