Regione, benvenuti al Dipartimento Agricoltura: il regno della corruzione

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Al Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, dirigenti e politici della peggiore specie si sono susseguiti nel corso del tempo, ma quello che sta accadendo ora non si è mai visto.

Anche chi ha sempre votato a sinistra ed ha sostenuto il presidente Oliverio, oggi è costretto ad affermare che chi ci governa o è stupido o è un mascalzone.

Appena insediato, il Dipartimento viene affidato alla Dirigenza in reggenza dell’ingegnere Carmelo Salvino, dirigente ben visto tra i dipendenti e tra tutti i dirigenti, quindi grandi speranze per l’agricoltura. Niente di più falso! L’ingegnere è un uomo di Nicola Adamo ed esegue ogni direttiva (vedi Calabria Verde), non ha alcun margine di scelta e nessuna autonomia, per qualsiasi decisione deve prendere l’ascensore e premere il tasto “10”. Inteso come “decimo piano” ovvero il regno di “Capu i liuni”.

Viene nominato capo struttura del dipartimento, Mario Caligiuri, ex assessore provinciale e trombato alle elezioni regionali. Ascoltandolo, non si comprende davvero come possa aver ricoperto il ruolo di assessore non riuscendo a distinguere un decreto da una delibera mentre è completamente all’oscuro di qualsiasi procedimento amministrativo. In compenso, però, lo si vede in continuazione girovagare nei corridoi regionali a chiedere raccomandazioni ad amici e amici di amici. E’ di una tale ignoranza da far impallidire un campione di inettitudine come Lorenzo Catizone, simbolo in Regione della protervia e dell’analfabetismo.

Il rappresentante politico, in quanto consigliere delegato, è Mauro D’Acri, che si vanta di essere un agricoltore ed effettivamente dovrebbe tornare a farlo in maniera assidua con una zappa in mano. Si è impossessato del PSR facendolo riscrivere a suo piacimento anzi, al totale asservimento dei grandi gruppi di potere, che ora avranno enormi finanziamenti grazie alle variazioni fatte ad hoc sul testo del PSR.

D’Acri e Oliverio

Per tale motivo un bravissimo dirigente, Giovanni Aramini, che si è rifiutato di fare tali cambiamenti è stato spedito al Dipartimento Ambiente. A gennaio la Regione Calabria ha perso circa 20 milioni di euro in quanto nel mese precedente e ci sono stati problemi tra il settore guidato da Aramini ed ARCEA diretta da Maurizio Nicolai; il presidente ha istituito una commissione costituita da dirigenti esterni al Dipartimento, per individuare le colpe; la commissione ha stabilito che le colpe erano esclusivamente del dottore Nicolai (genero dell’ex senatore Marini). Quindi, come logica voleva, Aramini è stato spedito all’Ambiente e Nicolai continua ad essere il Direttore Generale di ARCEA.

A differenza di quanto sbandierato da giornali o da comunicati scritti da lecchini, il PSR 2014-2020 è completamente allo sbando. La seconda settimana di maggio la Commissione Europea ha inviato dei funzionari ad effettuare un audit alla Regione, per verificare il PSR, la visita si è conclusa con una totale debacle (mancanza di verbali, procedure di appalto incerte) della Regione e fra qualche mese assisteremo ad un sostanziale taglio delle risorse destinate alla Calabria. La motivazione è essenzialmente una sola: incompetenti che occupano posti delicati.

Un esempio lampante è dato dall’Autorità di gestione del PSR, ufficio nevralgico i cui componenti sono pagati praticamente il doppio rispetto ad un normale funzionario e il dirigente il cui stipendio è equiparato a quello di un direttore generale. Attualmente diretto dall’avvocato Alessandro Zanfino, nominato (era un avvocato che si occupava di assicurazioni) dall’ex assessore Trematerra, oggi resta in carica in quanto firma tutto quello che viene richiesto dai piani alti.

Per quanto riguarda i componenti, ad eccezione di pochi funzionari che si sobbarcano il lavoro di tutti, gli altri trovano posto in quanto amici di Pignanelli, di Mauro D’Acri o del Presidente, se poi non capiscono nulla di PSR è un dettaglio. Da pochi giorni siede in Autorità di Gestione un certo Antonio Armieri, un impiegato dell’ufficio di Cosenza che per circa 2 anni si è recato sulla carta a Catanzaro per un compito da svolgere, venendo pagato in più sullo stipendio circa 1200 euro al mese di false missioni. Ora lo stesso personaggio, che non conosce la differenza tra un file word o un file excel, uomo di Nicola Adamo e quindi protetto da Salvino, dovrebbe occuparsi di PSR.

Insomma, il presidente e la sua corte hanno costruito un sistema che prevede la totale assenza della meritocrazia e l’assoluta prostrazione alla “politica”.

Complimenti a tutti.