Reggio, alloggi popolari: l’ombra di una guerra tra poveri pesa sugli sgomberi annunciati

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Comunicato stampa

Buone notizie ma anche molte perplessità dopo il confronto pubblico di mercoledì scorso sulla questione alloggi popolari tra l’assessora alle politiche della casa Angela Marcianò, il dirigente al patrimonio edilizio Marcello Romano, il presidente del Consiglio comunale Demetrio Delfino e le associazioni Un mondo di mondi, Reggio non tace, Ancadic, Osservatorio sul disagio abitativo e cittadini.

Senza dubbio positiva la disponibilità dei rappresentanti istituzionali ad accogliere l’invito, lanciato dalle associazioni, a dare risposte alla città sull’applicazione della delibera di Consiglio Comunale n.3 del 10 febbraio 2017 in tema di edilizia residenziale pubblica.

Qualcosa si è smosso e a breve si conoscerà nel dettaglio il regolamento per le assegnazioni in deroga previste dall’art.31 della legge regionale 32/96 relativo ai casi di emergenza abitativa, già elaborato e in attesa di essere discusso in Giunta.

Prosegue anche il lavoro presso l’assessorato degli informatici della Re.ca.si che, da quanto riferito dall’assessora, entro la prima decade di luglio dovrebbero ultimare il lavoro di verifica dei requisiti degli attuali assegnatari di alloggi comunali.

Destano preoccupazione invece le notizie trapelate circa la programmazione dei primi sgomberi forzati dagli alloggi popolari di 18 occupanti senza titolo. Un’azione che ha l’aspetto di una vera e propria «guerra fra poveri», come l’ha definita lo stesso dirigente al patrimonio edilizio.

Le gravi condizioni di indigenza, l’indisponibilità di una casa e la negazione dell’assegnazione di un alloggio da parte del Comune sono i motivi per cui molte famiglie hanno occupato gli alloggi senza titolo o hanno costruito una baracca su suolo demaniale violando la legge al solo scopo di proteggere i propri cari. Per questi casi la giurisprudenza spesso si è espressa giustificando queste azioni come atti necessari di difesa dal pericolo derivante dall’impossibilità di accedere ad una abitazione.

Sorge spontaneo domandarsi come l’intera Amministrazione comunale intenda muoversi nei confronti di queste famiglie, soprattutto in caso di presenza di minori, diversamente abili, anziani. È questo un effetto collaterale di una parte della delibera sulla quale l’associazione Un mondo di mondi aveva più volte espresso le proprie perplessità in merito, volte alla tutela della dignità umana secondo quanto sancito dall’articolo 2 della nostra Costituzione.

Perplessità accentuata dalla dubbia applicazione dei punti 10, 11 e 12 della delibera di CC, che prevedono misure per tutelare il diritto all’abitare anche per le famiglie a basso reddito che hanno ricevuto o riceveranno l’ordine di sgombero. Se queste azioni non saranno attivate, il risultato sarà ancora una volta punitivo per le famiglie più povere, alle quali il settore di edilizia residenziale pubblica dovrebbe rivolgersi.

Da verificare con i settori competenti anche la possibilità di destinare beni confiscati ad alloggi popolari, aspetto della delibera rimasto ancora lettera morta.

È da auspicare che nell’applicazione della delibera prevalga il buon senso, puntando a punire chi lucra approfittandosi del bisogno altrui e non invece coloro che già subiscono una condizione di precarietà esistenziale.

Sarebbe necessario che l’Assessorato continui le verifiche con gli informatici della Re.ca.si non solo sugli alloggi comunali ma anche sugli alloggi Aterp come previsto dalla legge regionale nr 32/1996 all’articolo 12. Fino ad oggi infatti è emerso che le verifiche siano state condotte solo sul patrimonio del Comune, secondo un’interpretazione parziale della legge.

Non procedere anche sugli alloggi Aterp costituisce un forte ostacolo per il percorso di legalizzazione che punta a ripristinare il turn-over previsto dalla normativa vigente. Il patrimonio Aterp costituisce ben il 48% dell’intero patrimonio Erp della città (3800 alloggi su complessivi 7800).

Ben vengano dunque le verifiche sugli assegnatari e il censimento delle situazioni alloggiative: ma che non sia una guerra tra disperati.

Cristina Delfino- Giacomo Marino – Direttivo Un Mondo Di Mondi
Avv.to Nicola Santostefano per il Movimento Reggio Non Tace
Osservatorio sul Disagio Abitativo
Avv.to Francesco Nucara – presidente Associazione ANCADIC