Regione, ecco le ultime nomine per i clienti e i figli di papà della politica cosentina

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Alla Regione Calabria targata Palla Palla le nomine e le consulenze non finiscono mai. Ce ne sono per tutti i tipi e per tutti i gusti e interessano i “clienti” più disparati, che fanno parte ovviamente di tutto l’arco politico, da destra a sinistra. 

L’importante è far girare un po’ di soldi, accontentare figli di papà che devono arrotondare i propri bilanci e continuare a sguazzare in questo sistema di merda che privilegia soltanto chi è figlio o cliente di qualcuno.

COGEA significa Consulenti per la gestione aziendale e fornisce assistenza tecnica alle Regioni, precisamente ai Dipartimenti per l’Agricoltura, ma non solo.

Con la sua trentennale esperienza in attività consulenziale ed i suoi oltre 150 incarichi relativi ad attività cofinanziate dai fondi strutturali dell’Unione Europea, COGEA è oggi fra i leader italiani nel campo dell’assistenza tecnica, programmazione, valutazione, gestione e controllo di programmi ed interventi cofinanziati con i Fondi Strutturali dell’Unione Europea.

Tra i principali clienti rientrano: Amministrazioni Comunitarie, Nazionali e Regionali, Enti locali, Partnership pubblico-private, Istituti di Credito.

Con la Regione Calabria, Cogea ha un rapporto che va avanti ormai dalla fine del 2011 e ha interessato servizi complementari o di assistenza tecnica alle attività di programmazione, attuazione e coordinamento del PSR Calabria 2007-2013 (in ATI con ISRI). Giusto per cominciare. Poi, nel corso degli anni, la collaborazione si è estesa anche ad altri ambiti e, soprattutto, all’inserimento di consulenti “raccomandati” con contratti a tempo nella sua struttura. 

Ed eccoci finalmente a rendervi conto dell’ultima infornata di nomine della Regione Calabria.

Lavorano a Cogea dal 1° aprile e termineranno la loro consulenza il 31 dicembre un gruppetto di “raccomandati” i cui nomi e cognomi a Cosenza sono abbastanza noti nel sottobosco della politica.

Il nome eccellente è quello di Antonio Ambrogio, figlio di Franco, il “cardinale” della politica cosentina, ultimamente dietro le quinte. Ha arraffato denari per più di trent’anni, non facendosi scrupolo di nulla, è stato vicesindaco di tutti, dal democristiano Minutolo al vecchio Giacomo Mancini fino ad Evelina la patatina e ha sempre avuto le mani in pasta nell’urbanistica. Adesso, giustamente, deve sistemare anche i figli. Rigorosamente alla faccia nostra.

Citiamo quindi in ordine sparso: Maria Olivito (giornalista della Gazzetta del Sud, figlia di Marcello, dipendente del Comune di Cosenza), Pasquale Santoianni (figlio di Francesco, compianto politico di Lungro assai in vista negli anni Settanta e Ottanta nella galassia socialista e da sempre vicino a Palla Palla), Ester Licursi, Adriana Amodio e Pino De Caro. 

Il vecchio vizio delle pastette, dunque, non solo non si ferma ma va avanti con regolarità impressionante e premia sempre i “soliti noti”.

Complimenti a tutti.