Rende, Manna sbaglia la delibera sul piano triennale e danneggia i dipendenti

MANNA SBAGLIA LA DELIBERA SUL PIANO TRIENNALE E METTE A RISCHIO ANCHE L’AUMENTO DELLE ORE PER I DIPENDENTI COMUNALI. CORREGGA SUBITO GLI ERRORI PRIMA DI MANDARLA AL MINISTERO.

L’amministrazione Manna con la delibera di Giunta 249 del 17.11.2017 relativa al Piano triennale del fabbisogno del personale e delle assunzioni, annunciava di voler dar corso alla rideterminazione della dotazione organica dell’Ente e, dunque, di portare tutto il personale dipendente attualmente part time (pari a 94 unità) a full time, iniziando dalle prime 66 unità già nel 2018.

Una notizia buona per tutti, maggioranza e minoranza, un risultato ambito al quale si lavora da anni, ma che è necessario ribadire non può dirsi conseguito fin quando la relativa delibera adottata dalla Giunta comunale non supera l’esame cui è tenuta da parte della Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti locali, istituita presso il Ministero dell’Interno con la competenza di approvare o negare i piani relativi alle dotazioni organiche ed alle assunzioni proposte dagli enti locali in situazioni di dissesto o di riequilibrio finanziario.
Per l’importanza della questione, e trattandosi di delibera di Giunta che come tale non passa al vaglio del Consiglio Comunale, noi di Rende cambia Rende abbiamo deciso di esaminare la delibera adottata dalla Giunta comunale ormai prossima ad essere trasmessa per l’esame definitivo alla Competente commissione del Ministero.
Ed è così che ci siamo imbattuti subito in errori grossolani, errori che porterebbero la Commissione Ministeriale a non approvare la proposta ed a rigettare tutto il Piano triennale del fabbisogno, vanificando anche le aspettative di quei 94 i dipendenti comunali interessati all’aumento delle ore.

Nell’esame della delibera siamo partiti dal considerare il dato relativo alla spesa teorica per tutto il personale comunale indicata in € 6.433.422,35 (con tutti e 194 i dipendenti comunali a full time) ed abbiamo raffrontato il costo riportato in delibera all’allegato C con il costo per stipendi e contributi relativi agli stessi inquadramenti per come indicato nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro vigente (del 2009).
Da questo primo e banalissimo confronto è emersa una palese erroneità della spesa teorica indicata in delibera in € 6.433.422,35 e che, invece, facendo corretta applicazione del costo effettivo delle retribuzioni dei dipendenti, dovrebbe essere aumentata di ben oltre 200mila euro.

L’errore che è davvero grossolano sarebbe certamente rilevato in sede di valutazione dalla Commissione ministeriale, e probabilmente lo rileverebbe mettendo a serio rischio l’approvazione dell’intero piano (non sappiamo dire se la delibera sia stata già esaminata dal collegio dei revisori del comune di Rende).
A questo errore – che se non corretto compromette l’intero piano e vanifica l’aumento delle ore al personale – si aggiunge un altro dato che svela a nostro avviso un ulteriore questa volta relativo alla dotazione del fondo per i dirigenti comunali al quale la delibera in questione destina soltanto 82mila euro (da ripartire tra i 6 dirigenti previsti nel piano).
Un dato certamente erroneo se si tiene conto che oggi un solo dirigente – il dott. Infantino per fare un esempio (citando dati pubblicati) – oltre allo stipendio di circa 43mila euro, percepisce ulteriori 40mila euro circa di indennità di posizione che gravano proprio sul fondo dirigenti ed ai quali si aggiunge ancora l’indennità di risultato.

E’ piuttosto evidente che si tratti di un ulteriore errore della delibera di Giunta, non potendosi seriamente sostenere che 82mila euro possano bastare per 6 dirigenti, atteso che tenendo conto delle retribuzioni attuali dei dirigenti occorrerebbero circa 40mila euro per ciascuno (40mila x 6 dirigenti previsti) e, dunque, non 82mila euro, come riportato in delibera, ma una somma ben maggiore e pari a circa 240mila euro.
Non mi pare invece sostenibile che 6 dirigenti, e anche il Segretario generale, dopo aver percepito gli oltre 40mila euro aggiuntivi rispetto allo stipendio per l’indennità di posizione in questi anni, a partire dal 1 gennaio 2018, si accontenterebbero di un quarto ovvero di circa € 13mila euro l’anno di indennità di posizione e risultato.
Certo è che la spesa teorica del personale indicata in delibera è sbagliata e che alla cifra indicata in € 6433.422,35 vanno aggiunti almeno altri 200mila euro per le retribuzioni del personale se correttamente calcolate in base ai contratti vigenti, e non meno di ulteriori 160 mila euro, per il fondo dirigenti (a voler garantire lo stesso trattamento goduto fino a qui).

Un totale complessivo pari a circa 6.791,422, che non solo è sbagliato ed andrebbe corretto per gli errori rilevati, ma risulta in questi termini risulterebbe perfino superiore al limite massimo di legge indicato nella delibera stessa in 6.725,964,99 .
La conseguenza inevitabile sarebbe la bocciatura della delibera da parte del Ministero e, dunque, del Piano triennale del Fabbisogno del personale 2018-2020 e della rideterminazione della dotazione organica, dunque, vanificando l’aumento delle ore per tutti e 94 i dipendenti ancora a part time.
La questione è certamente grave e denota superficialità ed approssimazione da parte dell’amministrazione Manna, purtroppo, anche rispetto a questioni di assoluta importanza per il Comune di Rende e per tutti i suoi dipendenti.
Ancora una volta siamo costretti a segnalare quelli che riteniamo errori gravi, ed a chiedere a Manna di revocare la delibera “sbagliata” e di adottarne immediatamente un’altra che sia corretta, che rispetti i vincoli e che possa essere accolta dalla commissione ministeriale chiamata a valutarla.
Al momento non intendiamo aggiungere altro ci interesse soltanto che alle parole seguano i fatti e che e che quei 94 dipendenti comunali possano vedere davvero soddisfatte le aspettative che la delibera adottata così com’è, invece, rischia di vanificare.

Massimiliano De Rose
Rende cambia Rende