Rende, nube nera impressionante a Sant’Agostino. Cosa si aspetta a mandare un Canadair?

Advertising

Non c’è pace per Rende. Come se non fossero bastati i fumi e i veleni dell’ex Legnochimica, ecco che ormai da circa quattro ore sta bruciando la collina di Sant’Agostino.

La questione non è certo nuova per gli ambientalisti e per chi segue le vicende politiche della città d’oltre Campagnano. Lo scriveva anche il M5S qualche anno fa che non c’è solo l’area dell’ex Legnochimica da bonificare e con urgenza.

Dalla parte opposta della città, al confine con il Comune di Castrolibero, è presente un’altra bomba ambientale: si tratta dell’ex discarica nel quartiere di Sant’Agostino. Un invaso abbandonato da tempo che però continua ad inquinare l’aria, la terra e l’acqua di quella zona.

L’ex discarica di Sant’Agostino è situata tra le bellissime colline del quartiere residenziale omonimo. Ha raccolto i rifiuti indifferenziati di Rende per decenni (1970-1999) senza che sia mai stata messa a norma, o meglio, si è trattato di una timpa che è stata riempita di rifiuti di ogni genere senza aver mai avuto nessuna protezione di alcun genere!

I grillini hanno persino “visitato” la vecchia discarica e raccontavano con una certa preoccupazione quanto hanno visto.

“… Insieme ad alcuni attivisti e per puro spirito di osservazione abbiamo provato ad avvicinarci alla discarica pensando all’impossibilità della nostra azione. E invece siamo addirittura riusciti ad entrare al suo interno con estrema facilità e siamo passati direttamente dal cancello d’ingresso! Come noi, siamo sicuri, saranno entrate e continueranno ad entrare tante altre persone purtroppo malintenzionate.
Ma le sorprese non sono finite qui… Cento metri più avanti abbiamo intravisto il cancello della discarica. Era chiuso con una catena ed un lucchetto. Peccato però che alla sua destra non esiste più una rete di protezione, ed anzi, c’è uno spazio libero tale da far passare un piccolo mezzo (tipo un’Ape…) e i segni a terra dimostravano che qualcosa di lì continua a passarci ancora oggi.
Entrare, come dicevamo, è stato semplicissimo. Una volta dentro abbiamo notato che la messa in sicurezza dei luoghi è stata effettuata solo a metà: i rifiuti non si vedono più, sepolti sotto la terra, ma qualche rifiuto è stato gettato su quei terreni anche successivamente mentre sembra un grande prato dove addirittura vanno a pascolare gli animali….”.

Il 10 luglio del 2013 invece era stata la polizia provinciale a sequestrare la discarica abusiva di cui parlava il M5S. Circa 800 mq di terreno comunale erano completamente invasi da rifiuti di ogni genere causando grave rischio per la sanità pubblica.

l'area di discarica sottoposta a sequestro

“… Al suo interno – scriveva la polizia provinciale – erano accatastati materiali di ogni genere, tra i quali eternit, pneumatici usurati, elettrodomestici in disuso esposti agli agenti atmosferici, materiale edile e rifiuti solidi urbani.
Considerata la grande quantità di rifiuti, tutta la zona era ad alto rischio d’inquinamento delle falde acquifere sotterranee, potenzialmente nociva per la sanità pubblica e pericolosa per la pubblica incolumità…”.

Bene, a distanza di qualche anno, adesso registriamo questo rovinoso incendio. Le fiamme sono ancora visibili e destano preoccupazione, visto che sulla zona c’è una nube nera impressionante. E non si capisce come mai i vigili del fuoco non interessino la Protezione civile al fine di mandare un aereo Canadair per accelerare le operazioni di spegnimento.