Referendum, ma don Magorno fa campagna per il si o per il NO?

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Referendum: “Don Magorno” fa campagna per il Si… o per il NO?

In teoria la domanda che fa da titolo a questo pezzo dovrebbe avere una risposta scontata, essendo, il Nostro, don Ernesto Magorno (affiliato al clan Muto per il tramite della clinica Tricarico di Belvedere) praticamente più renziano di… Renzi, almeno finché converrà esserlo.

Ma a giudicare dal recente episodio accaduto ad un evento di propaganda per il SI tenutosi sabato scorso a Santa Maria del Cedro, non si direbbe.

Co-protagonista della vicenda un mastino che sta spendendo la sua vita per la riapertura dell’Ospedale di Praia a Mare. Di questa battaglia portata avanti in tutte le sedi (Consiglio di Stato, Regione Calabria, Ministero della Salute, Quirinale, Santa Sede) abbiamo parlato più volte sul nostro portale d’informazione.

Si tratta di Gino Spolitu, residente nella città dell’Isola di Dino, il quale, il giorno prima dell’evento, sui social, aveva avvisato della sua presenza all’iniziativa referendaria di cui sopra, nella quale avrebbe chiesto agli illustri relatori, il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri ed il componente della Commissione Giustizia Ernesto Magorno, il perché della mancata riapertura dell’ospedale, nonostante il datato parere del Consiglio di Stato.

ginoNel frattempo, però il Commissario nominato non ha adempiuto al suo mandato e si è dimesso dall’incarico. Il 20 ottobre scorso il Consiglio di Stato ha preso atto della necessità di nominare un nuovo Commissario riservandosi di farlo presumibilmente già nella prossima udienza del 20 dicembre.

Ebbene, di seguito il resoconto che lo stesso Spolitu ha fatto dell’incontro sul suo profilo social:

“Ieri, a Santa Maria del Cedro, ho finalmente avuto tra le mani il Sottosegretario della Giustizia del Governo Renzi e, udite udite, l’On.Magorno. HO CHIESTO PER LORO L’INTERVENTO DEI CARABINIERI PRESENTI PERCHE’ FOSSERO ARRESTATI. Naturalmente non li hanno ancora arrestati, ma ho buone speranze che ciò possa accadere presto.

Per che cosa? Per il loro scellerato comportamento a riguardo dell’Ospedale di Praia a Mare. Mentre il sottosegretario ha farfugliato scuse, non so, vedremo, leggerò, ne riparliamo ecc., l’On. Ernesto Magorno ha chiaramente detto che, “siccome i cittadini non si sono ribellati quando venivano chiusi i reparti e veniva effettuata la spoliazione delle attrezzature mediche, e quindi attualmente non è più un ospedale, questo deve essere CHIUSO, perchè la sentenza del Consiglio di Stato non è eseguibile”.

All’On. Magorno soprattutto, gliene ho gridate di tutti i colori e gli ho voltato le spalle in segno di ribrezzo per le sue parole. Cittadini dell’Alto Tirreno Cosentino, quell’uomo non è degno di rappresentarci in Parlamento. Ogni volta che ci saranno elezioni di qualsiasi genere, ricordiamocelo. All’On. Magorno dico infine che sarai sconfitto, credo nella Giustizia della Repubblica Italiana… è lunga, ma alla fine arriva! Arrestateli!”

Ovviamente le parole di “Don Magorno”, amplificate dai social, non sono rimaste rinchiuse fra le mura di Palazzo Marino, sede del convegno, ma sono arrivate di certo anche alle orecchie del presidente e di tanti cittadini e amministratori dell’Alto Tirreno che hanno testimoniato sulla rete tutto il loro disappunto che rischia di trasformarsi in una campagna a tappeto per il NO.

Come vedete, quindi, la risposta al quesito non era così scontata… e chissà cosa ne pensa Matteo…

Spolitu ha anche sporto denuncia-querela nei confronti di Magorno.

Il mitico Gino scrive che Magorno, parlando in quel modo, ha commesso tre reati.

praiaABUSO DI POTERE poiché nel corso di una riunione politica ha dichiarato che l’eventuale sentenza del Consiglio di Stato sull’ospedale di Praia non potrà essere eseguibile e quindi ha anticipato una sentenza non ancora emessa. Ragion per cui egli conosce anzitempo la sentenza, si presuppone grazie all’intervento di complici al momento sconosciuti,

FALSO in quanto, nella stessa riunione, ha testualmente affermato che la responsabilità della chiusura dell’ospedale di Praia è da attribuire ai cittadini dell’Alto Tirreno, ivi compresi i sindaci e gli amministratori, che negli anni precedenti non si sono opposti in maniera forte alla progressiva chiusura dei reparti e alla spoliazione delle attrezzature mediche,

DIFFAMAZIONE perché, così parlando, ha diffamato tutti i cittadini dell’Alto Tirreno e i sindaci e gli amministratori.

Appreso della querela Magorno è corso ai ripari e ci affidiamo ancora una volta alle parole di Spolitu raccolte sui social per capire come.

“Poche ore fa, finalmente, l’On. Magorno è uscito dal silenzio con un comunicato stampa, in cui afferma di smentire le sue dichiarazioni a Santa Maria del Cedro. Io, però, smentisco lui e gli ricordo che l’ho già querelato, “U MAMMACHICCHIU” NON MI FA PAURA!”. Nel mio post di risposta, che ricopio sotto, ho provveduto ad assestargli un altro colpo e troppi ancora ne ho in serbo per costui!

P.S.: Questo è il commento al suo comunicato stampa: “Onorevole Magorno, prima ancora di leggere la sua smentita io smentisco lei. Forse non ricorda bene, forse è confuso da tanto clamore, forse è stanco o forse è preoccupato per se stesso. Io l’ho querelata, quindi sarà in Tribunale che ne riparleremo, per adesso mi basta aver fatto finalmente capire a tutti i cittadini dell’Alto Tirreno Cosentino come sono realmente i fatti per la sanità in Calabria.

On. Magorno, ci racconti, se vuole, cosa successe in Prefettura di Cosenza nel mese di aprile 2016, quando in una semplice riunione tra voi protagonisti, ad una clinica privata (sempre quella di Belvedere, ndr) vennero affidati i servizi generalmente detti di pronto soccorso per l’Alto Tirreno Cosentino e ci dica pure chi paga quella clinica privata e quanto costa quel servizio e ciò a discapito di quale ospedale civile, se non quello di Praia a Mare!”.

Dei loschi giochi di potere in favore della sanità privata ci siamo occupati anche noi… e siamo certi, dovremo occuparcene ancora, anche grazie a Gino Spolitu, il mastino dell’Isola di Dino.