Provincia, Occhiuto deve cacciare l’amico di Morrone. Il sindaco di Crosia scrive al prefetto

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Ancora grattacapi per quel cazzaro di Mario Occhiuto. Questa volta i problemi si riferiscono alla sua qualifica di presidente della Provincia.

C’è un consigliere provinciale, tale Pietro Lucisano di Rossano, che era stato eletto in quanto consigliere comunale di Rossano. Poiché, come tutti sanno, a Rossano un folto gruppo di consiglieri comunali si è dimesso per arrivare all’obiettivo della “caduta” del sindaco Antoniotti, il signor Lucisano è contestualmente decaduto dalla carica di consigliere provinciale.

E il presidente-cazzaro, come da legge e da regolamento, avrebbe dovuto convocare il consiglio provinciale entro dieci giorni dalla decadenza di Lucisano per surrogarlo con il primo dei non eletti.

Occhiuto, ovviamente (lui ha una specie di idiosincrasia per le leggi “normali” perché crede che a Cosenza e provincia le leggi le possano fare direttamente lui insieme al procuratore Granieri…), non ha ottemperato a quanto prescrivono i regolamenti. Perché mai?

Pietro Lucisano
Pietro Lucisano

Per ogni comportamento di Occhiuto c’è un perché. Il signor Lucisano, infatti, è un seguace del verbo del leggendario Ennio Morrone e il “padrino politico” ha detto chiaramente ad Occhiuto che il suo amico non si tocca. Anche se la legge dice il contrario.

morrone

Morrone l’ha finanche dichiarato sulla stampa di regime, al suo “scendiletto” preferito ovvero Attilio Sabato (il megadirettore galattico di Ten). Lucisano resta al suo posto e non vi permettete ad avanzare istanze di decadenza.

Ora, se Morrone può influenzare facilmente Occhiuto per motivazioni che riguardano la sua (pessima) sindacatura, è chiaro che non può controllare il pensiero di tutti, specialmente di colui che deve entrare al posto del suo amico in consiglio provinciale.

E così Antonio Russo, sindaco di Crosia, che deve subentrare per legge a Lucisano, attesi invano i canonici dieci giorni, ha preso carta e penna e ha scritto un sacrosanto esposto-denuncia al prefetto e al procuratore della Repubblica. Che saranno sempre sotto la “zampa” di Occhiuto ma che devono rendere conto anche al ministro dell’Interno, che, per somma sfortuna di Occhiuto e Morrone, non è proprio allineato alle loro posizioni. Anzi, essendo compagno di partito del Cinghiale, ha tutto l’interesse a calcare la mano su Mario il cazzaro.

Ma andiamo a leggere cosa c’è scritto nell’esposto di Antonio Russo.

“Il signor Pietro Lucisano – scrive Russo -, eletto consigliere provinciale nella lista “Patto tra Comuni” alle elezioni provinciali del 12 ottobre 2014, si è dimesso dalla carica di consigliere comunale del Comune di Rossano in data 17 novembre 2015… L’articolo 1 della legge n. 56/2014 stabilisce che “la cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale” e prevede anche che “i seggi che rimangono vacanti per qualsiasi causa, ivi compresa la cessazione dalla carica di sindaco o di consigliere di un Comune della Provincia, sono attribuiti ai candidati che nella medesima lista hanno ottenuto la maggiore cifra individuale ponderata…”.

Russo ricorda, quindi, che “la normativa vigente prescrive che entro e non oltre dieci giorni dalle dimissioni del consigliere, il presidente della Provincia deve procedere alla convocazione del consiglio provinciale per deliberare la surroga del consigliere decaduto”. E che il 25 novembre scorso è stato depositato presso il protocollo dell’ente provinciale un invito formale al presidente per la convocazione del consiglio.

Questo invito è stato reiterato il 4 dicembre scorso ma senza successo.

Antonio Russo
Antonio Russo

Di conseguenza, accertato che sono passati ormai 30 giorni dalle dimissioni del consigliere Lucisano, Russo chiede al prefetto e al ministro dell’Interno di diffidare “il presidente della Provincia a convocare nei termini di legge il consiglio provinciale di Cosenza per procedere alla surroga del consigliere decaduto e in caso di mancata osservanza dell’obbligo di legge da parte del presidente di provvedere alla convocazione del consiglio provinciale di Cosenza con all’ordine del giorno la surroga del consigliere Lucisano con il primo dei non eletti”.

Al procuratore, invece, chiede “di disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti, valutando eventuali profili di illiceità penale degli stessi”.