Reggio, parla Cafiero de Raho: “L’inchiesta sui Paviglianiti chiusa in un mese”

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Sono bastati pochissimi giorni di ritorno a casa dopo lunghi anni di detenzione per ricominciare a delinquere“.

Lo ha detto il capo della Dda di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, commentando il fermo di 5 presunti esponenti della cosca Paviglianiti. Due dei fermati di stamani, Natale Paviglianiti, indicato come un elemento di spicco della cosca, e Francesco Leone, infatti, sono attualmente sotto processo.

Arrestati nel dicembre 2014 nell’ inchiesta “Ultima spiaggia”, sono stati scarcerati, rispettivamente, a giugno 2016 e ad agosto 2015.

Estorsioni, tentativi di accaparrarsi terreni e immobili di vendite giudiziarie, condizionamenti e attentati nei confronti di strutture balneari – ha proseguito de Rahosono la sintesi dell’attivita’ di questo gruppo di affiliati alla cosca Paviglianiti che avevano ripreso a marcare i territori dei comuni di San Lorenzo, Melito e Condofuri eseguendo attentati e intimidazioni.

Come nel caso di un noto imprenditore ‘reo’ di avere acquisito un terreno per 240 mila euro da una vendita giudiziaria di cui i fermati pretendevano il possesso. Da qui, superando la ritrosia e la paura e grazie al lavoro certosino dei carabinieri della compagnia di Melito Porto Salvo, in trenta giorni si e’ riusciti a immagazzinare una tale quantita’ di dati da potere richiedere il fermo al giudice”.