Referendum, lettera aperta a Guccione: “A Corigliano ha stravinto l’astensione!”

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LETTERA APERTA AL CONSIGLIERE GUCCIONE: A Corigliano ha stravinto l’astensione!

Gentilissimo consigliere Guccione, ho seguito la sua intervista a TEN sulla tematica fusione Cosenza – Rende – Castiglione e le sue valutazioni sul Referendum consultivo dei Comuni di Corigliano – Rossano.
L’intervista mi ha concesso l’opportunità di valutare la conoscenza politica e territoriale dei miei Rappresentanti. Non le nego il mio accorato desiderio di scriverle per farle conoscere la mia disapprovazione e la mia critica, non solo politica ma anche come giurista e cittadino, sulle sue affermazioni di quella che, ancora oggi, è la mia unica città: Corigliano Calabro.

Dalle sue dichiarazioni ho appreso che a Corigliano “ha stravinto il Sì”. I dati comunicati dal Comune di Corigliano sono ben diversi da quelli da lei profusi. A Corigliano Calabro ha votato solo il 32,97%. 12.507.000 votanti su 38.236 aventi diritto, hanno deciso le sorti di una città. Mi scuserà, dunque, egregio consigliere, se mi discosto dal suo non corretto parametro e le evidenzio che a Corigliano ha STRAVINTO L’ASTENSIONE! Ha stravinto una popolazione che ha, palesemente, dimostrato la completa disaffezione al voto.

Orbene, illustrissimo consigliere, anziché proclamare questa inesistente “ stra-vittoria”, dovrebbe chiedersi quali sono le motivazioni, di cui anche lei come politico è responsabile, di questa grande tematica nota e definita: “disaffezione al voto”.
Le suggerisco il testo di Giovanna Baer: “Le cause del fenomeno in Italia sono in genere identificate nel progressivo sfaldamento dei partiti e delle loro organizzazioni politiche sul territorio, che ha via via rallentato la mobilitazione degli elettori, cancellando quel senso di identificazione con il programma politico del partito di appartenenza che si traduceva in un’alta partecipazione al voto, e nella cosiddetta ‘questione morale’ e relativa diffidenza dei cittadini nei confronti della politica”.

Il dato di Corigliano Calabro, contrariamente ai dati in suo possesso, per voi politici e rappresentanti della Regione, è un dato di una vostra clamorosa SCONFITTA. L’Astensionismo ha urlato, con un silenzio assordante sentito nelle viscere più profonde: “Non Mi fido delle Istituzioni e della Politica”! .
Mi assolverà, gentilissimo consigliere, se le faccio notare, con una critica politica da mero cittadino, che la tematica alla quale lei, oggi, insieme a tutti i consiglieri regionali, dovrebbe prestare molta attenzione con una attenta riflessione, non è il mero dato della vittoria del Si – inconfutabile – ma il GRANDE dato della disaffezione dei cittadini al voto.

Come scriveva Piero Gobetti nell’articolo La nostra fede (1919): “Guardate la vita politica da un punto di vista di onestà illimitata: ne provate disgusto; e il disgusto degenera in astensionismo, scherno, indifferenza per i supremi interessi”. L’Astensionismo è diventato il PRIMO partito in Calabria ed è un dato sul quale iniziare a ragionare.
Resto basita, ancora, dalla sua ulteriore affermazione nei confronti degli esponenti del NO di Corigliano Calabro dettata, a suo dire, da puro “Campanilismo”.

Gentilissimo consigliere, insieme a “quattro gatti”, così definiti affabilmente da un ex consigliere di turno o insieme ai cd “ Vili”, per come definiti da un ulteriore affabile consigliere, in meno di 30 giorni abbiamo portato avanti con i comitati del No la nostra opinione ad una città che è stata completamente tenuta all’oscuro e non coinvolta in questo radicale processo.Non è stato mica facile, per pura ideologia, per 30 giorni, non conformarsi alla mia categoria forense e a quella dei Rossanesi per portare avanti tematiche che pretendevano una risposta economica e giuridica mai avuta.
Lei oggi afferma che le nostre sono state battaglie di mero campanilismo perché non ha ascoltato anche noi ma si è chiuso nei salotti degli inviti politici. Ho scritto a chiare lettere le motivazioni del mio NO, ne contemplo uno dei tanti solo come esempio: un preventivo studio di fattibilità, assente in questa scellerata fusione. Esempio di molte regioni del nord che hanno già affrontato la fusione con una norma corretta e appropriata (diversamente dalla Regione Calabria che si è limitata a modificare la vecchia legge 13/1983 subito dopo l’atto di impulso del mio Comune – ha cambiato le carte in corso di gioco – eliminando il quorum ed assicurandosi così la vittoria del Si).

