Reggio, tutti gli intrecci del “cameriere” Sebi Romeo nel mirino della Dda

Sebi Romeo

A Reggio la magistratura – che non è certo come quella che opera a Catanzaro e Cosenza – ha dato parecchi colpi alla politica corrotta mandando in carcere soggetti del calibro di Peppe Scopelliti, Totò Caridi e Alberto Sarra e mandando chiari avvertimenti anche ai loro figliocci ovvero Ciccio Cannizzaro e Marco Siclari. Questi ultimi due – eletti addirittura al Parlamento – sanno bene che non possono dormire sonni tranquilli ma, affiliandosi ai fratelli Occhiuto e alla Santelli, credono di aver risolto i loro problemi. Ovviamente si tratta di una condizione molto temporanea ma fino a quando nessuno gli (ri)spiattellerà su quella brutta faccia che hanno gli esiti di nuove indagini, pensano di poter sguazzare come meglio credono.

Atteggiamento completamente opposto nel centrosinistra, dove in molti hanno “pronosticato” che il primo ad avere seri grattacapi sarà Sebi Romeo, attualmente capogruppo del Pd in consiglio regionale, alias “il cameriere”, con tutto il rispetto per chi svolge questo mestiere per necessità e bisogno e magari anche per vocazione.

Come ha fatto un soggetto come Sebi Romeo ad ottenere quasi più di 13 mila preferenze nella provincia di Reggio Calabria alle Regionali del 2014?

Innanzitutto è doveroso ricordare che Romeo si era pure presentato alla tornata elettorale del 2009 per far parte dell’assise con Arena sindaco del Comune di Reggio Calabria con scarsi risultati,  infatti non era stato neanche eletto. Ma all’improvviso è transitato nell’area del pluriindagato Nino De Gaetano, che lo aveva accolto a braccia aperte nella sua segreteria politica.

Ma – come tutte le serpi che si rispettano – Romeo si insinua nel seno del suo amico Ninetto e riesce a soffiargli la candidatura nel Pd mettendo in giro le voci che il De Gaetano sarebbe stato a li a poco tempo arrestato (come poi è effettivamente avvenuto il 25 giugno 2015 per la vicenda di “Rimborsopoli”) e concorda per lo stesso una poltrona di assessore a tempo determinato. Scaduto puntualmente nel momento dell’arresto.

Oliverio e De Gaetano

Fatta questa doverosa premessa, adesso possiamo spiegare come il nostro “cameriere” _ sempre con tutto il rispetto di cui sopra – è riuscito ad acquisire tanto consenso.

Certamente, De Gaetano (obbligato da Oliverio “Palla Palla” a votare e portare Romeo) porta con se tanti voti della zona Nord di Reggio Calabria dove il suocero defunto continua ad avere notevoli influenze, vista la vicinanza alla cosca egemone ad Archi, e convince molti esponenti della destra reggina orfana di Scopelliti a supportare Romeo.

Ma Sebi stringe anche alleanze con soggetti che lambiscono la cosca Labate di Reggio Sud, dove riesce ad ottenere un gran bottino di voti. Infatti, l’attuale capogruppo del Pd alla Regione, ringrazia la cosca Labate e paga dazio assumendo con delibera numero 159 del 6 aprile 2018 il signor Squillace Antonio.

Ma chi sarà mai questo signore? Innanzitutto, giusto per la cronaca, il signor Squillace è stato assunto con il concorso-beffa dei portaborse (insieme alla moglie di De Gaetano) ed è il figlio di “Ricchi di Mulo”, noto carrozziere della zona sud di Reggio Calabria che risulta ben conosciuto alla giustizia visto che risulta – ahinoi – cugino di primo grado del boss Labate… E siamo al primo indizio.

Ma Romeo non può fermarsi qui e deve accontentare anche gli altri suoi capi elettori perché 13 mila voti sono davvero tanti. E allora inserisce nella struttura Antonino Serranò, ex consigliere comunale coinvolto in varie operazioni di ‘ndrangheta passato alla storia come il “consigliere con la pistola”, figlioccio della lista che faceva riferimento ad un pregiudicato del Nord che ha permesso l’elezione alla Camera dei Deputati di nome Belcastro… E siamo al secondo indizio.

Arruola anche il parente della moglie, il signor Bagnato (anche lui candidato con Oliverio), il cui nome – come abbiamo scritto più volte – è presente nella relazione per lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria come parente del “Ciccione” di Africo e che si è spartito in maniera quasi matematica i voti del Comune Jonico di Africo con Sebi Romeo. E siamo al terzo indizio.

Sebi Romeo – e anche questo abbiamo scritto più volte – è presente anche nei casini di Calabria Verde, nei cui faldoni è relazionata con dovizia di particolari la sua vicinanza all’inquisito Speziali (affaire elicotteri) e la nomina di suo cugino Nicita, poi arrestato per mafia. E siamo al quarto e anche al quinto indizio.

Siamo sicuri che scavando ancora troveremmo ancora altro sul “cameriere” – sempre con il rispetto di cui sopra – Romeo. Ora i suoi servigi si concentrano principalmente su Oliverio Palla Palla, al quale riferisce sempre che tutto va bene, in attesa di tradirlo con il prossimo che gli potrà dare uno stipendio ma intanto a Reggio i rumors sulla prossima vittima della magistratura sono tutti per lui, accompagnato dalla sua guardia del corpo/autista, anche lui con più di un parente scomodo.

Ma la giostra – per quanto se ne sa – si sta fermando e Bombardieri (che per sua fortuna è scappato via dalla cappa mortifera del pessimo Gratteri) sembra intenzionato a far esplodere la prossima bomba perché cinque indizi fanno molto più di una prova e le prossime elezioni regionali bussano ormai alle porte. Buona fortuna!