Referendum, un gruppo di studenti occupa il Rettorato: NO ai metodi di Crisci

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Oggi 23/11/2016 alcuni studenti/esse hanno organizzato un’azione che ha visto un’occupazione simbolica del Rettorato e l’affissione di due striscioni aventi ad oggetto la questione della trasparenza, della democrazia e dei processi decisionali interni all’ateneo e la manifestazione del 27 novembre che si terrà a Roma per il No al referendum costituzionale.

Gli/le studenti/esse hanno messo in luce – attraverso un volantino – il legame presente fra il modo in cui si struttura la governance dell’università in termini anti democratici, autoritari e in assoluta mancanza di trasparenza e l’impostazione accentratrice e antidemocratica della riforma costituzionale.

Attraverso lo stesso processo i promotori dell’azione di contestazione hanno fatto emergere che non v’è da stupirsi se un rettore che accentra nelle sue mani il processo decisionale bypassando anche la discussione interna agli organi collegiali attraverso incontri a “tu per tu” praticando così un ben preciso esercizio del potere di governo (datogli dalla riforma Gelmini) che ben si coniuga con i contenuti previsti dalla riforma costituzionale oggetto di quesito referendario.

uni1La prassi di gestione accentrata del potere decisionale è una manifestazione precisa del modo di concepire i rapporti sociali interni al paese, così come nella riforma costituzionale che vedrebbe, in caso di ratifica, accentrato il potere nelle mani di un esecutivo incontrastato da qualunque contrappeso istituzionale, anche nell’università dell’era dell’austerità e di attuazione della riforma strutturale della stessa (Legge Gelmini) il potere è stato accentrato (secondo un impianto teorico-ideologico di stampo economico-manageriale) nelle mani di pochi, Rettore e Consiglio d’Amministrazione.

I promotori dell’iniziativa pongono l’accento inoltre sulla totale mancanza di trasparenza rispetto alle decisioni, è da oltre sei mesi infatti che non vengono pubblicati i verbali degli organi collegiali cogenti a tutti i livelli d’ateneo, in molti casi gli stessi verbali (vedi i consigli di dipartimento e cdl) non sono mai stati resi pubblici, impedendo alla comunità di poter prendere visione e conoscenza delle decisioni assunte riguardo la vita politica e accademica dell’ateneo.

In conclusione rilanciano agli appuntamenti del 27 novembre e 4 dicembre per votare con forza un NO che vada non solo a bloccare un processo antidemocratico quanto ad aprire uno spazio di confronto politico volto a cambiare lo stato di cose attuale mettendo al centro i temi sociali su cui i governi- per ultimo quello Renzi- hanno operato in termini di vera e propria macelleria e svendita dei diritti sociali e dei lavoratori.

Studenti/esse Unical

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