Processo Tela del Ragno: 11 ergastoli

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Quella pronunciata ieri dal presidente della corte d’Assise di Cosenza, il dottor Giovanni Garofalo, è una vera e propria mazzata alle cosche del cosentino.

La sentenza è relativa all’operazione “Tela del Ragno”, il cosiddetto terzo “troncone”. Si tratta dell’operazione contro i presunti capi e gregari del clan Perna-Cicero di Cosenza, Gentile-Africano-Besaldo di Amantea, Scofano-Martello-Rosa-Serpa di Paola, e Carbone di San Lucido. L’accusa affidata al pm Facciolla regge: 14 ergastoli chiesti, 11 ergastoli confermati.

I destinatari del carcere a vita sono: Giovanni Abruzzese, Gennaro Ditto, Giancarlo Gravina, Giacomino Guido, Giuseppe Lo Piano, Mario Martello, Valerio Salvatore Crivello, Nella Serpa, Mario Mazza, Fabrizio Poddighe e Francesco Tundis.

Condanna a 22 anni di reclusione per Umile Miceli mentre, tra gli altri imputati per i quali Facciolla aveva chiesto l’ergastolo, sono stati assolti Paolo Brillantino e Livio Serpa. Assolto anche Ulisse Serpa (il pm aveva chiesto la condanna a 12 anni). Il collaboratore di giustizia Giuliano Serpa è stato condannato a 14 anni (il procuratore ne aveva chiesti 15) mentre Vincenzo Dedato, anch’egli pentito, è stato condannato a 11 anni, uno in meno rispetto a quelli chiesti da Facciolla nella sua requisitoria. Assolti infine Tommaso Gentile e Mario Matera.

La corte, dunque, conferma quasi in toto la ricostruzione fatta dalla pubblica accusa in merito a numerosi omicidi avvenuti negli ultimi 20 anni lungo il Tirreno cosentino. Una sentenza che soddisfa il pm Facciola, e che farà inevitabilmente ricorrere gli imputati in appello.

Ancora la parola fine a questo lungo e tortuoso processo che ha avuto più fasi, non è ancora scritta.