Rende, bilancio sociale, Miceli (M5S): “35mila euro buttati nella cassetta della pubblicità”

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Bilancio sociale, Miceli (M5S): 35mila euro buttati nella cassetta della pubblicità

Lo strumento di partecipazione esiste solo sulla carta, nella realtà il cittadino è abbandonato

Rende (Cs) – La cassetta della pubblicità riserva sempre tante sorprese. Tra un volantino e l’altro, tra prodotti, saldi e occasioni imperdibili, il rendese trova, già scaduta, una pubblicazione che dovrebbe essere fondamentale per l’amministrazione comunale: il “Bilancio sociale 2015”. E la trova buttata lì, in maniera completamente anonima, proprio com’è questo esecutivo per la città. Un’altra occasione persa per la decantata partecipazione attiva del cittadino, l’ennesima brutta figura per questa maggioranza di centro destra.

Se è vero, come è vero, che l’esigenza di essere ascoltati è molto sentita dalla popolazione rendese, la formula usata dall’esecutivo Manna per realizzare questo report-libro dei sogni (si parla ancora di uscita dal predissesto!) va esattamente nella direzione contraria. Com’è noto a Rende il bilancio sociale si è trasformato in un bilancio telefonato, in stile call center invasivo che raggiunge le nostre abitazioni negli orari più impensati, seguendo uno schema di comunicazione-marketing attraverso cui non si distribuisce conoscenza, ma solo informazione (nel qual caso anche menzognera). Non bastasse questo, nessuna delle opere concertate con questa metodologia poco ortodossa vedrà la luce, se mai la vedrà, a breve.

Dopotutto non ci aspettavamo niente di meglio da questa maggioranza che predica bene e razzola male. Predica bene quando critica la presenza invasiva nelle passate amministrazioni, in Consiglio e in Giunta, di costruttori tra consiglieri e assessori e poi nomina proprio il figlio di noti costruttori per guidare un settore strategico qual è quello dell’urbanistica.

Predica bene quando parla di rilancio delle attività produttive e del mondo del lavoro e poi fa assessore il promotore dello sportello Garanzia Giovani a Rende, anche nota come il più grande fallimento della Giunta regionale targata Oliverio e benedetta da Guccione.

Predica bene quando critica le passate legislature, artefici di disastri finanziari e affidamenti diretti, e poi richiama dal passato un altro assessore della Giunta Bernaudo e lo rimette esattamente laddove era stato cacciato: ai lavori pubblici.

Ciliegina sulla torta, il papabile presidente del Consiglio che rimanda sempre al tempo di Bernaudo e richiama con ancor più forza quella continuità amministrativa leggibile in tutti gli atti prodotti in questi due anni e mezzo dalla Giunta Manna.

L’auspicio è che il nuovo assessore al Bilancio possa cogliere l’occasione per risparmiare quei 35mila euro utilizzati per realizzare un bilancio sociale che si è rilevato essere, nel metodo e nella sostanza, solo fumo negli occhi per tutti i cittadini e faccia decidere, questa volta sì, ai cittadini rendesi come e dove impiegare i soldi delle loro tasse.

Speriamo anche che finisca l’era degli affidamenti diretti per somma urgenza per lavori che urgenti non sono e che, spacchettati, guarda caso restano sempre sotto la soglia dei 40mila euro. È una politica che ha creato i disastri che tutti conosciamo e che i rendesi stanno ancora pagando duramente, con le altissime aliquote sulle tasse comunali. Noi del Movimento 5 Stelle continuiamo a credere che il cittadino debba essere chiamato a decidere sulle principali scelte che riguardano il futuro della città, con una politica che sia non dalla parte di caste e comitati d’affari, ma dalla parte dei cittadini. Purtroppo, nonostante si parli di fase due, per noi l’amministrazione Manna è ancora alla fase zero. Aspettiamo, non fiduciosi.

Domenico Miceli

Capogruppo Movimento 5 Stelle

Al Comune di Rende