Uno studio di fattibilità che avrebbe previsto, ad esempio, come affrontare l’inevitabile perdita di gettito dovuta, immancabilmente, dalla trappola del blocco all’aumento dei tributi fissati dalla Legge bilancio 2017. Necessita livellare, dopo la fusione, le aliquote tra i due comuni sul gradino più basso e come si farà per la rilevante perdita di gettito? Nulla è dato sapere, ovvero: “lo vediamo dopo!”.
Molte altre tematiche sono state sollevate insieme ai miei amici di viaggio che come potrà ben leggere sono caratterizzate da aspetti economici e giuridici e se le farà piacere e vorrà uscire dai suoi salotti, in modo da commentare con maggiore cognizione la prossima volta nelle sue interviste le ragioni del NO, restiamo a sua disposizione per una più dettagliata illustrazione.

Non le nego, consigliere, che il suo darmi della “Campanilista” mi ha mandato, inizialmente, su tutte le furie ma la telefonata al mio Professore di sempre, che mi ha ricordato il significato di “Campanilista” e l’amore che provava mio padre per il suo vicino campanile, mi ha fatto apparire quella che nelle sue intenzioni voleva essere uno sminuire il mio NO un bellissimo complimento.
“Mi piace vedere un uomo orgoglioso del posto in cui vive..mi piace vedere un uomo che vive in un modo tale..che il suo posto sarà orgoglioso di lui…”.

Ebbene, consigliere, mio padre era orgoglioso del posto in cui viveva mentre lei mi sembra molto scontento e non conosce, né apprezza, il suono delle campane: “voce che trasvola sul mondo, canto che piove dal cielo sulla terra, nella città sorda e irrequieta, e nel silenzio dei colli”.

Concludo con l’imbarazzante domanda che lei consigliere regionale rivolge al suo collega Orlandino Greco a proposito della fusione dei Comuni di Cosenza – Rende – Castiglione sullo studio di fattibilità allorquando chiede: chi dovrà fare questo studio di fattibilità? Lei chiede ad altro consigliere chi dovrà fare lo studio di fattibilità facendo ben percepire che non ha le idee chiare sull’argomento.

Le suggerisco la lettura della Legge Regionale Emilia Romagna, o semplicemente il sito della Regione, facilmente consultabile da google, ove trova documento rivolto ai cittadini su come affrontare la fusione e l’importanza dello studio di fattibilità.
Dal sito della Regione Emilia Romagna (una delle tante regioni del nord in tal senso) espressamente è dato leggere : “Lo studio di fattibilità può essere predisposto internamente dagli uffici comunali o essere affidato all’esterno (in questo secondo caso i Comuni possono usufruire anche di contributi regionali assegnati tramite bandi annuali nei quali sono definiti i criteri per l’assegnazione e gli importi)”.

La Regione Emilia Romagna prevede CONTRIBUTI REGIONALI per elaborare lo studio di fattibilità strumento per acquisire dati ed elementi di valutazione sull’analisi del territorio, della popolazione e dell’economia e idoneo a sondare la fattibilità tecnico-organizzativa, economica-finanziaria e politico-istituzionale della fusione. Studio che in Calabria non esiste perché in Calabria esiste il motto: “vediamo dopo”!

Anche la necessaria riforma obsoleta della Legge Regionale 13/1983, per rendere le fusioni un successo e non una mera confusione, in Calabria è una mera visione utopistica ed esclusa con un: “vediamo dopo”!
Il mio intento, illustrissimo consigliere, è quello, oggi, di evidenziare ogni tematica di quel “ dopo” che si verificherà nella mia imminente confusa e annessa cittadina. Il mio impegno sarà quello di scrivere a lei, alla Regione e ad ogni istituzione su ogni “dopo” che lei non ha preventivamente, con la diligenza del buon padre di famiglia, con la responsabilità politica dovuta, valutato e studiato per la mia città, sottovalutando, ovvero ignorando, gli studi e le regole adeguate prima di decidere in modo semplicistico che “ più grande è più forte!”.
Cordiali saluti

Avvocato Graziella Algieri