Quartiere della Massa: da porta d’accesso alla città a periferia abbandonata

Anticamente conosciuto come “rione dei pignatari” (denominazione legata ai fabbricanti di “pignate”, recipienti in terracotta per la cucina); prese poi il nome di “Massa” il quartiere considerato un tempo porta d’accesso per la città bruzia.

Il nome gli derivò dalle barriere che già ai primi del ‘700 vennero erette ai margini del corso del fiume per evitare che inondasse la parte bassa della città.

Questa barriera divenne così importante per la popolazione, che si sentiva protetta e racchiusa in quel lembo di terra, tanto che “alla Massa” divenne accezione comune per indicare il quartiere e la vecchia denominazione passò in disuso.

la massaIl quartiere era una sorta di “torretta” della città. Attaccato al fiume, costituiva l’accesso per le famiglie che scendevano dai casali e dagli altri paesi ad abitare a Cosenza.

La Massa per la sua posizione ha sempre fatto da tramite tra la città e la campagna. E ora che le campagne non hanno più il ruolo di un tempo, ha perso il suo carattere genuinamente popolare, diventando periferia abbandonata, agli angoli di in un centro storico ormai morto.

la massaConsiderato un tempo un’isola felice, una zona che circondava e proteggeva. Già Garrubba e Cafarone sembravano quartieri distanti, troppo distanti; figuriamoci attraversare il ponte Mario Martire, che scavalca il fiume Busento ed è punto di unione della città vecchia con la nuova. Quella parte della città di Cosenza sembrava tanto distante quanto misteriosa.

Oggi è il quartiere della Massa ad essere considerato distante, nel senso che (come tutta la Cosenza vecchia) è ai margini della città, lasciato nel degrado e nell’abbandono. Basta guardare la sporcizia, i palazzi decrepiti, le strade piene di voragini, la scarsa illuminazione e via dicendo.

I residenti appaiono rassegnati, nessun intervento per gli edifici comunali, si è mai visto. Le strade e i vicoli mostrano le crepe del tempo e per quanto i cittadini cercano di curarlo e mantenerlo pulito il più possibile, vi sono edifici abbandonati e discariche a cielo aperto, che fanno di quella che un tempo era un’isola felice, un luogo dimenticato e degradato come tutta la parte vecchia di Cosenza.

V.M.