Provincia, Di Natale: “Occhiuto mi fa pena: vediamo cosa farà con prefetto e carabinieri”

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Mario Occhiuto è talmente sicuro di se, anzi talmente tronfio, che non teme più nulla.

La legge gli fa un baffo, anzi due. E se il Consiglio di Stato gli manda a dire che deve fare i bagagli dalla Provincia, lui se ne fotte, si mette la fascia a va addirittura ad inaugurare un pezzettino (piccolo così) della strada della diga di Tarsia.

Se non c’è la legge a rincorrerlo, però, a Cantinelle di Corigliano c’è un comitato di tutela che gli ha mandato a dire (e stavolta non solo con una carta scritta) che se si ripresenta di nuovo lo fanno scappare con la coda tra le gambe perché questa inaugurazione (come tutte le cose che fa questo mentecatto) è una grandissima presa per il culo.

Ma torniamo alla decadenza del cazzaro da presidente della Provincia. Poiché non si vergogna più di nulla, ieri ha fatto scrivere un “parere” addirittura al suo avvocato, una certa Sandulli, romana, che non sappiamo chi sia. E lo ha ammantato di chissà quale importanza.

Ieri ci ha chiamato in redazione Graziano Di Natale, ovvero il presidente facente funzioni della Provincia che per legge è deputato a prendere il suo posto. Dopo averci esternato la sua sorpresa nell’aver capito che Occhiuto non è un politico ma un dittatore, nella migliore delle ipotesi un monarca, ci ha inviato un parere sulla querelle ma non del suo avvocato, bensì di un sottosegretario di stato agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa.

Quanto c’è scritto nel parere, lo potete vedere nell’immagine in fondo all’articolo. A Di Natale, dopo aver chiacchierato sulla vera natura di questo imbroglione, abbiamo chiesto se intende avvalersi della facoltà di far intervenire la forza pubblica per far rispettare la sentenza del Consiglio di Stato. Perché se Occhiuto fa resistenza, così come la sta facendo, è ovvio che ci dev’essere qualcuno che gli fa capire che viviamo in uno stato e non nella sua repubblica delle banane.

“Occhiuto mi fa pena – ha detto con molta decisione Di Natale – e se pensa di poter rimanere al suo posto perché il PD non forzerà la mano, si sbaglia di grosso. E se pensa che noi non interveniamo perché dirigenti e dipendenti sarebbero dalla sua parte, si sbaglia ancora di più. Abbiamo già informato la prefettura della situazione surreale che si sta verificando e, se necessario, interesseremo del caso anche i carabinieri. A questo punto Occhiuto non ci lascia altra scelta e poiché non viviamo nel Cile di Pinochet, che si sostituiva alla legge interpretandola a modo suo, da domani gli faremo capire come funziona”. 

beressa