Rende, Acqua e Sapone chiude il punto vendita in un’ora! Licenziate due lavoratrici

Advertising

Capita di recarti una mattina in piena estate al lavoro, come di consuetudine, e di trovare qualcuno ad aspettarti davanti la serranda del negozio che ti dice di non essere più suo dipendente.

E’quello che è successo a due lavoratrici del gruppo Acqua e Sapone, per essere precisi dipendenti della società 4 ERRE Srl di Napoli che fa capo, insieme ad altre SRL in provincia di Cosenza, al gruppo capofila che le gestisce direttamente con questo marchio, la REALE SPA di Napoli.

A dichiararlo è la UILTUCS di Cosenza alla quale le due lavoratrici erano da tempo iscritte e che in un baleno, senza preavviso, senza convocazione sindacale, senza la minima correttezza morale, si sono ritrovate per strada.

Quello che è successo ha veramente dell’incredibile e del paradossale dichiara la Uiltucs: “Oramai siamo abituati a vederne di tutti colori, aziende che arrivano e decidono di scavalcare qualsiasi tipo di relazione sindacale prevista dai contratto, responsabili del personale improvvisati che ignorano completamente la materia lavoristica e contrattuale e che gestiscono personale come si faceva 50 anni fa, trascurando diritti acquisiti e basilari, buttando lavoratori per strada come se fossero merce non più utilizzabile.

La chiusura improvvisa del punto vendita sito a Commenda di Rende ci lascia di stucco e arriva come un fulmine a ciel sereno, perché a sentire le due lavoratrici il negozio andava molto bene, si lavorava sempre tant’ è che in alcune giornate era necessario l’aiuto di una terza persona, e nulla lasciava presagire qualcosa del genere.

Possiamo chiaramente immaginare che è nella libertà aziendale fare i conti con numeri e bilanci, ma arrivare a decidere di chiudere un punto vendita dalla sera alla mattina senza preavviso crediamo non sia plausibile. Tale atteggiamento lascia spazio a dubbi e incertezze che l’azienda ad oggi non ha minimamente inteso chiarire nonostante i nostri solleciti.

La decisione di chiusura in sordina del punto vendita e il licenziamento di queste due lavoratrici avviene in un modo e con un metodo che non ci aspettavamo da un buon gruppo imprenditoriale, unitamente ad una scelta di chiusura alle relazioni sindacali.

Ci ritroviamo a fare un tuffo nel passato quando alcuni diritti erano ancora pura utopia e si doveva lavorare a testa bassa, e tutto ciò portato da una politica che con i suoi discutibili provvedimenti sulla sfera del lavoro ha innalzato lo scontro tra lavoratori e aziende. Dovremo dire sempre Signorsi altrimenti rischiamo il licenziamento?

Dovremo aspettarci altre chiusure repentine e altre sorprese da parte di questa azienda?

Segreteria Territoriale UILTUCS