Pubblicità “mafiosa”: l’appalto Sacal alla Pubbliemme è la solita vergogna. Il caso Rende

Lo scandalo della Sacal e della dilagante corruzione all’aeroporto di Lamezia Terme ha tante sfaccettature, molte delle quali sono state analizzate più o meno un anno fa, nei giorni di “bufera” susseguenti agli arresti. Sugli appalti, tuttavia, il panorama dell’informazione calabrese, notoriamente piegato agli interessi di questo o quel politico corrotto (in fondo, non c’è molta differenza tra Minniti e… Madame Fifì: nel senso che i soldi pubblici arrivano sia ai media dell’uno che ai media dell’altro), ha fatto calare la solita omertà.

Guardate la foto di copertina, dove il nome della solita agenzia di pubblicità, la Pubbliemme, campeggia sopra la scritta dell’aeroporto. E’ lecito chiedere lumi sull’aggiudicazione dell’ appalto Sacal a Pubbliemme? Abbiamo ascoltato il parere di diversi addetti ai lavori e per quello che ne sanno, un bando non è mai stato fatto e l’affidamento al gruppo governato dal furbissimo Domenico Antonio Maduli (Merduli per gli… amici), per importo, non dovrebbe rientrare nell’affidamento diretto, che – beninteso – sarebbe un altro schiaffo alla miseria calabrese.

E visto che siamo in tema, dopo la sacrosanta copertura (e contestuale ripristino…) della pubblicità abusiva di Pubbliemme effettuata dalla polizia municipale di Castrolibero e dopo l’ordinanza di demolizione dell’impianto di via Pasquale Rossi a Cosenza (puntualmente non effettuata…), sarebbe interessante capire come ha fatto il Comune di Rende ad affidare ad Agostino Iacovo (tuttora agli arresti!!!), degno compare di Maduli, l’intero parco impianti pubblicitari, quando il subappalto è severamente vietato dal bando di gara stesso.

Ma sarebbe anche interessante sapere perché il Comune di Rende tollera la presenza di una ditta che ha un arretrato del pagamento dell’ ICP per circa 350.000 euro. Ma siamo certi che il sindaco di Rende, tenendo fede al suo nomignolo di quaquaraquà che gli calza sempre di più a pennello, blatererà di tante altre questioni ma non certamente di questa.