Rende, quando De Rango&Chiappetta fecero deviare il corso del torrente Surdo

Trattando delle truffe di Mimmo Barile, ci siamo soffermati anche sull’incredibile vicenda del palazzo di sei piani costruito nel parcheggio dell’Hotel Executive dalla premiata ditta Attilio De Rango e Piercarlo Chiappetta, all’epoca del loro redditizio sodalizio.
Attilio De Rango è conosciuto ai più come “capu i bigliardu” ed è cognato di Tonino Gatto, il re della Despar.
Piercarlo Chiappetta, faccendiere e politico, cognato di Mario e Roberto Occhiuto, è anche cugino di Mimmo ed Ercole Barile.
Insieme hanno messo su veri e proprio disastri edilizi e ambientali dei quali il territorio di Rende paga le conseguenze.
Sulla scia di quell’episodio, a molti, compresi noi, è venuta in mente un’altra operazione perpetrata ai danni del territorio di Rende.
E’ quella relativa al crollo del Ponte sul Torrente Surdo, avvenuta qualche anno addietro e che, per anni, ha costretto le macchine ad un tortuoso giro di valzer ed i commercianti a soffrire, fino quasi al fallimento.
crollo2Ebbene, il crollo fu provocato dalla deviazione del torrente, avvenuta per agevolare la realizzazione del centro commerciale sorto sull’argine del suddetto fiume.
Chi erano i costruttori del centro commerciale? Il duo De Rango-Chiappetta, all’epoca soci.
Per realizzare il centro commerciale avevano bisogno di ampliare la proprietà ed acquistarono un pezzo di terreno del confinante supermercato Conad, di proprietà dei fratelli Rizzo, figli del defunto Giampietro da Montalto Uffugo.
I Rizzo, in cambio della cessione di parte del terreno destinato a parcheggio, ottennero dal Comune l’autorizzazione a raddoppiare, quasi, il volume del supermercato realizzando un ristorante-self-service ed altre pertinenze.
Così il duo De Rango-Chiappetta, immediatamente alle spalle della caserma dei carabinieri (che non si accorgono di nulla), ha ancora bisogno d’altro, cioè di spostare gli argini di un fiume, cose che solo in Calabria possono avvenire impunemente.
crollo3Deviando il corso del fiume e non prevedendo che il Padreterno e la natura puniscono, prima o poi, provocano una erosione di un pilastro del ponte che in qualche mese crolla.
Per ricostruirlo occorreranno oltre tre anni per una cifra attorno ai 3 milioni di euro. In parte sborsati dalla Provincia di Palla Palla, nel periodo in cui erano attivi anche Pietro Ruffolo ed Umberto Bernaudo, il primo come assessore ed il secondo come consigliere.
Il duo De Rango-Chiappetta ha goduto di impunità assoluta sia al Comune, sia alla Provincia, sia all’Autorità di Bacino, competente sui fiumi, diretta all’epoca dal quel signorotto di Giovanni Ricca, massone, uomo forte, al centro di tante vicende, che Sandro Principe chiamò perfino alla carica di assessore ai Lavori pubblici del Comune.
Insomma: una fava, due piccioni.
Autorità di bacino che deve controllare, il cui controllore è controllato.
Siamo nella Calabria Saudita dove tutto può succedere e dove la realtà spesso supera la fantasia.