Rende prigioniera della peggiore politica cosentina

Manna prende in giro i cittadini

di Orso Teobaldo Felice Orsini

Il contenuto di questa mia nota non è ispirato, come qualche friggitore di ranocchie malignamente tenterà di dimostrare, da un risentimento (verso chi?), a seguito dell’esito delle elezioni del 2014.

IL POPOLO SOVRANO E IL “CAMBIAMENTO” VOTATO

Non ci può essere certo alcun risentimento per il vincitore, Né verso il Popolo Sovrano, che quel risultato ha determinato. Con riferimento al ruolo del Popolo, però, è necessario fare una semplice constatazione, che tutti cercano di evitare: anche i popoli, non solo chi li dirige, debbono assumersi le proprie responsabilità.

Il Popolo di Rende, dunque, che ha votato per il cosiddetto “cambiamento”, deve farsi carico delle conseguenze della sua scelta, di quelle positive, se ci sono, e di quelle negative, soprattutto se queste ultime prevalgono nettamente sulle prime.

Quel che oggi dispiace, in primo luogo, è che il risultato del 2014 è stato costruito, durante una campagna elettorale drogata, su vere e proprie menzogne, propinate dai costruttori d’odio e da una parte dei mass media apertamente schierati contro i socialisti riformisti, con evidente cattiveria, nonostante il grande lavoro svolto per fare di Rende una Città a misura d’uomo, con una grande università e con un motore economico rappresentato dalla più grande Area Industriale della Calabria.

In secondo luogo, soprattutto rattrista e dispiace che Rende, intanto, sta morendo. Un dispiacere, anzi un dolore, autentico per quanti hanno speso una vita per la crescita civile ed economica della nostra città.

Mentre il sindaco Manna temporeggia e, per accontentare i suoi padroni di centro, di destra e di sinistra, tenta disperatamente di trovare un equilibrio di giunta, la città si avvita su se stessa, disperde i suoi valori ed un grande patrimonio di passioni, di cultura di governo, di visioni, accumulato con il lavoro di intere generazioni.

SEMPRE PIÙ SPORCA NONOSTANTE 3 MILIONI IN PIÙ

Sempre più sporca (nonostante il comune spenda 3 milioni di euro in più, che pagano i cittadini, per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti), sempre meno curata nelle sue strade, nelle sue piazze e nei suoi giardini (nonostante l’organico di 200 dipendenti della multiservizi, che nessuno motiva o guida), sempre più periferica, attraversata da un fiume di macchine a velocità assurde, per la colpevole chiusura dei semafori, un provvedimento nocivo e distruttivo per la rete commerciale, sempre più ignorata dai veloci automobilisti di passaggio.

Rende è addirittura scomparsa dal dibattito politico: non una parola sulla metropolitana, non un cenno sul nuovo ospedale pubblico dell’Area Urbana, per timore di disturbare i privati imprenditori della sanità; mentre la questione della città unica, di cui ogni tanto si parla, viene utilizzata irresponsabilmente come una cartina di tornasole, per nascondere bugie e disservizi, senza profferire una parola di critica verso una norma regionale liberticida, che avrebbe decretato la pura e semplice annessione di Rende a Cosenza.

L’unica novità che si riscontra è rappresentata dall’invasione di immigrati di varia provenienza, di venditori ambulanti abusivi e di innumerevoli bancarelle.

I GENTILE, ADAMO E IL POSTO IN GIUNTA 

Tutto ciò avviene nel totale disinteresse dell’amministrazione comunale, con il sindaco impegnato, per come segnalato dalla cronaca, unicamente a trovare spazi nella giunta municipale per i fratelli Gentile (per due assessorati, oltre alla Presidenza del Consiglio) e per Nicola Adamo, la vera eminenza grigia della Regione, che chiede un posto in giunta per uno scarto del vecchio e glorioso centrosinistra rendese.

DI RENDE NON GLIENE IMPORTA NIENTE

Manna così facendo prende letteralmente in giro i cittadini. Non gliene importa niente dei problemi dei rendesi e getta ignobilmente la maschera del sindaco Civico, autonomo dai partiti, per comportarsi da novello “Re Travicello”, preoccupato solo di tenersi buona la pseudo politica cosentina, di destra e di sinistra, nella speranza di ottenere una candidatura a Montecitorio o al Senato, oppure a Palazzo Campanella, tanto per Lui (che è di destra, di centro e di sinistra allo stesso tempo), tutto va bene “Madama la Marchesa”, purché ci sia una poltrona da occupare.

Chi ricorda ormai la Rende dei giovani delle scuole superiori che affollavano Via Fratelli Bandiera e la piazzetta, la Rende degli universitari che invadevano via Rossini, la Rende delle grandi mostre d’Arte, la Rende di “Incontriamoci a Teatro”, la Rende dell’Unical in crescita materiale e per la qualità degli studi, la Rende dinamica e opulenta della più grande area Industriale della Calabria, la Rende al centro del dibattito politico, amministrativo e culturale, la Rende città di sosta e non periferico quartiere di passaggio.

Chi si ricorda più della Rende che sapeva autodeterminarsi, sempre libera e mai, come oggi, prigioniera della peggiore politica cosentina, che decide la sorte di Arintha a Cosenza, nei palazzi dello Spirito Santo e/o nelle Ville dell’Acquedotto.

E i cittadini cosa fanno? Che dicono?

Evviva il sindaco civico, evviva il “Cambiamento”.

Buonanotte Rende

tratto da Insieme per Rende