Rende, ex Legnochimica: continua l’operazione “gioco delle tre carte”

Angello Pugliese e Marcello Manna Foto tratta dal libro "Mamma 'ndrangheta" di Arcangelo Badolati

La Legnochimica inizia la propria attività nella zona di Rende nel 1969.
Produceva pannelli in fibra di legno e di tannino. Chiude la propria azienda nel 2002 e nel 2006 viene posta in liquidazione.
Oltre ai tanti disoccupati, la Legnochimica dopo i 33 anni di attività, ci lascia una intera area inquinata con minerali pesanti come Alluminio, Ferro, Rame, Cadmio, Arsenico e Cromo.

Ma questo succedeva trentanni fa, ventanni fa, dieci anni fa, mai nessuna autorità si è accorta di niente?
Mai nessuno si è permesso di convocare la proprietà, anche oggi si parla con il curatore.
Perchè?
Perchè alla proprietà è stato permesso di produrre utili sulla pelle dei nostri concittadini?
Ma chi sono?
Invece si manda un avviso al sindaco Manna che di certo non ha mai avuto a che fare con la Legnochimica, anzi si sta battendo per bonificare l area interessata.
Il magistrato parla di mancata bonifica ma i dati Arpacal dicono il contrario. Chi sono i poteri forti che proteggono la Legnochimica? Credo che dopo trentanni sia giunto il momento di sapere tutto e di avere l’area della Legnochimica bonificata.

Domenico Ziccarelli

Laboratorio Civico – Rende

Com’era ampiamente prevedibile, va avanti il gioco dei compari o il gioco delle tre carte messo su dal procuratore Spagnuolo e dal sindaco Manna per mettere all’angolo Sandro Principe, che ha certamente gravi colpe per la situazione attuale della Legnochimica.

Il portavoce Ziccarelli interpreta il suo ruolo con estrema professionalità e pone quegli interrogativi che sono inevitabili in questi casi e riportano alle responsabilità precedenti, al cosiddetto peccato originale. Tutto bello, tutto giusto, finanche la “giobba” della critica a Spagnuolo per l’avviso di garanzia – che in realtà è un assist – a Manna.

Ziccarelli e il suo suggeritore tuttavia fanno un po’ sorridere quando parlano di poteri forti che per trent’anni hanno consentito il disastro ambientale. Lo sanno anche i bambini che a Cosenza negli ultimi trent’anni in procura hanno sempre comandato i magistrati Serafini e Spagnuolo. Il primo è stato procuratore dal 1987 al 2008.

Spagnuolo, dal 1988 (guarda caso trentanni fa) al 2000 ha fatto tutta la trafila da sostituto alla procura di Cosenza alias porto delle nebbie e quando è andato a Catanzaro – fino al 2008 – ha continuato a mantenere competenza “antimafia” su Cosenza.

Dunque, Manna è diventato così coraggioso da attaccare frontalmente, anche se travestito da Ziccarelli, il procuratore Spagnuolo? Ma nemmeno per niente, tutto preparato. L’attacco ai poteri forti, anche se potrebbe sembrare un attacco sottile alla magistratura, altro non è che la chiamata in correità per Principe, senza neanche avere il coraggio di farne nome e cognome. E presto vedrete che Spagnuolo proverà a far vedere che non “dorme”, completando il gioco dei compari o se preferite delle tre carte. Perché a Cosenza – ed area urbana -, ricordatelo sempre: nulla è come appare.