Rende 2017: buio totale

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di Mirko Di Maria

(tratto da Insieme per Rende)

Il 2017 è iniziato con i fuochi d’artificio a Rende, ma molti di questi fanno cilecca.

Dalle cronache politiche le ultime notizie che trapelano dall’alto della casta che maldestramente rappresenta la città, sono essenzialmente due: vuoto e buio totale.

L’ultimo consiglio comunale è stata l’ennesima messa in scena di un’opera teatrale che puntualmente si ripete nelle rare volte in cui il sopracitato “consiglio” si riunisce per discutere delle problematiche cittadine; ma dato che di favole ne abbiamo ascoltato già abbastanza urge in questo momento una delucidazione che richiami l’attenzione di tutti quei cittadini che hanno curiosità di apprendere, pensare ed agire liberamente.

FASE 2 E NUOVA GIUNTA????

Il primo punto su cui si sofferma la nostra attenzione è la tanto osannata “nuova giunta” che tarda ormai a venire, forse perché la maggioranza non trova gli accordi economici compensatori corretti che possano conciliare tutti, o forse perché si è in attesa di equivoci spostamenti da parte di qualche individualità nelle file dell’opposizione, che con il motto del “volere bene alla città” è sempre alla ricerca di “ghiotti incarichi” che ne eviterebbero l’estinzione politica, alla faccia di tutti gli elettori che credono ancora alle favole di chi dovrebbe adempiere la funzione di “opposizione”; dunque questa nuova giunta che guiderà la città non sarà semplicemente una ponderata scelta tecnico-politica, bensì sarà qualcosa di molto più elaborato, quello che nel gergo comune definiamo “ Toto-assessorato”.

TOTO-ASSESSORI

Il Toto-assessorato consiste, per essere sinottici , nella compravendita non certificata di cariche (e di tutti i suoi benefit) secondo un interessante gioco di compensazione che riesca a riequilibrare e garantire la longevità della Amministrazione. Ora dato che le richieste sono tante, è ovvio che la scelta richieda una giusta tempistica. E in tutto ciò “le opposizioni “? Guardano inette; inefficace risulta il frinire (se pure veritiero) di un unico grillo, o di qualche voce stonata che di tanto in tanto emette qualche suono, la messa in scena continua e si arricchisce di nuove proposte; ma nel frattempo la città degrada, l’ordinaria amministrazione non funziona, i gruppi sociali più disagiati della città sono emarginati e abbandonati, il processo di periferizzazione è sempre più evidente, ma la questione più grave è che essenzialmente non esiste una valida progettualità che possa far uscire Rende da questo soffocante torpore.

Cosa fare allora per nascondere un palese fallimento politico-amministrativo? Aggrapparsi ad un idea da sbattere in faccia ai cittadini rendesi, un goffo tentativo di mascherare il giro d’interessi che realmente racchiude questa possibilità: La Città unica.

COMUNE UNICO PER CELARE I PROBLEMI

La città unica è un progetto di tutto rispetto, ma ad oggi Rende più delle altre realtà dell’area urbana non è pronta ad affrontare una simile prospettiva per innumerevoli ragioni che non staremo qui ad elencare per non annoiare i lettori, anche perché molte di queste ragioni sono già chiare ai cittadini; forse prima di azzardare proposte del genere bisognerebbe dare la priorità ai problemi interni che da tempo ormai affliggono la città, e valorizzarne le potenzialità non attraverso stacchi mediatici ingigantiti da quotidiani locali (finanziati) ma operando concretamente sul territorio e su tutte le individualità che compongono la nostra comunità, nessuna esclusa.

La città unica proposta nei termini e nei tempi di questa amministrazione, rappresenta l’ennesima fetta di torta che gli imprenditori della politica amano “sciacallare”, anche perché sostanzialmente i benefici sarebbero tutti i loro e non dei cittadini, l’ennesima lotteria di incarichi che la casta politica ama lottizzare e poi spartire in tante piccole fette, vendute ovviamente al miglior offerente.

Rimaniamo con i piedi per terra, evitiamo voli pindarici .