Rende, Rausa traditore ed Arlecchino: sei peggio del Cinghiale. Il manifesto a Quattromiglia

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Il Cinghiale, si sa, non perdona. Specie quando è ferito e si sente tradito. E allora, ieri sera ha dato ordine di piazzare un grande manifesto a Quattromiglia di Rende sulla strada in direzione Cosenza all’altezza del fiume Emoli. Si tratta di un manifesto nel quale si bolla Mario Rausa, ex presidente del consiglio comunale di Rende, famoso trasformista della politica rendese, come “traditore del voto popolare a Rende”. Non solo: gli si intima anche di chiedere scusa alla cittadinanza e di andare via e si annuncia che il soggetto è stato espulso da AP (Alternativa Popolare, il movimento cui aderisce il Cinghiale) per indegnità politica e morale. Ovviamente non manca la gigantografia di Rausa.

Rausa, dopo aver fatto tira e molla per anni tra il Pd e Sandro Principe (è stato anche assessore), nel 2014 si è “convertito” alla causa del Cinghiale, che all’epoca appoggiava Marcello Manna ed è stato gratificato della carica di presidente del consiglio comunale. Nel momento in cui tra Manna e il Cinghiale, però, è finito l’idillio, Rausa, invece di sconfessare il quaquaraquà, tomo tomo cacchio cacchio, è stato tra i quattro consiglieri della maggioranza che gli hanno fatto da stampella. E subito dopo, da paraculo qual è, si è dimesso a nonna da presidente del consiglio comunale.

Ovviamente, in tanti gliene hanno detto di tutti i colori, finanche quella bravissima persona di Gianfranco De Franco, segretario politico di Insieme per Rende, che ha testualmente dichiarato: «E’ il paradosso di Manna: mentre Rende degrada, la maggioranza alla Franchino tenuta in piedi da Verre, Franchino De Rango, Cuzzocrea e Rausa non riuscirà a fare il “bene” di Rende perché questi consiglieri comunali non amano Rende».

Rausa ha fatto persino il risentito rivendicando una “coerenza” che non gli potrà mai appartenere, vista la sua vocazione di trasformista, e De Franco gliele ha cantate di nuovo per come merita.

  1. L’apprezzo per il gesto di essersi dimesso per correttezza nei confronti del gruppo consiliare che l’ha sostenuto e che ha cambiato linea politica. Mario non ha inteso cambiare tale linea sostenendo Manna e, conseguentemente, si è dimesso dalla carica alla quale lo aveva fortemente voluto il suo gruppo;
  2. Non condivido, invece, la sua scelta politica di appoggiare Manna, il peggior sindaco di Rende, e la sua giunta, la peggiore esistente nell’Universo conosciuto. Così facendo Mario dimostra, a mio avviso, di non volere il bene di Rende, al pari di Verre, Franchino De Rango e Cuzzocrea.

Fin qui il buon De Franco, che evidentemente ancora considera “degno” di attenzione il peggiore “Arlecchino” della storia politica rendese, degno compare del quaquaraquà che indossa la fascia di sindaco. Rausa, medico salentino ed ex arbitro, fa “politica” cambiando continuamente casacca ormai da decenni e non merita nessuna considerazione.

Sapete bene cosa pensiamo del Cinghiale, ma Arlecchino Rausa, se possibile, è peggio di lui.