Regione, Dipartimento Agricoltura: l’apoteosi del clientelismo

Da poco più di un mese, com’era stato largamente previsto, Giacomo Giovinazzo è il nuovo dirigente generale del dipartimento Agricoltura e risorse agroalimentari della Regione Calabria. Nominato dalla giunta regionale, già dirigente del settore PSR 14/20 “Competitività” e responsabile delle misure di sostegno agli investimenti nelle aziende agricole, Giovinazzo succede nell’incarico a Carmelo Salvino, fedelissimo di Nicola Adamo e Mario Oliverio. 

Poco più di un anno fa ci aveva scritto un dirigente del Dipartimento, che, oltre ad anticipare la nomina di Giovinazzo, ci spiegava perché quel Dipartimento è l’apoteosi del clientelismo. 

C’è chi dice no

Caro direttore, al Dipartimento Agricoltura della Regione siamo giunti all’apoteosi del clientelismo. Stanno accadendo fatti e avvenimenti che non si erano mai registrati in tempi passati. Con la Giunta Scopelliti si pensava di aver toccato il fondo, Le assicuro che stiamo scavando alla grande.

Il Dipartimento è totalmente allo sbando, guidato solo sulla carta da un Dirigente Generale, l’ingegnere Carmelo Salvino (uomo di Adamo), ormai in stato confusionale, incapace di programmare e coordinare i dirigenti, alcuni dei quali i più incapaci della Cittadella (Domenico Modafferi e Domenico Macrì dovrebbero tornare a frequentare le scuole dell’obbligo) con al suo fianco Mario Caligiuri, il quale, passano gli anni, ma ancora non ha capito la differenza tra un decreto ed una delibera.Politicamente il Dipartimento è retto dal consigliere regionale Mauro D’Acri, personaggio che pensa solo a far fruttare i suoi studi privati, ed ormai in una condizione di totale onnipotenza.

Alcuni considerano unica speranza per il Dipartimento il cambio di direttore generale con Mr. “Arroganza”, il Dr. Giacomo Giovinazzo, indagato dalla DDA di Reggio Calabria, stabilizzato dirigente con procedura considerata illegittima dalla Corte Costituzionale. Tale personaggio grottesco, per poter essere nominato Dirigente Generale dirà “SI” ad ogni richiesta anzi ordine impartito dalla cricca di D’Acri. Se questa è la speranza siamo messi malissimo!

Giacomo Giovinazzo

Solo per dare un’idea di quanto sta accadendo Le rappresento alcune vicende:

Con delibera 212/2018 il Settore n. 5 è stato ridimensionato, le funzioni della Caccia sono state spostate al Settore n. 1, relativo agli affari generali, che mai ha avuto a che fare con l’argomento. Il Settore n. 1 è attualmente privo di dirigente ed è costituito da pochissimi funzionari, certamente non in grado di amministrare tali funzioni visto che già non sono in grado di gestire quanto dovrebbero. Perché fare una scelta così insensata? Con delibera 211/2018 è stato nominato consulente del Presidente per la caccia un vecchio funzionario della provincia di Cosenza un certo Lorenzo Vitari. Praticamente hanno esautorato un dirigente, il Dott. Caridi, per affidare il settore caccia ad un pensionato della Provincia di Cosenza. Il tutto è avvenuto in quanto il Dott. Caridi ha detto qualche volta di troppo “NO” alle richieste fuorilegge di D’Acri. Procedura già adottata in passato con il Dott. Aramini, perché anche lui si era permesso di dire “NO” ed era stato trasferito al Dipartimento Ambiente.

La gara per l’assistenza tecnica del PSR è stata affidata alla Società di Consulenza Cogea e non si comprende il motivo per il quale, dopo l’avvento di D’Acri, la società ha assunto, oltre che collaboratori diretti dell’”Onorevole” quali il famigerato De Caro, personaggi quali Adriana Amodio, Maria Olivito, Maria Simone e molti altri, che tutto fanno tranne che lavorare per Cogea ed il PSR. La mafia, in Calabria, costringe alcune aziende ed attività commerciali ad assumere affiliati per garantire loro lo stipendio; i politici costringono le imprese ad assumere i loro amici per garantirgli lo stipendio. Nessuna differenza!

Manifestazione d’interesse per il conferimento di un incarico di Dirigente Arcea a tempo determinato.

Appena viene pubblicata la manifestazione, già si conosceva il nominativo del vincitore, ovvero il Dott. Francesco Scarpelli, dipendente regionale dell’Agricoltura, sindaco di San Nicola Dell’Alto (KR), amico intimo di Pepè Corigliano, quest’ultimo politico del PD Crotonese, vicinissimo al Presidente e noto affarista raccomandatore della Regione. Riassumendo, Scarpelli è il lecchino di un lecchino.Il responsabile del procedimento è direttamente il Direttore Generale di ARCEA, il Dott. Maurizio Nicolai, stipendio mensile di circa 11 mila € esclusa la retribuzione di risultato, presuntuosissimo dirigente, famoso per i suoi orologi Vacheron Constantin e Audemars Piguet e per essere il genero dell’ex senatore Cesare Marini, ma non certo per le sue capacità: chiedere alle aziende Calabresi per i ritardi infiniti sui pagamenti PSR e per i tagli della CE alla Calabria.

Per la manifestazione, viene incaricato il Dipartimento ad individuare gli idonei tramite commissione, per poi scegliere tra questi il vincitore. Il problema è che la commissione incaricata esclude Scarpelli. Apriti cielo! Il Dott. Maurizio Nicolai, in combutta con l’Ing. Salvino, cosa possono fare? In spregio al diritto amministrativo, Nicolai si inventa una sua personalissima procedura. Tutti coloro i quali fanno ricorso vengono ammessi, anche chi non ha il benché minimo requisito, compreso Scarpelli, che ora Palla Palla potrà nominare Dirigente.Chi scrive è un Dirigente del Dipartimento e vorrei dire all’ingegnere Salvino che dovrebbe vergognarsi per aver ridotto un Dipartimento in queste condizioni. E’ inutile fare l’uomo di sinistra e poi comportarsi come il peggiore dei democristiani, chiedere sacrifici e abnegazione ai dirigenti ed ai dipendenti che lavorano e consentire, anzi, premiare i nullafacenti e nulla-sapienti. Vada via, il Dipartimento tutto non la rimpiangerà, come del resto Oliverio e tutta la sua ciurma di marinai borbonici.

Lettera firmata