Propaganda elettorale 2011: Occhiuto&Carratelli, i maghi della “pubblicità” sulla Tv di famiglia

Un capitolo a parte dell’inchiesta che stiamo conducendo sulla propaganda elettorale del 2011 va dedicato alle spese del candidato sindaco Mario Occhiuto. Il celeberrimo cazzaro ha affidato tutto in mano a Benedetto Carratelli, il suo avvocato di fiducia, già privilegiato con oltre 300mila euro di incarichi dal Comune per transazioni vantaggiose solo… per le sue tasche.

Il proficuo rapporto tra Carratelli e Occhiuto si estende ovviamente anche alle elezioni. E il committente di Occhiuto, manco a dirlo, era il corpulento avvocato, che dopo i quattro anni e mezzo del cazzaro sindaco è diventato ancora più pingue di quanto già non fosse…

Occhiuto ha presentato, come prescrive il regolamento comunale, il bilancio delle sue spese elettorali al segretario generale del Comune?

Non ne è esistita traccia per anni. Fino a quando, il 10 luglio dello scorso anno, il sindaco più traffichino della storia di Cosenza si è deciso a dare un segnale.

scilinMario Occhiuto per la sua candidatura a sindaco dichiara il 10/07/2015 (ovvero oltre quattro anni dopo!!!), di aver sostenuto le seguenti spese per la propaganda elettorale elezioni comunali 15/16 maggio 2011 – ballottaggio 30 maggio 2011.

Ecco il bilancio consuntivo dichiarato:

Manifesti e volantini: 59.488,76 euro

Organizzazione eventi – gazebi – bandierine – articoli vari: 17.935, 60 euro

Buste e postali: 3.307,18 euro

Passaggi quotidiani e stampa: 1.173,60 euro

Internet e telefoniche: 1.366,60 euro

Totale: 83.271, 74 euro

Ma, al di là di queste spese dichiarate (veramente il minimo…) e volando più basso, Occhiuto, per esempio, ha da mostrare le fatture della pubblicità elettorale fatta a tamburo battente su Teleuropa ovvero l’emittente della quale è stato proprietario alla fine degli anni Novanta e della quale detiene ancora delle quote e che gli fa una spudorata campagna elettorale con i soliti giornalisti prezzolati capeggiati dal megadirettorezerbino Attilio Sabato?

Pare proprio di no. Non stiamo insinuando che ci possa essere qualche ipotesi di reato ma ragioniamo sul piano dell’opportunità politica. Perché gli addetti ai lavori sanno bene che le fatture non le emetteva direttamente Teleuropa ma bensì la sua concessionaria di pubblicità. Ed è relativamente facile appurare che non c’è traccia di fatturazione…

Alla faccia della gente onesta. Come al solito…