Regione, quel contratto è nullo. La guerra di Antonio Belmonte

Antonio Belmonte
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La Regione Calabria non finisce mai di stupirci, scoppiano i casi di una RSU regionale illegittima e di un “Contratto Integrativo Decentrato 2014-2015” firmato da una “Delegazione Trattante Regionale” anch’essa illegittima. Un accordo siglato ma già nullo e fortemente contestato.

E’ polemica al massimo livello, uno scontro regionale che si annuncia al vetriolo con Antonio Belmonte, portavoce regionale della RSU del personale della Regione Calabria, che chiede le immediate dimissioni del Vicepresidente e Assessore al Personale Antonio Viscomi qualora non provveda in maniera tempestiva a rimuovere i dirigenti che hanno consentito la verificazione di un siffatta vergogna che non solo ha dell’incredibile quanto dai gravi risvolti legali.

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Infatti, il “Contratto Integrativo Decentrato” firmato pochi giorni fa è nullo in quanto sottoscritto da una delegazione trattante priva di ogni legittimazione. In assenza di un positivo riscontro della mia diffida – dichiara Belmonte – entro il termine di quindici giorni mi troverò costretto ad avviare ogni necessaria azione giurisdizionale ed alla trasmissione di un dettagliato esposto alla competente Procura della Repubblica.

Ma come è stato possibile che succedesse tutto questo? Una questione che evidentemente è sfuggita di mano a chi di competenza, che non poteva non sapere. I fatti al centro della scottante vicenda sono questi.

Per Belmonte, la Regione Calabria ha sottoscritto un “Contratto Integrativo Decentrato” con una delegazione trattante non autorizzata, come dire una delegazione trattante “parallela”, e quindi illegittima. E questo è successo “con l’avallo tacito dei competenti organi burocratici e politici della Regione Calabria”, come si legge nella diffida presentata da Belmonte.

Una RSU decaduta che si è “auto convocata” e “autoproclamata”. Come se ciò non bastasse questa stessa ha addirittura scelto un secondo portavoce una seconda delegazione trattante che si è assunta illegittimamente il compito di sottoscrivere il contratto integrativo decentrato aziendale, il cui asserito perfezionamento negoziale è stato improvvidamente enunciato con grande clamore mediatico.

La delegazione non era legittimata, perchè formata da componenti nel frattempo decaduti per le reiterate assenze ingiustificate, perciò “il nuovo contratto decentrato è nullo.

Un fatto grave che va denunciato e per il quale “chiediamo – aggiunge Belmonte – che venga ripristinato il senso alto della legalità pesantemente offeso da tali comportamenti e che, chi ha la responsabilità politica, amministrativa e burocratica metta presto mano al grave vulnus normativo e al corretto rapporto tra le parti”.

Quindi, per Belmonte, una RSU Regionale “abusiva”, costituita anche da componenti ex dipendenti delle Province transitati nei ruoli della regione Calabria ai sensi della Legge Regionale n. 14/2015.

Ma, continua Belmonte, “una semplice lettura dell’art. 2 del contratto collettivo nazionale quadro del 9 febbraio 2015 fa capire che la possibilità di aggiungere, in via transitoria ed eccezionale, i componenti di una RSU di un ente “accorpato” a quelli di una RSU di altro ente “accorpante” è prevista solo per il caso di “accorpamento” di enti, mentre nella fattispecie le amministrazioni provinciali non sono state affatto accorpate alla Regione Calabria, ma sono rimaste in attività come enti autonomi seppur esercitando funzioni notevolmente ridotte” e non come suggerito da un parere manifestamente illegittimo e contradditorio formulato dal Direttore dell’ARAN.

I lavoratori della Regione Calabria hanno il diritto di sapere e chiediamo che venga fatta al più presto chiarezza su una vicenda che ha dell’incredibile e che se confermata sarebbe di estrema gravità. Noi, consapevoli del nostro impegno, questo senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori lo stiamo portando avanti, ma purtroppo constatiamo che non è cosa da tutti…

Da qui “la diffida di nullità del contratto e la richiesta di dimissioni di Viscomi”.