Regione, il muro di gomma dei dirigenti delle mazzette e del voto di scambio (di Carlo Tansi)

di Carlo Tansi – capo della Protezione Civile Calabria – 

Più che i politici, la rovina della Regione Calabria sono certi inamovibili dirigenti, funzionari ecc. incapaci e intrallazzini: i politici ogni 5 anni cambiano, mentre loro sono lì da 30 anni a lucrare sulla pubblica amministrazione. Hanno costruito spessissime stratificazioni di potere impossibili da disincrostare.

Credo che molti di loro abbiano inventato la burocrazia per creare le condizioni ottimali per prendere mazzette o per creare il voto di scambio o comunque per proprio tornaconto personale. Sono tutti coalizzati tra loro, da destra a sinistra a centro: quando si tratta di fare intrallazzi il colore politico scompare.

Quando subdòrano un cambiamento in vista, costruiscono spontaneamente un muro di gomma che neutralizza distrugge ogni elemento di disturbo, impedendo il cambiamento. E di questo sono testimone perché rappresento un grande rompicoglioni che molti non vedono l’ora di eliminare; molti non vedono l’ora che arrivi il 19 novembre 2018 quando scadrà il mio contratto e me ne tornerò al Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove presto servizio dal lontano 1990.

La stragrande maggioranza dei dipendenti della Regione Calabria è stata assunta senza mai fare un concorso ma solo per intrallazzi, arrivando anche a diventare direttori generali con diplomi (spesso comprati)! Con stipendi anche di 10000 (diecimila) euro al mese netti più tredicesima, quattordicesima ecc. che possono essere arrotondati da illegittime e più o meno laute “prebende”.

Tra loro abbondano cognomi molto ricorrenti e duplicati … padri, figli, sorelle, fratelli…. per non parlare delle amanti che restano non tracciabili… Altro che Cettolaqualunue con “chiù pilu pì tutti”! Persino figli e nipoti miracolati!

Presuntuosi, ignoranti, autoreferenziali. Se la Calabria è tra le ultime regioni d’Europa, gran parte della colpa è loro: oltre a aver sperperato miliardi di fondi comunitari senza alcuna progettualità per manifesta incapacità o per mazzette o alimentando – direttamente o indirettamente – i conti della ‘ndrangheta, non sono stati in grado in tanti anni di difendere le nostre coste dall’erosione o di provvedere alla pulizia del nostro splendido mare, o di promuovere il nostro Tesoro Calabria…. nonostante avessero a disposizione milioni di euro.

Ci fanno vergognare di essere Calabresi quando sui canali nazionali vanno a rappresentare la nostra Terra. Molti di loro trascorrono il tempo in Regione a giocare al solitario o a cazzeggiare…. mentre dall’altra parte della Calabria ci sono fior di laureati capacissimi che quando va bene lavorano nei call center, o che fanno i camerieri o che scappano dalla Calabria per mancanza di lavoro…..anche loro hanno il diritto di sognare un futuro! È ingiusto.

Venduti e prostràti al politico di turno, da destra a sinistra – di cui diventano parte integrante dei poco lungimiranti “progetti” politici e a cui dispensano baci quasi omosessuali, abbracci e lunghe camminate a braccetto nei lunghi corridoi della Cittadella regionale – molti dipendenti della Regione Calabria diventano Zelig partitici: da comunisti, a fascisti e, ora che sono sulla cresta dell’onda, persino pentastellati o leghisti. Molti di loro si stanno già riposizionando pensando alle nuove elezioni regionali. Che pena.

Di fronte a questa palese incapacità, per fortuna la Regione Calabria continua a reggersi, in condizioni di equilibrio assai precario, quasi esclusivamente grazie all’esercito dei precari (quando questi non sono stati messi li per casi di familismo amorale) o dei laureati assunti come operai (cosiddetti “sottoinquadrati”) … che i vertici amministrativi della Regione si guardano bene dallo stabilizzare o reinquadrare per paura di essere surclassati e ridimensionati nel loro smisurato potere.

Ma la Regione si regge anche grazie ai dipendenti strutturati preparati e onesti che però non hanno la forza per ribellarsi perché temono ritorsioni dal blocco imperante monolitico. Non ho capito quanti siano percentualmente rispetto al sistema.

Non vedo nessuna soluzione per risolvere questo problema se non quella di un terremoto giudiziario dal Pollino allo Stretto che disintegri questo monolite.

A meno che non siamo noi Calabresi perbene (compresi quelli che lavorano nella pubblica amministrazione), che siamo la stragrande maggioranza, a disintegrare questo misero sistema diventato oramai insopportabile. Sistema che ritroviamo puntualmente non solo nella Regione ma anche in molti comuni, in molte Asp e in molti apparati della pubblica amministrazione.

Togliamo fuori finalmente gli attributi per ribellarci con coraggio e orgoglio. Cambiamo cultura. Iniziamo una vera e propria rivoluzione coinvolgendo anche i nostri figli, senza restare passivamente alla finestra a criticare come comari continuando a prenderla in quel posto, ma denunciando alle varie procure tutte le porcate, anche quelle quelle che a noi sembrano di poco conto!

Se non altro per cambiare il futuro dei nostri figli.