Rende e i dipendenti in mobilità sfruttati: ancora bugie. Cosa c’entra la Provincia?

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La Giunta Manna non finisce mai di stupire. L’ultimo colpo si scena si è consumato durante il consiglio comunale straordinario, convocato dalle opposizioni per discutere di argomenti di interesse generale il 21 luglio scorso, rispetto ai quali sarebbe stato opportuno prendere atto degli intendimenti della maggioranza e democraticamente confrontare le opinioni con l’opposizione.

Il secondo punto prevedeva chiarimenti circa il corretto impiego del personale in mobilità impropriamente sfruttato  presso gli uffici comunali, nonché chiarimenti circa la normativa applicata. In “panchina” veniva notata la perenne imbronciata dottoressa Isa Napoli, probabilmente pronta ad imbonire alla bisogna gli astanti, visto le sue peculiari caratteristiche.

Indubbiamente non è stata mai definita la legittimità della deliberazione oggetto di discussione, neanche in presenza di formali e legittime istanze, a cui e il sindaco e la nostra imbronciata non hanno creduto opportuno dare corso. Comunque, legislazione vigente e circolari ministeriali interpretative alla mano, dimostrano che le persone non potevano ricoprire i ruoli a cui sono stati costretti in quanto la legge alla base della deliberazione comunale era stata da tempo abrogata, in nessun caso potevano sostituirsi alle funzioni dei dipendenti comunali. Silenzi e fughe dall’evidenza che hanno anche prodotto un’interrogazione a cura dei parlamentari pentastellati il cui esito potrebbe procurare qualche grana al sindaco ed i suoi sodali.

Questi sono fatti.

Dalle argomentazioni addotte per eludere la discussione, traspare una spregiudicatezza istituzionale sorprendente. Tanto da fare balbettare anche l’oratore incaricato di esporre la singolare tesi per mettere ai voti il rinvio del dibattito.

Riportiamo di seguito un passo a cura del Laboratorio Civico (braccio armato dell’ amministrazione), che maldestramente argomentava la “grande fuga”. Citiamo testualmente per non incorrere nelle ire dei giuristi e dei loro dotti accoliti.

In merito al secondo punto, sui lavoratori in deroga, la maggioranza specifica che “la Provincia di Cosenza ha diramato attraverso nota (prot. num. 1600029843) del 14 luglio 2016 a tutti i sindaci della provincia medesima la nota a sua volta ricevuta dalla Regione Calabria (num. 209840) del 30 giugno 2016 con la quale il competente dipartimento ha fornito indicazioni operative in merito all’utilizzo diretto dei lavoratori (ex art. 7-8 del decreto legislativo 468 1997). Al fine di garantire la continuità di lavoro di questi lavoratori disoccupati, la Regione ai sensi degli articoli sopra citati, è in procinto di assumere specifici provvedimenti regionali  previsti dal decreto legge numero 150 2015.  E sarà nostra premura recepire e applicare nel più breve tempo possibile”.

Fategli sapere che i lavoratori sfruttati non sono in deroga.

Leggete, citiamo ancora :“Per altro il nostro regolamento non permette votazioni in consiglio su problematiche che riguardano i dipendenti e tutta la documentazione potevano richiederla negli uffici preposti. […].”

Altre bugie.

Si parla di dipendenti, però. Da chi dipendevano i ricattati? I dipendenti hanno anche fatto istanza di chiarimenti senza esito. Sono dipendenti o persone impropriamente utilizzate? Diciamo che sono stati funzionali a far incassare decine di migliaia di euro ai dirigenti. Altro che dipendenti.

Comunque la maggioranza fa leva sulle presunte comunicazioni per il futuro, per il passato! Della serie: chi ha dato ha dato chi ha avuto avuto simm’e Rende paisà?

Fate sapere ai noti luminari che la soppressione delle Province è stata operata dalla l. 56/2014 c.d. legge Del Rio; nell’ambito del passaggio delle funzioni delle soppresse Province ad altri organismi rientrano anche le funzioni in materia di politiche attive, delle quali sono titolari i Centri per l’impiego, transitati in capo alle Regioni con l’articolo 15 del D.L. 19 giugno 2015 n. 78 (convertito in l. 6  agosto 2015 n. 125). Questa norma interviene sul funzionamento dei servizi per l’impiego e delle connesse funzioni amministrative inerenti alle politiche attive per il lavoro attribuendo alle Regioni il compito di organizzarne il funzionamento.

Aggiungiamo che i dipendenti degli ex Centri per l’Impiego beccano lo stipendio dalla Regione Calabria, coerentemente con l’Accordo Quadro del 30/07/2015, sancito in sede di Conferenza Stato Regioni.  Ricordiamo, per completezza di informazione, che i lavoratori degli ex Centri Provinciali per l’Impiego hanno manifestato il 21 gennaio scorso a Catanzaro per i ritardi con cui la Regione Calabria li avrebbe presi in carico.

Pertanto facciamo fatica a capire cosa c’entra la Provincia e soprattutto come e da chi viene utilizzato il protocollo dell’Ente Provincia, ammesso che sia tale, atteso che non ha più competenze sulla problematica? Forse per tentare di sviare l’attenzione sull’abuso commesso? Forse per coprire i compagni di merende?

Un trucco, la classica triangolazione per i fessi, certi che nella  procura dormono, o meglio non creano problemi ai …comparucci.

Siamo in presenza di una palese presa in giro nei confronti dei cittadini, di una emergenza democratica senza precedenti.  Non è possibile che pezzi di istituzioni si coalizzino per coprire un palese abuso, complice una maggioranza serva e cialtrona che pur di ingraziarsi il padrone ci mette la faccia in cambio di una mancia. Non sappiamo chi è competente a ripristinare la legalità ma una cosa è certa in un paese civile nessuno può prendersi gioco delle persone e delle istituzioni. Ci auguriamo che un sussulto della popolazione possa mettere fine allo scempio a cui giornalmente assistiamo.

Poiché a Rende le opposizioni non si oppongono a chiacchiere, hanno riproposto il problema dei mobilitati nel consiglio comunale straordinario, convocato per il 2 agosto

Siamo curiosi di vedere il coniglio spuntare dal cilindro dei … nostri eroi.