Regione, la Cisal denuncia: “La Protezione Civile occupa abusivamente gli spazi della mensa”

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Inadeguato sfruttamento dei locali destinati all’area mensa in Cittadella.

“Il rag. Fantozzi crocefisso in sala mensa”. Chissà quanti milioni di persone avranno riso di gusto alla visione della celeberrima scena recitata da Paolo Villaggio, purtroppo di recente scomparso.

A ridere molto di meno, però, sono i dipendenti della Regione che sebbene aspettino da tempo l’apertura del tanto sospirato servizio di ristorazione, assistono a un’occupazione degli spazi da parte della Protezione Civile (con riferimento appunto all’area ristoro).

Ecco la nuova “denuncia” della Cisal sul caso già portato alla ribalta dallo stesso sindacato a fine luglio scorso. Una rimostranza che adesso si rafforza sulla base di quanto emerso a inizio settembre, ovvero l’installazione in quei medesimi ambienti di 9 postazioni di lavoro con 5 computer, due armadi e tanto altro ancora. E c’è di più. Da giorno 6 del mese corrente anche la postazione lavorativa di un dipendente.

Siamo davvero cosi convinti che questi spazi occupati siano idonei per un lavoratore? Si spiega così la preoccupazione della Cisal, espressa nel comunicato stampa incentrato su quanto sta paradossalmente accadendo riguardo alla vicenda dei locali riservati al food.

Il sindacato, però, si pone una serie di domande: possibile che tra i tanti spazi a disposizione nella Cittadella e nel Comalca (sede della Prociv, ndr) dovessero proprio essere occupati i locali della sala mensa? Chi ha concesso l’autorizzazione? E con quale finalità?

Eppure doveva essere una Cittadella in grado di garantire tutti i servizi: banca, che poi è invece diventata una task force veterinaria; asilo nido, subito per così dire soppresso; area ristoro, di cui non c’è traccia, e così via.

Ci sembra dunque che ce ne sia abbastanza per affermare senza tema di smentita come tutti i grandi proclami abbiano perso, e continuino a perdere, di significato. Si sta svilendo, probabilmente per incapacità, un progetto di assoluto rilievo. Non possiamo purtroppo dire altrimenti, dal momento che chiunque arriva nella struttura modifica a proprio piacimento la destinazione degli spazi e interviene persino sull’aspetto dei servizi essenziali garantiti al personale. Uno stravolgimento, insomma, dei programmi che la Regione s’era data per i suoi dipendenti.

Noi della Cisal ci chiediamo: perché tutto ciò? Forse per assecondare le stravaganti idee di qualche dirigente che vuole apportare sostanziali variazioni, per giunta in un palazzo costato tanto ai contribuenti, agendo come se fosse a capo di un ramo d’azienda privata? Un fatto inaccettabile, considerato che in Regione si assiste ormai quotidianamente all’andirivieni di frotte di dipendenti che, per consumare un pasto veloce, sono ancora obbligati a uscire dai rispettivi uffici.

A meno che non si avvalgano dei distributori automatici dislocati nell’ente, accontentandosi di quanto tali particolari frigoriferi offrono. E allora viene fin troppo naturale domandarsi: fino a quando i lavoratori dovranno ancora attendere per l’apertura dell’area ristoro anziché accontentarsi di qualche snack in stanza? Quando sarà posta fine a tale palese ingiustizia e fino a che punto i lavoratori potranno sopportare simili angherie?

Si acceleri di conseguenza per il completamento dell’iter di istituzionalizzazione della zona dell’ente riservata al food, procedendo pure alla verifica di quest’ennesima segnalazione – fatta da noi della Cisal – con la visione di un eloquente video che alleghiamo a supporto della veridicità delle nostre gravi asserzioni. E si faccia inoltre un urgente e approfondito sopralluogo degli ambienti citati a cura di chi ne è preposto, anche se pare che nessuno sappia.