Quando Schifani proponeva Caridi all’Antimafia (di Bruno Palermo)

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di Bruno Palermo-CrotoneNews

Cos’è la Calabria? Cosa rappresenta nel panorama politico nazionale? Come vive un calabrese onesto? Non basterebbe una intera enciclopedia per rispondere anche solo in minima parte a questi interrogativi.

Ecco perché sono sempre diffidente verso chi arriva in Calabria, conosce poco o niente la realtà, dà la sua lezioncina ai calabresi su cosa fare e poi via, verso la poltrona di qualsiasi, comoda, scrivania. Proviamo ad analizzare con i fatti alcuni accadimenti recenti di questa terra. Partiamo dai giorni scorsi, quando i magistrati della Dda di Reggio Calabria, chiedono e ottengono l’arresto dell’ex deputato Paolo Romeo, dell’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra, dell’avvocato Giorgio De Stefano, di Francesco Chirico e del senatore Antonio Caridi, per il quale bisognerà attendere l’autorizzazione del Senato, slittata alla prossima settimana.

“Secondo gli inquirenti – scrive il Corriere della Sera – il senatore Caridi era l’uomo «svezzato e costruito a disposizione del direttorio della società segreta che a Reggio Calabria e non solo gestiva la politica istituzionale». La cupola segreta, che nella ricostruzione dei magistrati, si distingue dalla cupola ‘ndranghetistica, avrebbe gestito fin dal 2001 tutte le elezioni in città: da quelle comunali di Reggio Calabria, alle provinciali, alle regionali, fino al Parlamento europeo. In particolare Giuseppe Scopelliti e Pietro Fuda sarebbero stati eletti, rispettivamente, sindaco e presidente della Provincia di Reggio Calabria, nel 2002, grazie ai voti della `ndrangheta”.

Secondo i magistrati della Dda di Reggio Calabria, il senatore Antonio Stefano Caridi, avrebbe avuto in svariate circostanze l’appoggio della ‘ndrangheta, delle cosche Tegano, Libri, Borghetto-Zindato, Nucera, Caridi, Pelle, Maviglia, Morabito e Iamonte.

“Nell’inchiesta – scrivono i giornali – compaiono anche i nomi del vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, e dell’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Nessuno dei due indagati. I nomi dei due esponenti politici nazionali ricorrono in diverse intercettazioni con riferimento alle elezioni del 2004 per il rinnovo del Parlamento europeo. Nel collegio meridionale, i candidati di riferimento del centrodestra erano Gasparri, Alemanno e Umberto Pirilli, all’epoca assessore regionale in Calabria”.

Il senatore Caridi
Il senatore Caridi

Passano pochi giorni dall’operazione “Mamma Santissima” e il nome del Senatore del Gal (Gruppo autonomia locale) Antonio Stefano Caridi, esce fuori in un’altra grossa operazione (“Alchemia”) antindrangheta che porta addirittura gli interessi delle famiglie reggine fino alla Tav (l’alta velocità). «Il senatore Antonio Stefano Caridi si dimostra riferimento funzionale della ‘ndrangheta anche in questa inchiesta». Commenta il Capo della Procura distrettuale di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho.

Torniamo indietro: tra settembre e ottobre del 2013 accade qualcosa che agita violentemente le acque in alcuni ambienti calabresi e romani.

Il 28 settembre il Corriere della Calabria titola: “Schifani indica Caridi per la commissione Antimafia. Il senatore calabrese del Pdl: «Massimo impegno a tutela del mondo economico, della cultura e dell`intero sistema sociale»”. Nel corpo dell’articolo si legge: “«Si tratta di un incarico di rilevante responsabilità politica che il presidente del gruppo del Pdl Schifani mi ha voluto affidare, indicandomi come componente della commissione parlamentare Antimafia». Il senatore Antonio Caridi comunica con evidente soddisfazione la designazione all`organismo bicamerale che si occupa del fenomeno mafioso»”. Ad alzare la voce furono da subito i pentastellati calabresi con una dura presa di posizione della parlamentare Dalila Nesci che richiamava proprio una indagine della Dda di Genova proprio su Caridi e la cosca Gullace. Le agenzie di stampa scrivevano: “Assoluta inopportunità è il termine con cui la deputata del Movimento 5 Stelle Dalila Nesci ha commentato la decisione per cui il senatore Antonio Caridi – indicato da Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato – entri nella commissione parlamentare Antimafia.

ZNesci ha ricordato che “un’indagine in Liguria sul boss di ‘ndrangheta Carmelo Gullace ha consentito alla Dia di Genova di documentare il sostegno elettorale di esponenti della cosca, anche con palesi intimidazioni, a favore di Caridi, eletto in Calabria in Consiglio regionale e poi diventato assessore alle Attività produttive…Nesci, sostenuta in questa battaglia dai deputati calabresi Federica Dieni e Paolo Parentela, come dagli altri colleghi M5S indicati in commissione Antimafia, ha concluso: “Occorre eliminare ogni sospetto di contatto tra Stato e antistato; al di là delle condanne penali, come ricordava Paolo Borsellino”. Siamo ad ottobre 2013, le date sono importanti. Qualche giorno dopo la stessa Dieni sul suo sito scrive: “Abbiamo vinto. Grazie al nostro impegno, il senatore del  Pdl (all’epoca ndr) Antonio Caridi ha rinunciato al posto nella commissione parlamentare antimafia”.

fava bindiIl 22 ottobre 2013 le agenzie di stampa scrivono: “Rosy Bindi, deputata del Pd, eletta in Calabria, è il nuovo presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Bindi ha battuto al ballottaggio a larga maggioranza il candidato dei Cinque Stelle Luigi Gaetti. Finisce 25 a 8 con due schede bianche e una nulla. Il Pdl che non ha partecipato al voto, annuncia che diserterà le riunioni della commissione di palazzo San Macuto”.

E continuano: “La delegazione del Popolo della libertà – hanno dichiarato Renato Schifani e Renato Brunetta prima della votazione – in caso di elezione di un presidente nella seduta odierna, non parteciperà ai lavori della Commissione per l’intera legislatura, denunciando con questo atto l’irresponsabilità del Pd ed affermando la necessità di avere alla presidenza di una commissione così importante una personalità condivisa dall’insieme delle forze politiche”. E Gasparri su Twitter dopo la votazione: “Inaccettabile strappo del Pd pur di dare una poltrona a Rosy Bindi”.

Qualche intellettuale illuminato, in quel periodo, mi avvicinò e mi disse che la nomina a presidente della Commissione parlamentare antimafia di Rosy Bindi avrebbe provocato forti reazioni in diversi ambienti. Effettivamente qualcosa accadde nei mesi successivi.

Il 19 luglio mattina scatta l’operazione Alchemia della Dia di Genova che coinvolge, in qualche modo, ancora il Senatore Antonio Stefano Caridi (Gal). Poco dopo le 19:00 in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati Renato Schifani si dimette da capogruppo.

“Renato Schifani – scrive l’Ansa – ha inviato una lettera a tutti i senatori di Ap-Ncd in cui comunica la sua decisione di dimettersi da capogruppo. Ad annunciarlo è lo stesso parlamentare in una conferenza stampa a Palazzo Madama: “Il progetto centrista di Alfano non lo condivido”.

Ieri Schifani è (ri)tornato ufficialmente in Forza Italia. Siamo sicuri che è solo una coincidenza…

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