Rende, Manna sbaglia la Tari e tace ma fa pagare il 40% in più a imprenditori e artigiani

Advertising

TARI 2017. IL COMUNE  DI RENDE CHIEDE SOMME NON DOVUTE AGLI IMPRENDITORI E ARTIGIANI E QUANTI PRODUCONO RIFIUTI SPECIALI. MANNA TACE E RISCHIA DI PROCURARE DANNI INGENTI AL TESSUTO PRODUTTIVO E ALLE CASSE COMUNALI.

Nel mentre la città è distratta da fatti eclatanti verificatisi nei giorni scorsi e da questioni tutte interne alla coalizione che ha eletto Manna nel 2014 a Rende, nel frattempo, nelle stanze del Comune si consumano fatti amministrativi di inaudita gravità in danno dei contribuenti, in particolare in danno delle categorie produttive della città ovvero imprenditori, artigiani, studi medici ecc.

La questione è molto grave sotto il profilo politico-amministrativo e ci sia consentito di ritenerla più urgente di altri dibattiti che in questi giorni occupano le pagine dei quotidiani locali.

E’ prioritario, a nostro avviso, riportare la discussione sui fatti che interessano la città e i cittadini, ed è per questo che avvertiamo l’obbligo di denunciare e rendere pubblico una condotta amministrativa  che sta arrecando un danno economico per diverse centinaia di migliaia di euro a imprenditori, artigiani e alcune categorie professionali, i quali sono stati tutti destinatari da parte del Comune di Rende di pretese economiche riguardanti la TARI, esorbitanti e non dovute, per le quali il comune starebbe incassando illegittimamente centinaia di migliaia di euro, che dovrà poi restituire.

Il calcolo della TARI per come risulta dalle bollette dell’anno 2017 risulta, infatti, errato per tutte le categorie di utenti che producono rifiuti speciali e che già sopportano i costi di smaltimento di tali rifiuti attraverso ditte specializzate (imprenditori, artigiani e studi medici ecc.).

Per tali categorie di contribuenti il regolamento approvato e vigente a Rende, prevede il diritto ad una riduzione della tariffa pari al 40 % da applicarsi tanto sulla quota fissa che sulla quota variabile, componenti che insieme determinano l’ammontare complessivo del tributo che queste categorie devono versare come TARI per lo smaltimento dei rifiuti ordinari ai quali provvede, invece, la Calabria Maceri.

Nella bollettazione per l’anno 2017 effettuata da Maggioli sulla base degli importi trasmessi dal Comune di Rende, si riscontra però una grave anomalia atteso che la riduzione prevista nella misura del 40% sulla tributo complessivo dovuto, risulta essere stata applicata esclusivamente sulla componente fissa e non anche sulla parte variabile, come agevolmente si ricava dalla semplice lettura delle relative bollette.

Tradotta in moneta si comprende la dimensione del problema e del pregiudizio arrecato a intere categorie di contribuenti atteso che a ciascun imprenditore, artigiano o medico presente sul territorio comunale, è stato richiesto un tributo molto maggiore di quello realmente dovuto e che può andare da poche centinaia a diverse migliaia di euro e per alcune attività può arrivare anche a diecimila euro in più (per le grandi superfici, le concessionarie, le officine meccaniche ecc.) di quello che dovrebbero essere tenuti a versare per come previsto dal regolamento comunale sulla TARI.

Non ci interessa in questa fase indagare le responsabilità di questa “svista” (che affronteremo eventualmente con una interrogazione al Sindaco Manna), ci interessa molto di più portare con immediatezza a conoscenza di tutti gli interessati della necessità di verificare la corretta applicazione della tariffa e della riduzione applicata per l’anno 2017 e suggerire, a chi avesse già pagato, di avanzare istanza di restituzione degli importi non dovuti, magari prima di fare ricorso alle vie legali, per evitare di determinare ulteriori esborsi al comune che dovrà sostenere tutta la cittadinanza.

Detto ciò – senza necessità di spiegare che la “svista” costituisce un ulteriore colpo inferto dalla stessa amministrazione comunale al sistema produttivo rendese già molto sofferente e che invece dovrebbe tutelare – rimane da chiarire a Manna come sia stato possibile che lui stesso e gli Uffici comunali non si siano accorti dell’errore o anche la Maggioli che emette i modelli di pagamento, e che non abbia avuto modo e tempo in questi mesi di rimediare informandone tutti i destinatari, continuando a incassare illegittimamente somme non dovute dai contribuenti.

La bollettazione della TARI, infatti, è stata effettuata già da diversi mesi e proprio in questi giorni il Comune di Rende starebbe incassando centinaia di migliaia di euro a danno dei suoi stessi cittadini e degli imprenditori, degli artigiani degli studi medici, così commettendo un grave abuso ed esponendosi a decine e decine di azioni legali con tutto quanto ne consegue in termini di costi.

Se l’errore non fosse stato rilevato ancora dopo diversi mesi dall’invio delle bollette, il fatto sarebbe di assoluta gravità e porrebbe una questione di grave deficienza amministrativa di cui Manna dovrebbe dar conto alla città; se l’errore, invece,  fosse stato rilevato ma poi anche taciuto sarebbe perfino più grave per il comune e per Manna e la sua giunta.

Laddove dell’errore fossero già a conoscenza gli Uffici Comunali e il Sindaco Manna, il fatto che, in via di “autotutela”, non ne sia stata data comunicazione mediante avviso pubblico o comunicazione ai destinatari , vorrebbe significare che si è prodotto un abuso in danno degli stessi imprenditori e,  paradossalmente, anche un danno erariale per le casse comunali.

E’ evidente, infatti, che oltre il danno inflitto al tessuto produttivo cittadino, il Comune sarà esposto al rischio concreto di dover fronteggiare le azioni legali da parte di coloro ai quali è stata richiesta una tariffa molto maggiore di quella prevista dal regolamento comunale costringendo l’ente, non solo alla restituzione delle somme per diverse centinaia di migliaia di euro – com’è giusto che sia -,  ma anche a sopportare i costi dei procedimenti e a dover pagare molte migliaia di euro per compensi tanto ai legali incaricati dal comune quanto a quelli incaricati dai contribuenti che risulterebbero vittoriosi in giudizio stante l’evidenza dell’errore per non aver applicato la riduzione dovuta.

Sarebbe questa una situazione davvero insostenibile per il Comune, così come insopportabile risulta essere la condizione di quelle categorie produttive già tassate ai massimi livelli a Rende, che diventa una città sempre più inospitale per molte categorie produttive.

Una “distrazione” quella di non aver rilevato “l’errore” di calcolo della TARI 2017,  e quella di non aver rimediato con tempestività dandone avviso pubblico, che può costare molto caro al comune di Rende e a tutti i cittadini che ne sopporterebbero i costi e che preferirebbero che le risorse economiche fossero destinate a risolvere i problemi piuttosto che a crearne di nuovi ogni giorno per poi doverli fronteggiare con costi anche maggiori.

A Manna, a questo punto, rivolgiamo l’invito di dare immediato avviso pubblico ai cittadini ed a porre in essere, in via di autotutela, tutte le iniziative tese a rimediare all’errore, restituire gli importi incassati in eccesso e scongiurare contenziosi giudiziali inutili e dannosi per le casse comunali.

Rende è stata una città ha attratto cittadini e intere categorie produttive e commerciali, e non può più essere tollerato che oggi siano invece sistematicamente respinte e mortificate, fosse anche solo per superficialità o distrazione.

Massimiliano De Rose

Rende Cambia Rende