Regione, il PRC a Palla Palla: “Stai umiliando il popolo calabrese”

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Lo spettacolo circense messo in piedi dal presidente della Regione, appaltato ad un privato e pare costato alcune decine di migliaia di euro, ha rappresentato un colossale accumulo di frottole, luoghi comuni, dichiarazioni prive di riscontri, annunci indeterminati.

Oliverio avrebbe fatto meglio a tacere: come si fa a rappresentare il nulla svolto in questi due anni, senza essere riusciti non solo a raggiungere ma nemmeno a perseguire almeno un obiettivo di quelli lanciati nella campagna elettorale, senza aver compiuto un solo atto innovativo e risolutivo? Un bilancio di metà mandato così negativo che solo la propaganda fantasiosa di Oliverio e del PD calabrese può malamente cercare di occultare.

Nessuna percezione è pervenuta ai calabresi della svolta promessa rispetto al disastro di Scopelliti e del centrodestra; prossima allo zero la credibilità della Regione Calabria nel Paese e per i suoi abitanti. Eppure Oliverio sragiona di risultati ed avanzamenti che solo lui riesce a vedere. Purtroppo per i cittadini calabresi, al contrario, la realtà sta sotto gli occhi di tutti, sia nella percezione diffusa che in resoconti e statistiche ufficiali.

Nonostante la Calabria permanga senza speranza “regione ad obiettivo 1” nei finanziamenti comunitari, il tasso di disoccupazione ufficiale (ben lontano da quello reale!) del 23% è il peggiore in Italia, quello di disoccupazione giovanile con oltre il 65% il peggiore d’Europa: alla faccia del gran bel risultato di “Garanzia Giovani”, vergognosamente gestito dalla Regione.

La piaga del lavoro nero, sommerso e sottopagato rappresenta una triste realtà per decine di migliaia di calabresi, che lo vivono come unica alternativa alla disoccupazione o all’emigrazione. Cala annualmente il numero di residenti mentre cresce l’età media: una regione dove i giovani non hanno cittadinanza, a meno che non si leghino al carro di qualche potentato locale  diventandone sudditi.

Ultima in spesa per interventi e servizi sociali, senza sostegno all’integrazione scolastica, al miglioramento infrastrutturale, alle residue attività produttive, alla qualità del mare e dell’ambiente, al miglioramento del servizio idrico, alla promozione culturale ed all’accoglienza dei migranti (se non con l’idea di ghettizzarli da morti in un unico cimitero!).

Manca una seria pianificazione su tutto: lavoro, trasporti, lotta alla povertà ed all’esclusione sociale, edilizia pubblica, lotta al dissesto idrogeologico e messa in sicurezza del territorio. Nella sanità si assiste solo al penoso balletto tra Oliverio ed il Commissario per la gestione di soldi e strutture: i poteri litigano e chi non ha i soldi per curarsi muore! Eppure si straparla di nuovi aeroporti (mentre chiudono gli altri), di canale tra i due mari, di ponte sullo stretto, di metropolitane, di nuovi ospedali: cioè di grandi opere invasive dell’ambiente ma soprattutto di appalti legati ad enormi investimenti da gestire voracemente.

Luigi De Magistris

Infine la chicca, se possibile, più grande. Il presidente Oliverio afferma che con lui sarebbero finite le clientele alla Regione! La più grande frottola mai pronunciata: se possibile, ancora più del passato la Regione è diventata centro delle clientele e della corruzione, dove si dispensano lauti compensi ed incarichi per parenti, amici e clienti e si è perso ogni residuo di trasparenza. Ha ragione De Magistris quando dice che se le risorse arrivate dall’Europa per la Calabria fossero state ben utilizzate dalla politica, dovremmo vivere in una piccola Svizzera. Si assiste  invece  quotidianamente allo scambio di favori, agli intrecci tra l’ente regionale e gli enti locali amministrati dalla stessa parte politica, con protagonisti consiglieri, dirigenti di partito, faccendieri di ogni risma.

Il PD calabrese occupando le istituzioni ha perfezionato una macchina per favorire gli accoliti, costituendo un coacervo inestricabile di interessi privati che si impossessano rapacemente del bene pubblico. Quando Oliverio ed i suoi parlano di “energie ed impegno messi in campo” si riferiscono esclusivamente al lavoro realizzato per il proprio personale tornaconto. La vittima sacrificale è la stragrande maggioranza del popolo calabrese, da costoro umiliato ed offeso giorno dopo giorno.

Pino Scarpelli 

Segretario regionale del PRC