Rende: Manna, un sindaco “alla deriva” (di Sandro Principe)

Il sindaco “distratto”

di SANDRO PRINCIPE

NELLA mia visione dinanzi al Nuovo Municipio andava collocata una sola scultura di un grande artista moderno (ad esempio “Gli Archeologi” di Giorgio De Chirico), dal momento che l’architettura del Palazzo di Città è moderna ma non contemporanea (ai distratti segnalo che essa richiama le “Tre Torri”, ovvero lo stemma di Rende).

Pensavo che, al massimo, si poteva installare un’altra scultura, di ispirazione religiosa, innanzi alla San Carlo Borromeo (a tal fine ero in contatto con il pittore-scultore Giuseppe Gallo, nativo di Rogliano, per acquistare una sua opera che richiama una “Crocifissione”, ma che, essendo concava, poteva essere utilizzata anche come fontana, oggi nella basilica di S . Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma).

Ho visto, invece, che il sindaco Manna ha fatto installare nello spazio antistante il Nuovo Municipio 8 sculture dell’artista newyorkese Justin Peyser, della serie intitolata “Alla Deriva”. Mi capita di passare spesso da largo Rossini e, ogni volta, quelle sculture mi appaiono sempre più inadeguate per il luogo, a voler tacere altro per carità di patria e per il rispetto che, comunque, si deve ad un artista.

Chiedo pubblicamente al sindaco Manna di rimuovere quelle sculture da largo Rossini.

Sono assolutamente fuori contesto in un sito che ha la pretesa di richiamare le piazze medievali con la Cattedrale di fronte alla Torre Civica (questa disposizione, all’epoca, voleva plasticamente evidenziare una contrapposizione). A Rende, invece, la Chiesa di San Carlo Borromeo ed il Nuovo Municipio sono stati edificati una accanto all’altro, quasi si tengono per mano, per segnalare la collaborazione nella nostra città tra Autorità Civili e Religiose.

Mi permetto, dunque, di insistere.

Non intendo soffermarmi sulla cultura artistica degli attuali amministratori, ma per rendersi conto dell’inopportunità di installare quelle statue in quel luogo simbolico sarebbe stato sufficiente il buon gusto.

Sono convinto che l’avvocato Manna non conoscesse il titolo (“Alla Deriva”) della serie di sculture.

Altrimenti dovremmo ritenere che si tratta di una presa di coscienza dello stato in cui versa la città.