Provincia, Occhiuto e il trio delle meraviglie: De Rose-Viteritti-Nardi

Giovanni De Rose
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Le Province chiuse? Una delle tante barzellette della premiata ditta Renzi&Delrio. E la conferma arriva dalla Provincia di Cosenza, dove Mario Occhiuto sta arricchendo un piccolo gruppo di suoi “amichetti” fidati. 

Giovanni De Rose (consigliere Udc, poi assessore con Morrone nel centrosinistra e poi forzista, insomma un Campione del trasformismo), Anna Viteritti (un avvocato che dirige il settore Cultura e ha preso possesso come se fosse casa sua della Biblioteca Civica solo perché è la moglie di Giovanni Pisani, il factotum de iGreco) e Giuseppe Nardi (storico occhiutiano della prima ora) guadagnano un sacco di soldi. 

Ma non sono mica sul portale del sito… e chissenefrega del dl 33/2013, che obbliga le amministrazioni pubbliche a pubblicare sul proprio sito i compensi che percepiscono i “papponi”.

No, Occhiuto non ha paura delle sanzioni, che tra l’altro non arrivano.

Comunque, per la cronaca, il trio delle meraviglie De Rose-Viteritti-Nardi si porta a casa circa 6mila euro netti al mese (dicasi seimila!) di retribuzione grazie al 30% dell’aumento delle indennità deciso da Mario il cazzaro. Fanno duemila barbettoni a testa ogni mese a questa signora e a questi due signori per non fare, con decenza parlando, una beneamata se non trastullarsi e crogiolarsi con gli altri parvenù che rubano soldi allo stato sotto le insegne di Occhiuto e amici.

Il trucchetto delle loro belle retribuzioni è che Occhiuto ha affidato ai tre incarichi ad interim. E allora, succede che personale scelto così, con criteri fiduciari per non usare termini più volgari che pure ci starebbero bene, diventa un costo importante per la collettività.

Del resto, la Provincia serve ad Occhiuto per far girare soldi, accontentare clienti e fare marchette. Di tutti i generi.

Attenzione, però. Bisogna avere buoni rapporti soprattutto con iGreco (che a quanto pare mettono a disposizione anche candidati, sia per Occhiuto, sia per i renziani, tanto è la stessa cosa…) ma anche con lo studio Carratelli, che a quanto pare filtra i clienti come se fossimo in una segreteria politica e non in un ente pubblico.

A questo siamo ormai ridotti a Cosenza…