Rende, ex Legnochimica: lo squallido gioco dei compari tra Spagnuolo e Manna

9Siamo costretti a ripeterlo spesso, quasi ogni giorno, ma non è colpa nostra. A Cosenza – ed area urbana – nulla è come appare, anche se qualcuno riceve un avviso di garanzia per disastro ambientale e teoricamente dovrebbe essere stato danneggiato.

Ci riferiamo alle questioni relative all’ex Legnochimica di Rende che, puntualmente, ogni volta che arriva l’estate, ritornano prepotentemente alla ribalta per l’autocombustione dei laghetti tossici e le conseguenti esalazioni venefiche che i cittadini sono costretti a respirare.

Ora, la procura di Cosenza – tanto per non smentirsi – ha dato notizia di aver concluso le indagini (!) e di aver individuato, tra i responsabili, addirittura l’attuale sindaco di Rende, Marcello Manna. Tutti voi sapete quanto non abbiamo nessuna stima e nessuna considerazione del soggetto in questione ma è chiaro come il sole che non gli possono essere addebitate responsabilità sulla questione Legnochimica per il semplice motivo che è sindaco da tre anni mentre il disastro va avanti almeno da… 50 anni.

E allora, questo ridicolo avviso di garanzia altro non è che un assist a Marcello Manna servito al bacio proprio da quel Mario Spagnuolo con il quale hanno fatto fuoco e fulmini a metà degli anni Novanta quando, insieme ad altri pessimi personaggi del panorama politico, giudiziario e malavitoso della città, sono riusciti a neutralizzare il processo Garden grazie a una pletora di pentiti con i quali hanno inquinato tutte le prove (http://www.iacchite.com/cosenza-rapporto-choc-sul-tribunale-lasse-spagnuolo-manna-inquinare-le-prove-del-garden/).

L’avviso di garanzia “a nonna” notificato a Manna servirà all’attuale sindaco per dimostrare che le colpe sono di altri e in questo caso di Sandro Principe, sindaco di Rende in prima persona o con soggetti di sua fiducia dal 1980 in poi, cioè da quando è esploso il vero e proprio disastro ambientale.

Del resto, Domenico Ziccarelli, ormai diventato il vero portavoce di Manna (per manifesta… inferiorità di quello reale!), ha avuto gioco facilissimo ad affermare pur senza mai fare il nome di Principe che “… a Rende si facevano le inaugurazioni, ma si tenevano sotto lo zerbino le tante immondizie che solo ora vengono portate alla luce e noi le togliamo. Del resto l’atto della magistratura è dovuto e di garanzia. E servirà poi ed ora a perseguire responsabilità pregresse che sono state per anni allontanate. Emerge questo spaccato di una città, spesso ben vestita ma sotto sotto sporca in tanti sensi…”. Capito? Altro che beffa ed altre baggianate del genere.

Detto questo, abbiamo capito che Manna c’entra poco e che farà di tutto, insieme al suo amichetto Spagnuolo, per coinvolgere in questa vicenda Sandro Principe – almeno a livello politico – ma, per favore, risparmiateci il gioco dei compari. Non offendete la nostra intelligenza.