Reggio, la ‘ndrangheta di Totò&Ciccio: “I tuoi amici sono nostri amici” (di Claudio Cordova)

di Claudio Cordova 

Fonte: Il Dispaccio (http://ildispaccio.it/primo-piano-2/199799-i-tuoi-amici-sono-nostri-amici)

10 dicembre 2009, interno, notte. La scena è quella del capannone di Pantaleone Contartese, soggetto che per la Dda di Reggio Calabria è molto vicino alla ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. A quell’incontro a Limbadi, luogo di frontiera tra la ‘ndrangheta reggina e quella potentissima dei Mancuso, nel Vibonese, partecipano diversi soggetti in odor di ‘ndrangheta, su tutti Girolamo Giovinazzo, detto Jimmy, ritenuto il capo della cosca di Cittanova. A quell’incontro, però, partecipa anche Antonio Caridi, in quel periodo assessore comunale di Reggio Calabria e poi divenuto assessore regionale e senatore, fino al momento dell’arresto, nell’ambito dell’inchiesta “Mammasantissima”, poi confluita nel maxiprocesso “Gotha”.

Quella riunione, documentata dall’inchiesta “Alchemia” (anch’essa confluita in “Gotha”), è tra gli elementi principali che spingono i magistrati antimafia a portare avanti l’accusa di connivenza con la ‘ndrangheta di Caridi: si tratterebbe infatti di uno dei vari incontri tenuti per pianificare il supporto elettorale delle cosche all’uomo forte del centrodestra reggino.

Proprio nell’ambito del procedimento “Gotha”, l’ufficiale dei Carabinieri, Salvatore Farina, ripercorre quello strano rapporto tra Caridi e il suo staff e soggetti vicini alla ‘ndrangheta. All’incontro nel capannone di Contartese, infatti, partecipano, come è emerso già in sede di indagine, anche il factotum di Caridi, Peppe Iero (attualmente imputato), nonché il figlioccio politico di Caridi, l’attuale deputato di Forza Italia, Francesco Cannizzaro.

A quanto già emerso in sede di indagine, ora vanno aggiunti i particolari resi in aula al cospetto del Tribunale presieduto da Silvia Capone.

All’ora di pranzo di quel 10 dicembre 2009, Caridi parla infatti al telefono con Giovinazzo e i due definiscono i dettagli per la sera. Giovinazzo chiede: “Ma poi Francesco viene?”, “Francesco sì”, risponde Caridi e poi Giovinazzo dice testualmente: “Fai tu, i tuoi amici sono nostri amici, sei libero di fare quello che vuoi”. Il “Francesco” per gli inquirenti è proprio l’attuale deputato forzista, Francesco Cannizzaro, che effettivamente partecipa all’incontro.

Le indagini (e quanto emerso in aula) avrebbero provato il sostegno elettorale di Giovinazzo a Caridi, già a partire dal settembre 2009, fino alle Regionali del marzo 2010, che vedranno la stragrande vittoria di Caridi, nei ranghi del centrodestra di Giuseppe Scopelliti. Da Caridi, Cannizzaro avrebbe appreso molto in termini politici. E’ anche lui che, giovanissimo, si relaziona proprio con Giovinazzo, il quale dice: “Qua siamo tutti con Antonio”, cioè Caridi.

Diverse le riunioni prodromiche alle elezioni tra il gruppo Caridi e il gruppo Giovinazzo. Non solo nel capannone di Limbadi, ma anche in luoghi molto più ameni. Come il lussuoso “Uliveto Principessa Park Hotel”. Nella struttura ricettiva, Jimmy Giovinazzo sarebbe stato di casa. E, di conseguenza, anche Caridi & co.. Incontri politici, convegni, riunioni, ma non solo, a detta del carabiniere Farina: “Giovinazzo ha messo a disposizione spesso delle stanze o bungalow, o comunque le strutture anche per pranzi, cene o comunque attività che non erano istituzionali, erano finalizzate a questioni private”. Caridi, Cannizzaro e altri avrebbero utilizzato, ospiti di Giovinazzo, i locali dell’Uliveto Principessa anche per incontri di natura personale e privata: “I locali messi a disposizione della struttura Uliveto Principessa Park Hotel da parte di Giovinazzo Girolamo a favore di Caridi o Cannizzaro sempre erano per fini istituzionali, anzi” riferisce in aula Farina.

Perché, come dice Giovinazzo a Caridi, “i tuoi amici sono nostri amici”. Funziona così, nella Piana di Gioia Tauro. Proprio dove, quasi dieci anni dopo, il candidato Cannizzaro farà pieno di voti, diventando deputato della Repubblica.